Per ACAM un cambio di rotta positivo, ma stiamo attenti

24 marzo 2010, by  
Archiviato in Lavoro, Primo piano

La conferenza stampa del presidente di ACAM, Paolo Garbini, porta con se alcuni elementi positivi e finalmente, dopo anni, riusciamo a traguardare un disegno complessivo che riesca a coniugare le tante criticità di ACAM cone le esigenze dei cittadini.

Rifondazione comunista ha centrato la sua azione politica riguardo ad ACAM, ritenendo fondamentale la salvaguardia dei posti di lavoro, consapevoli dell’assoluta gravità della situazione socio-economica in cui versa il paese e la provincia della Spezia in particolare, tutelando le 1050 famiglie dipendono dai destini dell’azienda. Non solo: il riassetto aziendale è e deve riproporre un’organizzazione del lavoro che valorizzi le professionalità dei lavoratori e delle lavoratrici di ACAM, in funzione di un ottimizzazione e di una modernizzazione dei servizi erogati ai cittadini dall’azienda.

Siamo lieti che finalmente il management di ACAM parla di raccolta differenziata con concretezza, introducendo sistemi di raccolta dei rifiuti che porteranno risultati concreti, lo stanno a dimostrare le realtà italiane che hanno da tempo adottato questi sistemi. Venerdì scorso una nostra delegazione ha partecipato ad un incontro con l’ass.all’ambiente di Capannori, Alessio Ciacci, che primo in Italia ha assunto la strategia Rifiuti Zero ed i risultati si vedeno chiaramente: decoro urbano, sistema produttivo eco-compatibile, risparmio di energia, recupero di materiali e riduzione dei costi. Questo è un obbiettivo che Rifondazione comunista chiede dall’ottobre 2008 quando organizzò il convegno con il maggior esperto mondiale del settore, il prof. Paul Connett.

Finalmente si parla di Saliceti come una risorsa e non come un onere, consapevolmente con il fatto che, con Boscalino, può diventare il valore aggiunto del nostro sistema e finalmente ci si rende conto che a Saliceti è possibile non produrre combustibile, superando quel vulnus spezzino per cui il ciclo dei rifiuti dovrebbe avere come fine l’incenerimento, augurandoci che che sia anche il punto di partenza per far operare l’impianti senza oberare i cittadini santostefanesi. Questo cambio di rotta è certamente il frutto di un lavoro estenuante, continuo e determinato, i cui contributo dell’attuale dirigenza provinciale di Rifondazione comunista e dei nostri rappresentanti nelle istituzioni è stato fondamentale per non perdere di vista la tutela dei cittadini dal punto di vista salutare ed ambientale. Se l’ipotesi di incenerire i rifiuti alla Spezia non è più sui giornali e nella testa di certa classe politica lo si deve anche a Rifondazione comunista.

Tuttavia se segniamo questi punti a metà dell’incontro non abbasseremo la guardia su un elemento di importanza vitale per il nostro territorio: l’acqua pubblica. La gestione pubblica del ciclo idrico è una pregiudiziale che abbiamo chiesto nell’ultimo consiglio comunale alla Spezia, in fase di approvazione della società delle reti, ed è un caposaldo della nostra azione politica. In quest’ottica i nostri consiglieri comunali stanno presentando mozioni di modifica degli statuti comunali in cui si dichiari l’acqua come bene senza rilevanza economica, in quest’ottica abbiamo posto al centro della campagna elettorale il tema dell’acqua, i quest’ottica nei mesi avvenire parteciperemo con i comitati alla raccolta delle firme per il referendum abrogativo della legge che vuole privatizzare un bene essenziale come l’acqua.

« Pagina precedente