Morte dell’operaio sarzananese a Firenze: piena luce sulla tragedia

7 settembre 2010, by  
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La federazione provinciale spezzina di Rifondazione Comunista esprime l’ennesimo cordoglio per l’ennesima morte sul lavoro avvenuta nella giornata di ieri a Firenze dove ha perso la vita l’operaio edile trentaquattrenne Salvatore Iraci Sareri, residente a Sarzana. Un’altra disgrazia, stavolta avvenuta non nella nostra provincia ma riguardante un nostro concittadino: la sostanza è la stessa: una morte giovane, una morte sul lavoro. Una morte alla settimana: i dati INAIL sono impressionanti, ben superiori a quelli di un esercito in guerra.

Tutta la nostra vicinanza alla famiglia del ragazzo non potrà bastare per lenirne il dolore. Vogliamo soltanto ribadire, e lo faremo all’infinito, che la sicurezza sul lavoro non è un vezzo facoltativo da parte delle aziende e degli stessi lavoratori, ma una condizione obbligatoria sancita da una legge, la 626, che va ovunque rispettata in pieno e che invece non viene mai applicata la 100%, nei cantieri, nei porti, nelle fabbriche e in qualsiasi altro luogo dove le persone impiegano il proprio tempo per guadagnarsi da vivere e dove invece sempre più spesso trovano la morte.

Per quanto senza alcuna vergogna gli esponenti di questo scandaloso governo hanno definito “superabile” tale sacrosanta legge, e per quanto venti anni di berlusconismo abbiano oramai insegnato che è lo stesso rispetto della legge ad essere un’optional (se sono politici e industriali a calpestarla, ovviamente), noi chiediamo a voce alta verità e giustizia per Salvatore e per tutte le altre vittime sul lavoro che solo nel 2009 sono state 1050 in tutta italia (dati Inail), mentre il 2010 è a metà del corso e nella piccola provincia della Spezia si è già pagato dazio con tre caduti, di cui l’ultimo martedì scorso nel nostro porto.

Invitiamo il sindaco Renzi e tutte le istituzioni fiorentine a non abbassare la guardia e, nel rispetto della famiglia di Salvatore e di tutto questo infnito elenco di morti, si faccia tutto il possibile per fare piena luce sull’accaduto ed evitare che in futuro tali tragedie non accadano mai più.