Prc Vezzano: “Parole di Fiore ridicole, la sinistra è presente e l’abbiamo dimostrato”

20 aprile 2019, by  
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Dalle recenti dichiarazioni a mezzo stampa del sig. Roberto Fiore, candidato sindaco a Vezzano Ligure, si può dedurre il suo spessore politico e umano. Per prima cosa non dimentichiamoci che in passato il suddetto Fiore ha avuto, con grande disinvoltura, esperienze in svariati partiti: colpisce la sua grande capacità di cogliere sempre “lo spirito del tempo”, oggi pienamente rappresentato dalla coalizione gialloverde (o meglio giallobruna, che ogni giorno smentisce se stessa).
Così Fiore (che con curiosa faccia tosta non si definisce “un politico”) crea anche fittizi contrasti al proprio interno, presentandosi con facce diverse a seconda dei sondaggi e accanendosi contro l’amministrazione comunale di Vezzano e la sua maggioranza, con la quale Rifondazione Comunista ha condiviso scelte importanti senza mai strizzare l’occhio agli avversari. 
 
Infatti Rifondazione ha sostenuto, con l’amministrazione comunale, la difesa delle conquiste democratiche e civili, l’antifascismo, la Costituzione, i valori della solidarietà e dell’accoglienza, i diritti dei lavoratori, il rispetto dell’ambiente e la nota alla speculazione. 
Ma soprattutto si è dissociata molte volte su singole delibere, ad esempio sulle spinose questioni di questione Acam e Atc, mentre ha posto posto all’attenzione dei vezzanesi, prima di ogni altra forza politica, il problema del possibile biodigestore di Saliceti. 
Lo ha fatto evidenziando sempre un proprio un suo punto di vista con spirito costruttivo e non con il linguaggio delirante adoperato da Fiore, che si definisce, senza temere il ridicolo, “di sinistra senza alcun dubbio”. 
 
Rifondazione è stata molto severa nei confronti delle leggi dello Stato, quando ad esempio hanno sacrificato l’autonomia dei comuni, impossibilitati a determinare un sistema di prelievo fiscale che colpisce i patrimoni e le ricchezze per favorire i ceti più deboli e creare più giustizia nella società. Ma l’ineffabile Fiore è convinto che a Vezzano, nella maggioranza consiliare e nel territorio, non ci sia la sinistra, perché la sinistra è “lui stesso”, che però nel frattempo non presenta né proposte, né progetti credibili.
Il candidato se la prende con l’Amministrazione e i consiglieri che non hanno rinunciato alle loro indennità: si documenti sui compensi di ciascuno e veda quale tesoretto si sarebbe potuto accumulare per finanziare opere e servizi. Il suo è un patetico tentativo di ricerca di visibilità, destinato ad esaurirsi il tempo di un battito di ciglia. Vezzano ha bisogno di proposte e progetti concreti, e non di chiacchiere inutili e polemiche senza capo né coda.
 
 
Rifondazione Comunista,
Circolo “XXV Aprile – Aldo Lombardi”  Vezzano Ligure

Biodigestore, Rifondazione: “A Vezzano continua la farsa del Partito Democratico, rimosso il documento presentato da Nadia Lombardi”

26 settembre 2018, by  
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Oggi si è consumata l’ennesima farsa del Partito Democratico riguardo il futuro biodigestore di Saliceti-Boscalino. 
 
Una farsa che Rifondazione intende denunciare per l’incredibile modalità in cui si è svolta. 
 
A fine giugno la consigliera comunale Prc Nadia Lombardi aveva ha presentato un atto in cui si impegnava l’amministrazione a fare chiarezza ai cittadini vezzanesi sulle voci che circolavano da diverso tempo riguardo ad una possibile costruzione di un impianto di trattamento dei rifiuti organici da realizzarsi nell’area di Saliceti in ampliamento della struttura già presente, o in alternativa Boscalino.
 
