Ravera: “Il 14 febbraio a Roma per dare sostegno al popolo greco”

11 febbraio 2015, by  
Archiviato in Appuntamenti, Partito, Primo piano

Ravera (Prc): Il 14 febbraio a Roma per dare sostegno al popolo greco

Le grandi mobilitazioni e le elezioni avvenute in Grecia hanno dato un segnale e una speranza a tutta Europa: è possibile un’alternativa al neoliberismo e alla stretta dell’austerità indicata dalla Troika, è possibile rimettere al centro la democrazia e la partecipazione ai processi decisionali tramite rappresentanza politica e restituire dignità ai popoli travolti dalla crisi dei padroni.
Si stanno moltiplicando in tutta Italia le mobilitazioni di solidarietà al popolo greco che culmineranno il 14 febbraio con una grande manifestazione nazionale a Roma: Rifondazione Comunista parteciperà al presidio che si terrà a Genova mercoledì 11 febbraio alle 18 in piazza De Ferrari.

Contro questa idea di Europa in mano a mercati, banche, Troika e i governi liberisti e autoritari. La Grecia ha scelto la dignità, i diritti e la democrazia. Siamo tutti greci.

Marco Ravera,
segretario regionale Rifondazione Comunista Liguria

“Dopo il grande corteo Fiom di oggi a Milano, pronti allo sciopero generale del 12 dicembre contro il governo Renzi”

14 novembre 2014, by  
Archiviato in Appuntamenti, Partito, Primo piano

Stamani gli esponenti di Rifondazione Comunista spezzina Sergio Olivieri, Jacopo Ricciardi, Luca Marchi e Davide Bernabò erano presenti a Milano al corteo della Fiom guidato da Susanna Camusso e Maurizo Landini.
Si è respirato un clima di grande compattezza del mondo del lavoro contro le devastazioni operate dal governo Renzi. C’è un enorme vuoto politico a sinistra che il popolo della piazza di oggi, quello dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati e dei pensionati, attende oramai da troppo tempo.  La lotta del mondo del lavoro contro Renzi deve proseguire senza sosta, perciò plaudiamo la decisione della Cgil di indire lo sciopero generale per il prossimo 12 dicembre.

Anche quel giorno saremo in piazza con il sindacato contro un governo che vuole smantellare definitivamente l’articolo 18 e condannare i giovani alla precarietà a vita, privatizzare il welfare e i beni comuni, demolire la Costituzione e ridurre la democrazia ad un simulacro.

Lavoreremo perché il conflitto e la mobilitazione sociale fermino le politiche di destra, inique e fallimentari del governo Renzi, e perché il 12 dicembre si fermi davvero tutto il paese.

Rifondazione Comunista,
federazione provinciale La Spezia

1 novembre: Rifondazione alla giornata di mobilitazione globale a sostegno del popolo curdo

1 novembre 2014, by  
Archiviato in Dal Mondo, Partito, Primo piano

 

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, parteciperà oggi, 1 novembre, alla manifestazione in occasione della giornata globale di azione per Kobane e il Kurdistan, a Roma, al corteo che partirà da piazzale Esquilino alle 15.30.

«Rifondazione Comunista aderisce e partecipa alla Giornata internazionale di mobilitazione in sostegno ai partigiani di Kobane e al popolo Kurdo. Tre in particolare sono gli obiettivi che mi sono stati sottolineati nei giorni scorsi, quando sono stato in delegazione a Kobane con il Partito della Sinistra Europea. In primo luogo l’apertura di un corridoio tra la frontiera Turca e Kobane sia a fini umanitari che per permettere l’ingresso di armi e rifornimenti per i partigiani che combattono a Kobane. In secondo luogo vi è la necessità di un rapido intervento umanitario internazionale diretto ai rifugiati Kurdi che sono palesemente discriminati dallo stato Turco e scaricati sulle spalle della popolazione locale. In terzo luogo è necessario togliere immediatamente il Pkk – che è il partito in cui si riconosce la stragrande maggioranza dei Kurdi Turchi e siriani – dalla lista delle organizzazioni terroristiche, così come deciso negli anni scorsi dagli Usa e dall’Unione Europea. E’ vergognoso che chi combatte concretamente sul terreno i nazisti dell’Isis venga considerata a livello internazionale una organizzazione terroristica».

