Anche Cozzani sostiene Acam, ma Rifondazione vuole conoscere il memorandum con Hera

30 dicembre 2010, by  
Archiviato in Dalla Provincia, Primo piano

Si è svolto l’ultimo consiglio comunale follese del 2009 con due premesse: la prima che l’amministrazione non ha nemmeno affisso l’avviso del consiglio nelle bacheche comunali, la seconda è che è stato possibile farlo grazie alla responsabilità della minoranza che non ha colto le provocazioni di un consigliere di maggioranza e che nonostante le assenze ancorchè giustificate di alcuni consiglieri, è stata presente visto l’importanza degli argomenti trattati: piano energetico PAES , riacquisizione dei dispositivi di illuminazione pubblica e costituzione della società delle reti di Acam.

Sulla questiopne Acam il sindalco Cozzani, nonostante abbia espresso parecchie perplessità politiche oggi vota per salvare Acam, unico sindaco di una lista di centrodestra. Per noi è un bene nella misura in cui il sindaco si impegni ha portare avanti quanto affermato da Rifondazione comunista e messo agli atti del consiglio.

Il ritorno ai Comuni della proprietà delle reti rientra nella logica della gestione pubblica, logica che appoggiamo e sulla quale si fonda la proposta politica di mantenimento dei servizi essenziali in mani pubbliche. Si tratta di una forma di ricapitalizzazione indiretta che noi abbiamo chiesto ed sostenuto, parimenti alla necessità che i Comuni con debiti consistenti si facciano carico di tale insolvenza e quindi della salvezza di un patrimonio pubblico rappresentato da Acam. Un patrimonio non solo in termini di proprietà ma anche e soprattutto di risorse umane ed intellettuali, un patrimonio di lavoratori e lavoratrici che dobbiamo tutelare e salvaguardare, parimenti alla qualità dei servizi di cui sono responsabili.

E proprio ai lavoratori ed alle lavoratrici di Acam va la nostra preoccupazione circa il mantenimento dei livelli occupazionali dell’azienda (Acqua, Ambiente, Clienti, Centrogas, ecc.). Il nostro appoggio a questa operazione è quindi in primo luogo il sostegno al processo di risanamento e di razionalizzazione del debito di Acam e quindi alla salvaguardia dei posti di lavoro.

Tuttavia, sottolineando l’importanza di quanto premesso, non abbasseremo la guardia su un elemento di importanza vitale per il nostro territorio: l’acqua pubblica. La gestione pubblica del ciclo idrico è una pregiudiziale che abbiamo chiediamo da tempo ed è uno dei capisaldi della nostra azione politica. Abbiamo presentato ed approvato la mozione di modifica dello statuto comunale in cui si dichiara l’acqua come bene privo di rilevanza economica, abbiamo partecipato, con i comitati, alla raccolta di oltre 1 milione e 400 mila firme per i referendum abrogativi, tra le altre, dell’art.23 del decreto Ronchi che vuole privatizzare un bene essenziale come l’acqua, e chiediamo ora che la parola passi al popolo sovrano che si esprima su questo tema.

Non ci sfuggono tuttavia i nodi della vicenda Acam, nodi che una politica attenta e responsabile deve affrontare. Occorre in primo luogo essere a conoscenza dei termini della questione, per fare proposte nuove servono i dati e noi a questo momento non li abbiamo ancora avuti. Quando ACAM si trasformò in SpA eravamo contrari, ed anche allora c’era lo spauracchio del fallimento. Ci interessa ragionare con strumenti ed elementi certi, non sui ricatti, e sul metodo delle questioni, chiediamo di poter capire e chiediamo che il Sindaco riferisca al consiglio comunale in merito al tanto citato memorandum Acam-Hera. Il nostro voto favorevole alla ripubblicizzazione delle reti per Rifondazione comunista è vincolante all’impegno che chiediamo all’amministrazione comunale di portare avanti le istanze già approvate dal consiglio comunale follese in tema di servizi, e di procedere quindi affinché l’acqua rimanga pubblica. Ce lo chiedono centinaia di nostri concittadini che sono accorsi ai banchetti per firmare in favore dei 3 referendum.

Rifondazione comunista commenta positivamente il voto del consiglio, che è stato possibile anche grazie al pressing che proprio Rifondazione ha fatto in questi anni, a partire dalla necessità di tutelare i lavoratori Acam. Ora è il caso di avanzare proposte sul tema dei servizi.

