“Lutto per la scomparsa del compagno Vincenzo Rosa, punto di riferimento della sinistra di Portovenere”

3 marzo 2017, by  
Archiviato in Dalla Provincia, Partito, Primo piano

 

Si è spento mercoledì a 73 anni Vincenzo Rosa, storico militante di Rifondazione Comunista di Portovenere e figura molta conosciuta nella frazione delle Grazie. Attivista politico instancabile, Vincenzo è stato un punto di riferimento per la sinistra portovenerese e per il mondo dell’ambientalismo locale.

Vincenzo era un insegnate in pensione e svolgeva anche la libera professione di architetto. Il suo ultimo impegno pubblico è stata la candidatura alle comunali del 2013 nella lista “Comunità” guidata dal candidato sindaco Corrado Giudici.  

La federazione provinciale spezzina di Rifondazione Comunista e il circolo Prc “Lucio Mori” di Portovenere si stringono attorno alla sua famiglia in questo momento di grande lutto.
I funerali si svolgeranno sabato mattina alle 10.30 in forma civile presso l’obitorio spezzino dell’ospedale Sant’Andrea.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

 

“Fermiamo lo sfascio della sanità ligure”: iniziativa di Rifondazione all’Urban Center

26 marzo 2015, by  
Archiviato in Appuntamenti, Partito, Primo piano

La sanità è un tema sempre attuale, soprattutto in una provincia, quella spezzina, in cui le occasioni per il dibattito davvero non mancano. I ritardi nel trasferimento della “Don Gnocchi” da Sarzana alla Spezia, il Pronto soccorso che si ingolfa di ambulanze, la carenza ormai cronica di personale medico e infermieristico, un ospedale nuovo che è ancora da vedere iniziare e che andrà a sostituire due strutture sanitarie vecchie, fatiscenti, inadatte ad ospitare una sanità che pure, a livello clinico, risulta in linea con i parametri nazionali e tra le migliori della Liguria.
Il quadro è complesso e offre spunti a non finire, così la federazione spezzina di Rifondazione Comunista ha deciso di organizzare un convegno per domani, giovedì 26 marzo, alle 17.30 negli spazi dell’Urban Center (via Carpenino).
Il titolo, ‘Fermiamo lo sfascio della sanità in Liguria’, la dice lunga su quale sarà il tenore degli interventi.

Parteciperanno Carla Mastrantonio per la segreteria della Cgil, Arturo Fortunati, ex consigliere regionale da sempre attento alle tematiche legate alla salute, il consigliere comunale Giulio Guerri, il segretario provinciale di Rifondazione Massimo Lombardi, i medici Mariano Mij e Giuseppe Agrimi. Coordina il consigliere comunale di Rifondazione, Edmondo Bucchioni.

Abbiamo voluto organizzare un’iniziativa plurale, che potesse raccogliere idee diverse con le quali poter tracciare la strada per uscire dalla crisi della sanità regionale tenendo come caposaldo assoluto il diritto alla salute, mentre vediamo che ci sono sempre più cittadino che fanno fatica ad accedere alle cure mediche. Per questo – afferma Lombardi – rilanciamo il grido d’allarme lanciato dal primario del Pronto soccorso, Gianfranco Mazzotta: ‘Spezzini indignatevi!. Le condizioni in cui operano medici e infermieri sono drammatiche, li ringraziamo per il loro impegno, ma bisogna cambiare radicalmente l’approccio ai problemi della sanità locale. Non è con le provocazioni come quella lanciata recentemente dal sindaco che si risolvono le cose“.
Massimo Federici aveva annunciato di voler imporre con un’ordinanza l’assunzione di personale da parte della Asl, non arrivando la deroga da parte della Regione. Una dichiarazione che era stata motivo di scontro con l’assessore regionale alla Salute, Claudio Montaldo.
Montaldo – interviene Jacopo Ricciardi, membro della segreteria regionale di Rifondazione comunista – è stato critico anche nei confronti della legge sui primari voluta dal Pd. Ha ragione il nostro segretario regionale, Marco Ravera: questa norma è un regalo che il Pd renziano ha fatto ai primari. Nonostante i numerosi scontri del passato, anche in considerazione della posizione che ha tenuto su questa vicenda, abbiamo invitato l’assessore regionale a partecipare al nostro incontro di domani“.