 

Paolo Ferrero,

segretario nazionale di Rifondazione Comunista

Landini a Spezia, Ravera (Prc Liguria): “Contro il governo Renzi, sabato tutti a Roma a difendere i lavoratori”

22 ottobre 2014, by  
Archiviato in Lavoro, Partito, Primo piano

 

In occasione della visita di questa mattina del segretario della Fiom Maurizio Landini ai cantieri San Marco della Spezia, la federazione spezzina di Rifondazione Comunista ha accolto la prima uscita pubblica del neo segretario regionale ligure del Prc Marco Ravera, eletto domenica scorsa a Genova dal congresso regionale del partito assieme al nuovo Comitato Politico Regionale (7 gli spezzini eletti: Chiara Bramanti, Sergio Olivieri, Massimo Lombardi, Jacopo Ricciardi, Massimo Marcesini, Roberto Bedini, Alessio Menconi).

Ravera ha puntato l’attenzione sull’importanza della prossima manifestazione di sabato 25 ottobre a Roma organizzata dalla Cgil contro il vergognoso “Jobs Act” del governo Renzi, che sta per passare alla Camera con un altro voto di fiducia, dopo quello del Senato. Quello del Pd è un inqualificabile attacco frontale ai lavoratori e a tutti i cittadini, già duramente colpiti dalla crisi, dalle casse integrazioni, dal lavoro precario e mal pagato. Renzi ha proseguito, aggravandole, le politiche di Berlusconi, Monti e Letta obbedendo ai diktat della Merkel, di Marchionne e di Confindustria.

Il baluardo dell’articolo 18 va esteso a tutti i lavoratori e va difeso ad oltranza assieme al più grande sindacato italiano, anche con lo sciopero generale e l’occupazione delle fabbriche, come ha sottolineato oggi lo stesso Landini.

Per questo sarà fondamentale la piena riuscita della manifestazione di sabato: oltre che per il lavoro è una battaglia per la democrazia e la libertà di questo Paese. Da Spezia Rifondazione sarà presente nei pullman messi a disposizione dalla Cgil e dalla Fiom: gli interessati a partecipare possono contattare via mail o fb la nostra federazione o la stessa Cgil.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Roma, 8 settembre 2013: nel nome della Costituzione e della Sinistra, un’assemblea che ha aperto una speranza

9 settembre 2013, by  
Archiviato in Dall'Italia, Primo piano, Società

 

L’assemblea che si è tenuta domenica 8 settembre a Roma, convocata da Lorenza Carlassare, don Luigi Ciotti, Maurizio Landini, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky rappresenta un grande fatto politico.

Innanzitutto perché è perfettamente riuscita e questo ci dice della volontà di ripartenza che vi è in quel popolo della sinistra che vuole cambiare le cose. In Italia vi sono le energie morali e politiche per riaprire un percorso di alternativa, di chi non si rassegna allo stato di cose presente.

In secondo luogo perché la convocazione della manifestazione del 12 di ottobre per la Costituzione e per il lavoro e il percorso di preparazione della stessa saranno un grande fatto democratico e di mobilitazione popolare. Il vero disastro dell’Italia non sta solo nella protervia berlusconiana o nella sciagurata azione dei governi di unità nazionale. Il vero disastro sta nella rabbia e nella insoddisfazione popolare che però non trovano punti di sbocco collettivo. Il disagio del paese oggi si esprime più in rabbie individuali, in solitudini impotenti che in una risposta collettiva. La manifestazione del 12, il percorso di mobilitazione precedente e quello che inevitabilmente si aprirà dopo il 12 costituiscono invece la possibilità di costruire un grande movimento democratico di risposta collettiva all’attacco alla democrazia e ai diritti sociali. La possibilità di passare dall’Io al Noi è inscritta nelle proposte dell’assemblea di ieri e costituisce un enorme fatto politico che ci riavvicina alle mobilitazione degli altri popoli europei.