Dopo quasi tre mesi il sindaco Abruzzo, nonostante non abbia più convocato una seduta dai primi di giugno, nella convocazione prevista per il prossimo venerdì 28 settembre ha inserito nella discussione un documento firmato dalla Direzione del Pd escludendo il nostro. Addirittura non si capisce da quali consiglieri sia stato presentato, dato che che tutti ne sono all’oscuro, mentre quello firmato ufficialmente dalla Lombardi, che tra l’altro chiedeva una relazione sull’analisi dell’impatto prodotto sulla salute dei cittadini da parte dell’attuale impianto di Saliceti, sembra sparito nel nulla. Questo documento, inoltre, non vedrà alcuna votazione.
 
A tutto ciò va aggiunto che è stato convocato un consiglio in forma straordinaria, mentre lo statuto comunale dice chiaramente che in caso di bilancio consuntivo il consiglio deve essere ordinario, per via dei tempi di convocazione. Una serie di gravi irregolarità che denunciamo con forza mentre siamo noi ora a chiedere un consiglio straordinario con la riproposizione del nostro ordine del giorno, invitando tutti i consiglieri del Pd a sottoscriverlo.
 
L’allarme sul biodigestore era scattato in primavera grazie ai comitati di cittadini costituiti a Santo Stefano e successivamente ad Arcola e Vezzano, cosa che ha fatto tornare parzialmente sui propri passi il Partito Democratico rispetto a quanto aveva a suo tempo stabilito nel piano regionale dei rifiuti.
 
Oggi scopriamo come la marcia indietro sia parziale ed ipocrita perché viene espressa la classica formula del “non nel mio giardino”, ammettendo che l’impianto debba essere sì realizzato, ma altrove. Un’ottima maniera per cercare di salvare il salvabile dal punto di vista elettorale come ha fatto del resto anche il Pd di Arcola, che ha chiamato incitato la protesta dei cittadini di Baccano e Pianazze solo per lavarsi la coscienza. 
 
Noi crediamo, infatti, che il Pd sia stato d’accordo fin dall’inizio con la proposta di Iren avallata da Regione Liguria e Provincia della Spezia, ora a guida centrodestra ma perfettamente in linea con quanto fatto prima da Burlando e Federici. Come dimenticare a proposito di farse, la doppia sceneggiata dello scorso agosto, quando i consiglieri provinciali del Pd, in maggioranza teorica, si sono presentati in minoranza e con un consigliere dimissionario, facendo così approvare la modifica al piano approvando, di fatto, la realizzazione del biodigestore sul territorio spezzino?
 
Noi crediamo che si possa realizzare qualcosa di molto meno impattante per la salute dei cittadini e dell’ambiente, peccato che per il colosso Iren, nuovo proprietario di Acam, tutto ciò non creerebbe profitto. Il Pd deve spiegare tutto questo in faccia ai cittadini e senza giri di parole o trucchetti che sanno solo di presa in giro istituzionale.
 
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia
 
Circolo XXV Aprile – Aldo Lombardi di Vezzano Ligure

Biodigestore, Lombardi (Prc Vezzano): “Il sindaco Abruzzo porti la discussione in aula, i 5 Stelle prendano una decisione chiara”

9 agosto 2018, by  
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In merito alla querelle sul biodigestore Boscalino-Saliceti, il cui piano di realizzazione è stato appena approvato dalla Provincia della Spezia, Rifondazione Comunista chiede al comune di Vezzano di discutere l’ordine del giorno presentato dalla consigliera Prc Nadia Lombardi lo scorso 25 giugno.

 
“E’ assurdo che il sindaco Abruzzo neghi il confronto con i rappresentanti istituzionali della popolazione, cosa che invece è avvenuta sia a Santo Stefano che ad Arcola” afferma la Lombardi. 
 
