Salvaguardiamo il territorio! Grande successo per la fiaccolata a Borghetto organizzata da Fasce Rosse, Sel e Prc

26 ottobre 2012, by  
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In un giorno così carico di emozioni e di dolore per le vittime della tragica alluvione di un anno fa, ieri pomeriggio a Borghetto Vara si è tenuta una bellissima e partecipatissima fiaccolata organizzata dai volontari delle Fasce Rosse, da Rifondazione Comunista e dal locale circolo di Sel.

La risposta della gente di Borghetto, che ha percorso i due chilometri di distanza che li separa dalla vicina Brugnato, è certamente tra i migliori messaggi lanciati ieri a tutta Italia, a dispetto della grande sfilata in alta uniforme di tutte le istituzioni possibili e immaginabili che ieri hanno popolato il piccolo paese della Val di Vara.

“Salvaguardiamo il territorio”
, c’era scritto con molta semplicità e senza bandiere di partito nel grande striscione che guidava il corteo, formato da gente comune, semplici cittadini di Borghetto. Dietro lo striscione c’erano anziani, mamme, giovani e tantissimi ragazzini: sono loro la speranza di un futuro lontano dal cemento che preservi la nostra meravigliosa terra per vivere in armonia e non in contrasto con essa. La natura si riprende sempre i suoi spazi e, purtroppo, l’uomo spesso paga con la vita.

Impariamo a rispettare la natura come bene comune, contrastando ogni tipo di speculazione umana dettata solo dal soldo e dall’interesse personale e non collettivo. Con questo messaggio ll’ingresso di Brugnato, si è poi tenuto un minuto di raccoglimento in memoria di chi un anno fa ha perso la vita in maniera così tragica e improvvisa. La loro testimonianza serva a tutti da monito perchè non riaccada mai più, nella nostra provincia come altrove, un disastro simile.

Fasce Rosse

Rifondazione Comunista La Spezia
Circolo di Sel Val di Vara

Rifondazione Comunista Follo: “A otto mesi dall’alluvione vogliamo risposte”

27 giugno 2012, by  
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Ne le esperienze che ogni anno ci coinvolgono in tema di sicurezza idrogeologica, dalle frane alle esondazioni, ne i tanti dati delle autorità competente sembrano scalfire l’inefficacia amministrativa della classe politica locale. Allora poniamo delle domande semplici, alle quali chi governa questo territorio deve risposte, non tanto a noi, ma alle migliaia di cittadini che amministra.

Sono stati fatti studi idraulici prima di costruire l’argine di Pian di Follo? Si tratta di un’opera ordinata in “somma urgenza” sul quale sarebbe opportuno comprenderne la reale utilità, sia in termini operativi, sia per valutarne il reale rapporto tra costi, e quindi spesa di soldi pubblici, e benefici. E’ noto che le arginature vanno valutate con molta cautela per comprendere ciò che accade a valle. Le arginature diminuiranno la sezione d’alveo, aumenterà il flusso di piena, rendendo più pericoloso l’innalzamento del livello dell’acqua.

Sono stati considerati gli effetti degli affluenti del Vara in caso di piena e l’interazione di questi con il fiume? Si tratta di corsi che attraversano i nostri abitati, spesso in condizioni di manutenzione scarsa o nulla, e che, come ci ha insegnato l’esperienza del 25 ottobre, possono essere il vero problema di possibili situazioni drammatiche.

A che servono i dragaggi che vogliono fare nel nostro comune? C’è uno studio serio, e non esoterico, sulla reale utilità di operazione in alveo? Oggi assistiamo alla deforestazione dell’area golenale del Vara, che sarà la causa di un aumento dei prossimi flussi di piena. Quindi un primo grave danno è già stato fatto.

Cosa è stato previsto per evitare scalzamenti al ponte di Piana Battolla? E’ prevista una revisione del PUC in modo da impedire ulteriori edificazioni in aree a rischio, come per esempio Piè di Costa? Forse chi amministra il territorio avrebbe dovuto prendere atto che ciò che è stato previsto dal Piano di Assetto Idrogelogico, si è semplicemente avverato, e che quindi sia le scelte di salvaguardia che quelle di gestione futura (ammesso che ne esistano) siano conseguenti a tale strumento.

Il dato allarmante è che, a fronte di interventi sbagliati, invasivi, inutili se non dannosi, non ci sia una visione, un’idea e un progetto di salvaguardia di un patrimonio inestimabile come il fiume, di tutela e di valorizzazione attraverso progetti innovativi.

Rifondazione Comunista Follo, circolo XXVIII luglio 1944