In terzo luogo l’aver legato la questione della difesa e dell’applicazione della Costituzione con le questioni del lavoro è decisivo. Oggi l’applicazione delle politiche neoliberiste stanno mettendo in discussione tutti i livelli di civiltà conquistati nel dopoguerra in Europa: il welfare, il sindacato e i diritti dei lavoratori, la democrazia. Le politiche di austerità lungi dal farci uscire dalla crisi la stanno aggravando e ne scaricano i costi sulle masse popolari. Questo attacco viene condotto congiuntamente da centrodestra e centrosinistra e i governi Monti e Letta ne sono la plastica dimostrazione. Non si tratta solo di un fatto italiano. Tutte le peggiori decisioni assunte a livello europeo, dal trattato di Maastricht al Fiscal Compact sono state assunte insieme da popolari e socialisti. Se poi facciamo mente locale sul fatto che i leader che principalmente vogliono sferrare un attacco alla Siria sono il Democratico Obama e il socialista Hollande, il quadro è completo. Occorre evidentemente costruire una alternativa culturale e politica al centrodestra quanto al centrosinistra e solo tenendo insieme questione sociale e questione democratica è possibile rovesciare queste politiche e difendere i diritti sociali come la democrazia. Il rischio che abbiamo è infatti che sotto l’attacco devastante ai diritti sociali e del lavoro la questione della democrazia venga vista come una cosa secondaria da vasti strati sociali. Una specie di lusso di cui non val la pena occuparsi. Addirittura vi è il rischio che ipotesi presidenzialiste e populiste possano incontrare a livello di massa il diffusissimo sentimento di repulsa per la politica. Mettere in discussione le politiche neoliberiste sia sul piano dei loro effetti sociali, sia sul piano della difesa della democrazia e della partecipazione è quindi la strada giusta: La via maestra.

Da ultimo l’assemblea e il percorso proposto apre anche la strada e la speranza per la costruzione di uno spazio pubblico di sinistra. Dentro il regno del bipolarismo e delle politiche neoliberiste, Rodotà ha giustamente denunciato il vuoto della politica. Questo vuoto va riempito e noi proponiamo di farlo evitando di ripercorrere gli errori del passato. Non ha funzionato la Federazione della Sinistra così come non ha funzionato Rivoluzione Civile: Non funzionano le ambiguità nel rapporto con il centro sinistra e i patti di vertice a cui siamo stati costretti. Non si tratta quindi di fare un nuovo partito o di mettere insieme gli attuali gruppi dirigenti: si tratta di dar vita ad un spazio pubblico della sinistra basato sul principio della democrazia e della partecipazione, in cui, a partire da un comune progetto politico e da regole condivise, si possa ricostruire una comunità di dibattito e di azione civile, culturale e politica. Si tratta di coinvolgere le centinaia di migliaia di uomini e donne di sinistra che oggi in Italia sono alla ricerca di un punto di riferimento politico. Una ricostruzione dal basso che può essere il valore aggiunto prodotto dal percorso di mobilitazione deciso ieri e che vede nella serietà e nell’autorevolezza delle persone che hanno convocato l’assemblea un fattore non secondario di speranza.

Paolo Ferrero

ilfattoquotidiano.it

Firma l’appello al “NO MONTI DAY”!

27 ottobre 2012, by  
Archiviato in Appuntamenti, Dall'Italia, Partito, Primo piano

 

Siamo persone che lottano, organizzazioni sociali e sindacali, forze politiche e movimenti civili, e ci siamo assunti l’impegno di dare voce e visibilità alle tante e ai tanti che rifiutano e contrastano Monti e la sua politica di massacro sociale, dando vita il 27 ottobre a Roma a una giornata di mobilitazione nazionale, NO MONTI DAY.

Scendiamo in piazza per dire:

NO a Monti e alla sua politica economica che produce precarietà, licenziamenti, disoccupazione  e povertà, no alle controriforme liberiste, oggi e domani.

NO all’Europa dei patti di stabilità, del Fiscal Compact, dell’austerità e del rigore, che devastano da anni la Grecia e ora l’Italia.

NO all’attacco autoritario alla democrazia, no alla repressione contro i movimenti ed il dissenso,  no allo stato di polizia contro i migranti.

Sì al lavoro dignitoso, allo stato sociale, al reddito, per tutte e tutti, nativi e migranti.

Sì ai beni comuni, alla scuola e alla ricerca pubblica, alla salute e all’ambiente, a un’altra politica economica pagata dalle banche, dalla finanza dai ricchi e dal grande capitale, dal taglio delle spese militari e dalla cancellazione delle missioni di guerra, dalla soppressione dei privilegi delle caste politiche e manageriali, sì alla cancellazione di tutti i trattati che hanno accentrato il potere decisionale nelle mani di una oligarchia.

Sì alla democrazia nel paese e nei luoghi di lavoro, fondata sulla partecipazione, sul conflitto e sul diritto a decidere anche sui trattati europei.