A questo proposito desta ulteriore perplessità il comportamento dei consiglieri vezzanesi del Movimento 5 Stelle, che ad oggi non hanno preso una posizione chiara sugli atti ufficiali. Sarà importante, in attesa del decisivo consiglio regionale che avverrà tra circa un mese, avere una risposta univoca dai tre comuni coinvolti e dissipare così tutte le ambiguità emerse sulla vicenda dal Partito Democratico in queste ultime settimane“.
 
Nadia Lombardi, 
 
Consigliera comunale Rifondazione Comunista Vezzano Ligure

Biodigestore, Prc La Spezia: “Giampedrone e Pd unici responsabili, gli interessi di Iren vengono prima della popolazione”

6 agosto 2018, by  
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Oggi in Provincia è andato in scena l’ultimo atto della sceneggiata tra centrodestra e Pd spezzino. I fatti di stamani hanno dato conferma a quanto Rifondazione aveva affermato solo due giorni fa: da Genova Giampedrone e Toti ordinano di approvare biodigestore, i consiglieri del centrodestra votano senza fiatare mentre il Pd finge di opporsi, lasciando passare la delibera pur essendo in teorica maggioranza.
 
Infatti il comportamento del Pd è ancora una volta inaccettabile: come lo scorso sabato mattina non si è presentato a ranghi completi, mancando così lo stop del consiglio provinciale al piano. E neppure la mancata surroga del consigliere Natale, che si è appena dimesso, vale come scusante: mancava in ogni caso un consigliere Pd all’appello, sufficiente per non far approvare il piano. Inoltre siamo ancora in attesa della pronuncia del consiglio comunale di Vezzano, che il sindaco Abruzzo (Pd) si ostina a non voler convocare. La verità è che il voto di oggi rappresenta la vittoria di un colosso come Iren, capace di piegare il volere della politica ai suoi interessi di business.
 
Giampedrone, pronto a scaricare tra Boscalino e Saliceti oltre 60 mila tonnellate annue di rifiuti, si prenderà la sua responsabilità davanti alla popolazione spezzina, così come il Partito Democratico. Con questo impianto i cittadini pagheranno sia con la propria salute che con le proprie tasche, dato che Iren riceverà ingenti incentivi pubblici per la sua costruzione.
 
Rifondazione, in linea con quanto sempre sostenuto sulla gestione del ciclo dei rifiuti, sarà al fianco degli abitanti di Santo Stefano, Arcola e Vezzano, senza ipocrisie di facciata. Nei prossimi giorni verrà organizzata un’iniziativa pubblica sul territorio per spiegare ai cittadini quanto è avvenuto in questi giorni e cosa si intenderà fare in futuro per impedire tale realizzazione. 
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

“Il centrodestra vuole il biodigestore nello spezzino, dal Pd opposizione solo di facciata”

4 agosto 2018, by  
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Toti e Giampedrone hanno deciso per il biodigestore nella provincia spezzina. 
Il Pd, senza alcuna credibilità politica, cerca di salvare le apparenze nei confronti della popolazione non partecipando al voto. 
 
Questo è il quadro emerso dal consiglio provinciale di questa mattina che doveva discutere del famigerato biodigestore da realizzare a Saliceti o a Boscalino.
 
I consiglieri del Partito Democratico hanno deciso di uscire dall’aula facendo saltare il numero legale, ricevendo le dure critiche del centrodestra. 
 
Peccato che sia stata un’operazione totalmente di facciata: il Pd, in maggioranza teorica in consiglio, si trovava in realtà in minoranza a causa dell’assenza (voluta?) di due suoi consiglieri. 
 