Intanto Lombardi annuncia che, raccogliendo la volontà di alcuni cittadini, sarà presto presentato un esposto alla magistratura per quel che riguarda l’innalzamento dell’ultimo piano dell’ospedale del Felettino, un intervento costato 4 milioni di euro “e mai utilizzato“.
Solo oggi questi cittadini sono giunti in possesso delle informazioni necessarie per presentare un esposto consistente, quindi, nonostante sia passato molto tempo chiederemo ai magistrati di indagare sulla progettazione, il finanziamento, la realizzazione e le verifiche di quell’opera che rappresenta un enorme spreco di denaro pubblico“, conclude Lombardi.

www.cittadellaspezia.com

Lombardi: “Una manifestazione in città contro il disastro della sanità spezzina”

17 gennaio 2015, by  
Archiviato in Dalla Provincia, Partito, Primo piano

 

La situazione della sanità spezzina è giunta oramai al limite della sopportazione umana.

Liste di attesa eterne, personale ridotto all’osso causa blocco delle assuzioni, una costruzione mai cominciata di un nuovo ospedale la cui prima pietra è stata pomposamente annunciata più volte e sempre con nuove elezioni alle porte (da quelle politiche a quelle regionali alle comunali): sono le principali criticità di un sitema oramai al collasso.

Mentre il fantomatico nuovo Felettino veniva biecamente strumentalizzato a fini elettorali. mentre si sono ascoltate tante chiacchiere e riempite per anni pagine e pagine di giornali, la sanità spezzina andava letteralmente a rotoli. E’ quello a cui abbiamo assistito negli ultimi cinque anni: a pagare (sulla propria pelle e con le proprie tasche) è stata sempre e solo la popolazione.

Per questo lanciamo l’appello per una grande manifestazione nei prossimi giorni dei cittadini di tutta la provincia, assiciazioni e movimenti politici di opposizione che parta da piazza Verdi e giunga di fronte all’ospedale Sant’Andrea.

Per dire tutti insieme basta alle speculazioni sulla salute e pretendere risposte immediate dai signori Federici, Burlando e Conzi.


Massimo Lombardi,

segretario provinciale Rifondazione Comunsita La Spezia

Sanità bene comune: venerdì 27 aprile doppio presidio per le vittime dell’amianto e per la sanità spezzina

Ore 9 Inail, ore 11 ospedale Sant’Andrea alla presenza dei candidati Cossu e Bucchioni

Venerdì 27 aprile doppio appuntamento della Federazione della Sinistra spezzina con i temi della sanità.

Alle 9 la Fds aderirà al presidio organizzato davanti alla sede dell’Inail provinciale in corso Nazionale per la giornata mondiale delle vittime dell’amianto. Sul territorio italiano, secondo una stima del CNR, sono ancora da smaltire ben 32 milioni di tonnellate di amianto (di cui 8 milioni di amianto puro) che ammontano ad un totale di 100 milioni di tonnellate se si considerano anche le cosiddette “pietre verdi”.

La nostra provincia in particolare vanta un triste primato per le vittime del mesiotelioma pleurico causate dalla presenza di amianto specie nel settore militare, oltre a quello civile. Le vittime dell’amianto sono dunque innanzitutto vittime sul lavoro, troppo spesso dimenticate dall’opinione pubblica: per questo vogliamo verità e giustizia.

Così come vogliamo verità e giustizia sull’increscioso problema dei tagli alla sanità pubblica, in special modo alla sanità spezzina.

La Spezia deve tornare al centro dei piani della Regione Liguria che continua a tagliare finanziamenti e personale, mentre le liste di attesa si fanno sempre più lunghe e i servizi peggiorano in maniera inaccettabile.

Per questo domani alle 11 la Fds organizza un presidio-volantinaggio presso l’ospedale Sant’Andrea per chiedere risposte precise alla Regione e per solidarizzare con la cittadinanza esasperata per la situazione.

Saranno presenti il segretario provinciale Prc/Fds Massimo Lombardi e i candidati al consiglio comunale Simona Cossu e Edmondo Bucchioni. La sanità è un bene comune, la sanità non si tocca.