Vogliamo manifestare per mostrare che, nonostante la censura del regime informativo montiano, c’è un’altra Italia che rifiuta la finta alternativa tra schieramenti che dichiarano di combattersi e poi approvano assieme tutte le controriforme, dalle pensioni, all’articolo 18, all’IMU, alla svendita dei beni comuni, così come c’è un’altra Europa che lotta contro l’austerità e i trattati UE. Un’altra Italia che lotta per il lavoro senza accettare il ricatto della rinuncia ai diritti e al salario,che difende l’ambiente ed il territorio senza sottomettersi al dominio degli affari.

Un’altra Italia che lotta per una democrazia alternativa al comando autoritario dei governi liberisti e antipopolari europei primo fra tutti  quello tedesco, della BCE  della Commissione Europea e del FMI, del grande capitale e della finanza internazionale.

Promuoviamo una manifestazione chiara e rigorosa  nelle sue scelte, che porti in piazza a mani nude e a volto scoperto tutta l’opposizione sociale a Monti e a chi lo sostiene, per esprimere il massimo sostegno a tutte le lotte in atto per i diritti, l’ambiente ed il lavoro, dalla Valle Susa al Sulcis, da Taranto a Pomigliano, dagli inidonei e precari della scuola, da Cinecittà occupata ai tanti esempi di cultura condivisa come il Teatro Valle occupato e le tante altre in giro per l’Italia, a tutte e tutti coloro che subiscono i colpi della crisi.

Vogliamo che la manifestazione, che partirà alle 14,30 da Piazza della Repubblica, si concluda in Piazza S. Giovanni con una grande assemblea popolare, ove si possa liberamente discutere di come dare continuità alla mobilitazione. Proponiamo a tutte e tutti coloro che sono interessati a questa percorso di costruirlo assieme, specificandone e ampliandone i contenuti, fermi restando i punti di partenza e le modalità qui definiti.

 

Il comitato promotore NO MONTI DAY ROMA 27 OTTOBRE

Mobilitazione nazionale sindacati inquilini, Prc La Spezia: “Abbassare gli affitti per fermare gli sfratti”

26 ottobre 2012, by  
Archiviato in Appuntamenti, Dalla Provincia, Partito, Primo piano

 

Oggi, 26 ottobre 2012, è cominciata in tutta Italia una mobilitazione unitaria dei sindacati inquilini contro la politica del governo e per chiedere alcune misure urgenti per affrontare almeno gli aspetti più devastanti  della condizione abitativa nel nostro Paese.

Rifondazione Comunista della Spezia, dopo il presidio organizzato il 10 ottobre scorso, giornata mondiale sfratti zero, ha aderito stamani all’iniziativa, che nelle nostra città si è realizzata alle 10 in un presidio davanti alla prefettura spezzina.

La piattaforma unitaria dei sindacati inquilini chiede cose semplici ma forti e, in qualche caso, radicali: rinnovo della proroga degli sfratti e la sua estensione alla morosità; il rifinanziamento del fondo sociale per l’affitto; la forte penalizzazione fiscale per le case sfitte; la possibilità per gli inquilini di detrarre il 19% dell’affitto pagato dalla denuncia dei redditi; una “inversione a u” rispetto alla cedolare secca per rendere convenienti i canoni concordati; la lotta senza quartiere al canone in nero; un intervento straordinario per aumentare la disponibilità di alloggi popolari per i comuni; l’individuazione, a partire dalla legge di stabilità, di una postazione di bilancio per l’edilizia residenziale pubblica.

Rifondazione evidenzia la connessione tra la giornata di lotta del 10 ottobre, che è stata un grande successo, e quelle del 26 ottobre e del 16 novembre prossimi. E per noi, almeno, non finisce lì: saremo domani 27 ottobre a Roma al “No Monty day” e parteciperemo alla campagna referendaria contro le manomissioni all’articolo 18 e alla raccolta firme per la proposta di legge sul Reddito Minimo Garantito.

Pensiamo, infatti, che un vero movimento per l’abitare debba ripercorrere, in maniera originale, quello che è stato il cammino del movimento per l’acqua pubblica, riuscendo a costruire una connessione tra movimenti, comitati di base, organizzazioni sindacali e sociali, amministrazioni che si distinguono per buone pratiche.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Sabato 27 tutti a Roma per il “No Monti day”. Da Spezia un pullman per gridare stop al massacro sociale ordinato dalla Bce

19 ottobre 2012, by  
Archiviato in Appuntamenti, Dalla Provincia, Partito, Primo piano