Ecco perché l’abbandono dei banchi, adducendo tra l’altro il motivo dello scarso tempo per esaminare la pratica, ha il sapore della trovata atta a distrarre l’opinione pubblica sul vero nocciolo del problema, ossia i dissidi interni proprio allo stesso Pd sull’argomento. Se si voleva veramente fare opposizione al biodigestore si sarebbero dovuti presentare a ranghi completi e mettere in minoranza gli uomini di Cozzani, totalmente succubi ai voleri della giunta regionale. 
Ma la situazione attuale è figlia della gestione del territorio negli anni precedenti che non può non portare la firma del Partito Democratico, responsabile della crisi di Acam e della conseguente aggregazione con Iren, che ora chiede il conto. Il Pd così cerca di scaricare il barile sul centrodestra totiano, ma ciò non basta a salvare la sua credibilità: entrambi sono ugualmente responsabili. Occorre invece programmare impianti che trattino che trattino il riutilizzo, il recupero e rigenerazione di tutte le categorie merceologiche differenziate.  
 
Per questo Rifondazione è contraria tout court alla realizzazione del biodigestore, e non solo sul territorio spezzino perché ciò pregiudicherebbe il sistema Rifiuti Zero che sosteniamo con forza e in ogni sede dal 2008.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Rifondazione aderisce alla manifestazione di domenica contro il malfunzionamento dell’impianto di Saliceti

21 gennaio 2015, by  
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Aderiamo convintamente e parteciperemo al presidio organizzato domenica 25 gennaio alle ore 10 dal Movimento 5 Stelle e da molti cittadini per protestare contro il cattivo uso e il mal funzionamento dell’impianto di cdr Acam ubicato a Saliceti. 
 
Esistono una serie di condotte negligenti poste colposamente in essere dai vertici di Acam Ambiente che possono e debbono cessare, dette condotte hanno arrecato un gravissimo nocumento alla salute degli abitanti della zona che merita tutela immediata.
 
Invitiamo tutti i cittadini di Vezzano Ligure e Santo Stefano Magra a partecipare in difesa della salute della salubrità ambientale.
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale della Spezia

Grave la situazione-Acam nel silenzio pre-elettorale, una vergogna!

20 febbraio 2013, by  
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La situazione di Acam è ben più grave di quello che si vuol tacere, un silenzio assordante che evidentemente vuole rispettare gli esili equilibri pre elettorali, ma che calpesta la dignità di molti lavoratori e lavoratrici dell’azienda.
Quasi un silenzio generale sulla cassa integrazione in deroga da parte dell’azienda, ammortizzatore che è stato richiesto senza nessun requisito, un atto unilaterale che si fa beffa di un referendum che era già una beffa, nel quale i lavoratori sono stati ricattati informalmente con una scelta obbligata, alla Marchionne, o il lavoro o il licenziamento. Tutta quella fretta evidentemente non l’hanno avuta le banche, ne i sindaci del Pd che hanno sottoscritto il piano di riassetto capestro per l’azienda.
Il paradosso Acam parte dal settore Ambiente, dove si è chiuso un 2012 con 19.000 ore di straordinario ed una carenza di organico di circa 75 unità, e si parla di esuberi quando la logica dovrebbe portare i comuni spezzini a far partire il porta-a-porta, con una necessità di organici che consenta il raggiungimento dei tassi di raccolta differenziata a norma e che oggi pone la nostra provincia fuorilegge.
La cassa integrazione inoltre produrrà un effetto chiarissimo sul servizio e ci saranno disagi e ritardi nella raccolta, non certo imputabili ai lavoratori che già operano con mezzi e attrezzature obsolete e sotto organico. Così come dal punto di vista economico, dal 1° marzo la frazione organica stabile (FOS) prodotto da Saliceti sarà un costo per la mancata designazione della discarica dei rifiuti, eppure il piano provinciale è datato ormai di 10 anni. Possibile che i sindaci del Pd non abbiano trovato una soluzione?