Federazione della Sinistra La Spezia

Sanità: “Tremonti e Berlusconi veri colpevoli del caos anche alla Spezia”

27 luglio 2010, by  
Archiviato in Primo piano, Società

La manovra del governo Berlusconi si distingue per l’ispirazione radicalmente antipopolare e classista che la anima. Non un euro viene chiesto a chi ha redditi più alti. Niente è previsto sulle rendite finanziarie tassate la metà della aliquota più bassa sul lavoro. Niente sui grandi patrimoni. Ricordiamo che il nostro paese secondo i dati Bankitalia e secondo le analisi Ocse, è stato uno dei paesi in cui maggiormente sono cresciute le disuguaglianze negli ultimi vent’anni ed ha oggi una distribuzione della ricchezza particolarmente iniqua: solo 2 milioni 380mila famiglie italiane (il 10% del totale), infatti, posseggono il 44,5% della ricchezza netta complessiva. Di contro, il 50% delle famiglie italiane (le più povere) ne deten  gono appena il 9,8%. Gli effetti della manovra si abbattono anche sulla sanità pubblica. In due anni il budget si riduce di oltre 2 miliardi di euro: 1 miliardo nel 2011, di cui 418 milioni di contenimento della spesa del personale e 600 milioni per i farmaci; 1 miliardo e 132 milioni nel 2012, di cui sempre 600 milioni per i farmaci.

Il blocco del turn over e il dimezzamento dei precari colpiscono anche il sistema sanitario. Si potrà sostituire solo un medico ogni cinque che vanno in pensione, causando la diminuzione di circa 12.000 unità in due anni e il conseguente riduzione del 10% delle prestazioni mediche erogate ai cittadini. La riduzione di personale sarà di 156.000 addetti nel triennio, 20.000 i precari licenziati. Questo comporterà la messa in discussione del diritto alla salute dei cittadini. La manovra interviene sulle regioni in regime di commissariamento per il debito, che nel caso di non rispetto del piano di rientro (con tasse al massimo e ticket generalizzati) vedranno il rischio di un
sostanziale blocco dei trasferimenti. Sul fronte della spesa farmaceutica rischia di essere estremamente penalizzante per i cittadini il fatto che, se il medico generico prescrive un farmaco in regime di brevetto, la differenza di prezzo con il farmaco generico dovrà essere pagata direttamente dal paziente anche se è in regime di esenzione.

Va ricordato, inoltre, che il decreto appena emanato, che contiene i su citati provvedimenti, è solo una parte della manovra complessiva che si prospetta con altri provvedimenti legislativi, che colpiranno ulteriormente la sanità pubblica. Tra questi ne ricordiamo tre, gravissimi: il primo è la nuova normativa sulla governance sanitaria con la liberalizzazione dell’intramenia e ulteriori spazi di privatizzazione; il secondo riguarda la declassificazione di interventi oggi eseguiti in day surgery o day hospital, derubricati in prestazioni ambulatoriali e quindi deprivati di assistenza post chirurgica o post specialistica; il terzo stravolge e cancella alcuni interventi sanitari oggi in regime di livelli essenziali di assistenza, togliendo alle Regioni il riconoscimento e la relativa copertura economica, aprendo quindi la via a porre a totale carico del paziente i costi di questi interventi. E’ sempre più evidente che il governo Berlusconi lavori ad un taglio generale in sanità che lo stesso ministro Fazio indicava in circa 10 – 11 miliardi nel biennio. L’insieme di misure rientra pienamente nel disegno del governo di smantellare lo stato sociale per proseguire il percorso di sviluppo del “pilastro” privato nei servizi sanitari, sociosanitari e sociali.

Quanto accaduto in questi giorni all’ospedale di Sarzana, che ha visto lo spostamento del reparto maternità al Sant’Andrea della Spezia ne è la prova, così come il caos sull’ospedale di Levanto a rischio chiusura. I cittadini indignati sono giustamente insorti. Ma il governo e la propaganda berlusconiana, con grave ipocrisia menzognera, ha avuto prima la faccia tosta di negare la crisi economica causata esclusivamente dall’alta finanza, dalle banche e dal capitalismo internazionale, poi di attuare una manovra vergognosa sui lavoratori, i ceti medio bassi e i servizi sociali, il tutto avendo pure l’accortezza di dipingerla come un favore al Paese: “non abbiamo aumentato le tasse“, hanno infatti affermato Berlusconi e Tremonti.

E’ ora che in tutta Italia la gente si chieda se davvero è contenta di sorreggere le enormi spese dei ricchi, degli abusi di stato, delle tangenti, della corruzione dilagante e delle mafie di ogni genere pagando di tasca propria, senza avere più dallo stesso Stato tutto quello che occorre per vivere decentemente a partire dalla sanità pubblica e gratuita, in via di smantellamento.