Questa mattina, di fronte alla sede spezzina della Banca d’Italia, i dirigenti di Rifondazione Comunista hanno lanciato la campagna di adesione al “No Monty day”, grande manifestazione nazionale di protesta che si terrà a Roma sabato 27 ottobre a partire dalle 14.30. Un luogo altamente simbolico, già utilizzato un anno esatto fa per la consegna della famosa “lettera di risposta alla Bce” che Rifondazione consegnò nelle mani del direttore per rispondere provocatoriamente alla famigerata missiva della Bce al governo italiano, nella quale si chiedevano sacrifici estremi, puntualmente realizzati dal governo Monti ai danni dei semplici cittadini, lavoratori e pensionati.”Sarà una manifestazione nazionale di protesta contro le politiche massacranti del governo Monti -ha affermato il segretario regionale Prc Liguria Sergio Olivierie contro la troika firmata Merkel-Bce-Fmi che strozza i popoli europei riducendoli alla fame e alla disperazione, come vediamo in in Grecia, Portogallo e Spagna. Anche in Italia occorre mobilitarsi contro le politiche ultraliberiste che si continueranno a sostenere anche in futuro, pure dopo le elezioni, quale sia il nome che andrà a governare il Paese“.”Dobbiamo essere in massa in piazza a Roma per gridare il nostro dissenso contro chi sta riducendo alla povertà il popolo italiano” -ha dichiarato il segretario provinciale Prc La Spezia Massimo Lombardi per questo anche dalla nostra città partirà un pullman che stiamo allestendo in questi giorni, pieno di giovani, studenti, lavoratori e pensionati. E’ importante la presenza massiccia da tutta Italia per fermare questo scempio sociale”.

Sono ancora disponibili gli ultimi posti per il pullman -ha annunciato Luca Marchi, responsabile organizzazione Prc La Spezia- “le prenotazioni si possono effettuare contattando telefonicamente o via internet o facebook la nostra federazione provinciale. L’orario di partenza sarà alle 6 a Sarzana in piazza Martiri della Libertà e alle 6.30 dal Palazzetto dello Sport della Spezia“.

Rifondazione Comunista La Spezia

Pullman dalla Spezia per il No Monti day del 27 ottobre a Roma. Prenotati subito!

15 ottobre 2012, by  
Archiviato in Appuntamenti, Partito, Primo piano

 

Rifondazione Comunista della Spezia organizza un pullman per la manifestazione del 27 ottobre a Roma contro il governo Monti.

Il costo è di 20 euro, che comprende andata e ritorno.

Ci volesse partecipare e prenotarsi è pregato di comunicare i nominativi via mail a:

rifondazionecomunistalaspezia@gmail.com

o via cell a:

Luca: 328 8480095

Jacopo: 349 0060217

Affrettatevi a prenotare!

Rifondazione Comunista La Spezia

“No al casello di Beverino anche per motivi economici”

19 settembre 2012, by  
Archiviato in Ambiente, Dalla Provincia, Partito, Primo piano

Prendiamo atto che il Pd sta sempre più cristallizzando la sua posizione a favore dell’ennesimo sbaglio nella gestione del territorio: il casello autostradale di Beverino, un’opera inutile proprio dal punto di vista economico. Si tratta di un spreco di risorse che potrebbero essere destinate alla manutenzione della viabilità ordinaria e alla prevenzione dei disastri, invece si continua pervicacemente a proporlo. 

Rendiamo merito all’ex assessore Casabianca del suo capillare lavoro durante il periodo alluvionale, tuttavia rappresenta l’ennesima voce del suo partito, il Pd, a favore di un’opera che non porterà alcun giovamento, tant’è che la sua presenza non avrebbe cambiato nulla per il raggiungimento delle aree alluvionate, visto la posizione in cui dovrebbe sorgere.

Anche per la bassa Val di Vara l’opera non avrà nessun senso, tant’è che Follo e Bolano, i due centri più popolosi e con maggiori attività, saranno pressochè equidistanti sia dal presunto casello beverinese che da quello esistente a S.Stefano.

Nessun vantaggio viabilistico e nessuno economico, anzi, una distrazione di fondi che potrebbero essere ben utilizzati in virtù delle criticità del territorio. Senza tener conto della scelta politica miope di andare ad aumentare il traffico laddove oggi non c’è.

Il Pd s’interroghi: se un’opera è così ampiamente condivisa anche dal centrodestra locale forse è il caso di capire quali interessi andrà a sostenere. Non basta ciò che accade a Roma con il sostegno bipartisan al peggior governo degli ultimi 20 anni?

Segreteria provinciale Prc/Fds La Spezia

Pagina successiva »