Ancora un’azienda con costi di esternalizzazioni, superminimi e stipendi d’oro a dirigenti che hanno dimostrato nei fatti di essere inadeguati alla mission aziendale, ed un chiaro disegno di scaricare sugli operai la responsabilità materiale del risanamento, con la follia della svendita del gas e dell’azienda di gestione dei clienti. Ad oggi il vero latitante è un piano industriale degno di tale nome, eppure quanti soldi sono stati spessi in amministratori delegati che hanno fallito completamente il loro impegno?

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Caso Saliceti, Prc La Spezia: “Gravissimo segnale di inefficienza di gestione dei rifiuti, piena solidarietà ai cittadini autori dell’esposto”

25 agosto 2012, by  
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L’ennesimo ricorso alla magistratura dimostra ancora una volta l’inefficacia politica di chi amministra questo territorio. Dopo Pitelli, Faraonopoli, il centro commercialo di Romito, l’outlet di Brugnato, ora anche l’impianto principale di gestione dei rifiuti spezzini sarà oggetto di chiarimenti giudiziali.
Rifondazione Comunista della Spezia esprime piena solidarietà ai cittadini che hanno sottoscritto l’esposto presentato ieri presso la procura della Spezia contro i miasmi dell’impianto Acam di Saliceti, una battaglia che vede Rifondazione protagonista nelle lotte e nelle manifestazioni al fianco dei comitati dei cittadini, già da quando era sindaco di Vezzano Paola Giannarelli.

Oggi la situazione è grave da diversi punti di vista. Anzitutto quello della salute e della qualità della vita delle persone, valori che vengono prima di ogni altro. In secondo luogo quello gestionale: se l’impianto produce odori insopportabili a danno degli abitanti evidentemente non è gestito nella maniera più corretta.

Ma il punto più grave è senza dubbio quello politico
: infatti, se si vuole salvare Acam, occorre credere in progetti che rilancino seriamente l’azienda e non continuare a vivere alla giornata, senza programmazione e scelte politiche.

Noi diciamo da anni di attivare finalmente la strategia Rifiuti Zero e abbiamo tutto ciò che era in nostro potere per portare avanti tale progetto, proponendolo e facendolo approvare nel consiglio comunale della Spezia.

Evidentemente la volontà politica di investire nella più importante realtà del territorio non c’è ed ognuno se ne assumerà la propria responsabilità.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Sui rifiuti un’altro passo di civiltà grazie al nostro contributo, ma ora occorre massima attenzione

30 gennaio 2011, by  
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Rifondazione Comunista della Spezia, con i consiglieri comunali Bucchioni e Cossu, ha condiviso la richiesta all’amministrazione di assicurare che Saturnia sia di proprietà pubblica, predisponendo un progetto di risanamento in tempi certi per restituire alla comunità un territorio fruibile. Uno spiraglio rispetto alle continue penalizzazioni del territorio del Levante, che ha pagato prezzi altissimi in termini di inquinamento ambientale e salute dei propri cittadini.

Un enorme impegno di civiltà che, con l’approvazione dell’odg della maggioranza in consiglio comunale spezzino, Rifondazione rivendica proposte concrete come il monitoraggio e controllo dei processi di riqualificazione con l’Osservatorio Rifiuti Zero integrato con rappresentanze ambientaliste, organismi di decentramento e Commissione Ambiente, la garanzia di un coinvolgimento concreto dei cittadini, la valutazione sulla qualità del materiale inertizzato e la predisposizione di un indagine epidemiologica sull’area di Pitelli, una frazione che finalmente troverò giustizia con la chiusura di un incubo e l’impegno alla sua riqualificazione.

E’ stato indecente come il centrodestra abbia strumentalizzato lo scandalo di Pitelli, nascondendo tuttavia amare verità: Berlusconi dal 1994 ad oggi ha governato per oltre 10 anni e non ha mosso un dito per bonificare un sito di interesse nazionale, mentre imperversava il teatrino vergognoso dei berluscones spezzini, con un atteggiamento fascistoide che ha talvolta impedito il regolare dibattito consiliare.

Ora si apre una fase nuova in cui Rifondazione Comunista sarà ben vigile sugli impegni assunti dall’amministrazione, a cominciare dall’estensione della raccolta porta-a-porta sul territorio al suo miglioramento dove esistono problemi di gestione, fino al controllo puntuale del processo di bonifica di Pitelli.

Per ACAM un cambio di rotta positivo, ma stiamo attenti

24 marzo 2010, by  
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La conferenza stampa del presidente di ACAM, Paolo Garbini, porta con se alcuni elementi positivi e finalmente, dopo anni, riusciamo a traguardare un disegno complessivo che riesca a coniugare le tante criticità di ACAM cone le esigenze dei cittadini.

Rifondazione comunista ha centrato la sua azione politica riguardo ad ACAM, ritenendo fondamentale la salvaguardia dei posti di lavoro, consapevoli dell’assoluta gravità della situazione socio-economica in cui versa il paese e la provincia della Spezia in particolare, tutelando le 1050 famiglie dipendono dai destini dell’azienda. Non solo: il riassetto aziendale è e deve riproporre un’organizzazione del lavoro che valorizzi le professionalità dei lavoratori e delle lavoratrici di ACAM, in funzione di un ottimizzazione e di una modernizzazione dei servizi erogati ai cittadini dall’azienda.

Siamo lieti che finalmente il management di ACAM parla di raccolta differenziata con concretezza, introducendo sistemi di raccolta dei rifiuti che porteranno risultati concreti, lo stanno a dimostrare le realtà italiane che hanno da tempo adottato questi sistemi. Venerdì scorso una nostra delegazione ha partecipato ad un incontro con l’ass.all’ambiente di Capannori, Alessio Ciacci, che primo in Italia ha assunto la strategia Rifiuti Zero ed i risultati si vedeno chiaramente: decoro urbano, sistema produttivo eco-compatibile, risparmio di energia, recupero di materiali e riduzione dei costi. Questo è un obbiettivo che Rifondazione comunista chiede dall’ottobre 2008 quando organizzò il convegno con il maggior esperto mondiale del settore, il prof. Paul Connett.

Finalmente si parla di Saliceti come una risorsa e non come un onere, consapevolmente con il fatto che, con Boscalino, può diventare il valore aggiunto del nostro sistema e finalmente ci si rende conto che a Saliceti è possibile non produrre combustibile, superando quel vulnus spezzino per cui il ciclo dei rifiuti dovrebbe avere come fine l’incenerimento, augurandoci che che sia anche il punto di partenza per far operare l’impianti senza oberare i cittadini santostefanesi. Questo cambio di rotta è certamente il frutto di un lavoro estenuante, continuo e determinato, i cui contributo dell’attuale dirigenza provinciale di Rifondazione comunista e dei nostri rappresentanti nelle istituzioni è stato fondamentale per non perdere di vista la tutela dei cittadini dal punto di vista salutare ed ambientale. Se l’ipotesi di incenerire i rifiuti alla Spezia non è più sui giornali e nella testa di certa classe politica lo si deve anche a Rifondazione comunista.

Tuttavia se segniamo questi punti a metà dell’incontro non abbasseremo la guardia su un elemento di importanza vitale per il nostro territorio: l’acqua pubblica. La gestione pubblica del ciclo idrico è una pregiudiziale che abbiamo chiesto nell’ultimo consiglio comunale alla Spezia, in fase di approvazione della società delle reti, ed è un caposaldo della nostra azione politica. In quest’ottica i nostri consiglieri comunali stanno presentando mozioni di modifica degli statuti comunali in cui si dichiari l’acqua come bene senza rilevanza economica, in quest’ottica abbiamo posto al centro della campagna elettorale il tema dell’acqua, i quest’ottica nei mesi avvenire parteciperemo con i comitati alla raccolta delle firme per il referendum abrogativo della legge che vuole privatizzare un bene essenziale come l’acqua.