Sicurezza nei luoghi di lavoro anche a Follo

8 giugno 2010, by  
Archiviato in Dalla Provincia, Primo piano

Nell’ultimo Consiglio Comunale follese del 28 maggio scorso è stato discusso un ordine del giorno presentato da Rifondazione Comunista sul tema della Sicurezza nei luoghi di lavoro. La cronaca degli incidenti sul lavoro spesso è ridotta a stringate veline, eppure il rapporto annuale INAL del 2008 parla di 874.940 infortuni sul lavoro denunciati, 1.120 i  casi mortali. Tuttavia si tratta di un dato incompleto che non computa gli infortuni dei lavoratori in nero, molti dei quali immigrati, di cui in media uno su tre non viene denunciato. Il 61% degli infortuni sul lavoro si verifica nel nostro produttivo nord e secondo il Censis, l’Italia è il paese europeo dove si muore di più sul lavoro: quasi il doppio della Francia, il 30% in più rispetto a Germania e Spagna. Le vittime sul lavoro sono quasi il doppio degli omicidi, ma cosa fa più notizia? Non certo chi non torna a casa dal lavoro, quelle persone che non hanno funerali di Stato e camere ardenti, senza medaglie al valore postume, ne minuti di silenzio come altri “eroi”.

Nel suo sentito intervento durante la presentazione di questo medesimo Odg in consiglio comunale alla Spezia lo scorso 12 aprile, il Consigliere di Rifondazione Edmondo Bucchioni ha sottolineato come “ogni mattina milioni di uomini e donne, ignari, partono per una guerra”. Una guerra per un diritto costituzionale, il Lavoro, che anziché elemento fondante della dignità, del benessere e della formazione personale e collettiva, si rivela causa di sofferenze indicibili per i lavoratori e le loro famiglie.

Aver vissuto recentemente quest’esperienza mi ha fatto riflettere ancora di più. Mi sono chiesta se, ricoprendo un incarico istituzionale si possa fare qualcosa di più, che non solamente e inesorabilmente continuare ad esprimere il doveroso cordoglio alle famiglie o il partecipare ad iniziative o manifestazioni. Credo che quest’odg sia un buon inizio. Credo anche che avere il privilegio di ricoprire incarichi come questo ci dia l’onere e l’onore di occuparci in prima persona di temi così rivelanti e ho visto con piacere che è un tema molto sentito anche dai colleghi della Maggioranza che hanno votato all’unanimità il documento partecipando attivamente e positivamente alla discussione.

Luciano Gallino, sociologo italiano fra i più autorevoli, definisce la nostra “l’epoca dell’impresa irresponsabile” dove la sicurezza nei luoghi di lavoro non viene percepita dai vertici aziendali come un dovere, ma come una voce negativa sul bilancio. E quale può essere se non l’invertire questa tendenza uno dei nostri compiti? Le Istituzioni possono e devono svolgere un ruolo attivo, di controllo, di monitoraggio e soprattutto affrontare in prema persona uno dei punti cruciali, quello educativo, con una più solida cultura della sicurezza molti incidenti potrebbero essere evitati, troppo spesso, il mancato utilizzo dei dispositivi di sicurezza personali più elementari è spesso una questione culturale.

L’odg che abbiamo presentato e che è passato venerdì 28 maggio fa del Comune di Follo un protagonista attivo nella costruzione di un percorso di Civiltà e di Cultura nel rispetto della dignità dei lavoratori e delle lavoratrici.

Sara Zolesi
Consigliere comunale PRC Follo

Follo la prima Istituzione della Provincia a dichiarasi a favore della battaglia contro l’omofobia

5 giugno 2010, by  
Archiviato in Dalla Provincia, Primo piano

Lo scorso venerdì sera in consiglio comunale follese si è discussa una mozione consigliare presentata da Rifondazione Comunista, che dichiara l’adesione del Comune di Follo alla Giornata Internazionale contro l’omofobia (indetta dall’Unione Europea nel 2007) e promuove la partecipazione a ad iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema. Il 17 maggio 1990 è il giorno in cui l’OSM ha rimosso l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali.

Durante la seduta sono stata amichevolmente presa in giro dai componenti della maggioranza perchè, ovviamente, essendo tutte persone sensibili come noi al tema trattato, ritenevano ovvio e scontato il documento, e su questo francamente non avevo alcun dubbi. Mi fa molto piacere che l’odg sia stato votato all’unanimità, facendo del comune di Follo la prima Istituzione della Provincia a dichiarasi a favore della battaglia contro l’omofobia.

Ed è questo il punto: non siamo solo semplici cittadini per bene, sensibili e rispettosi, bensì dei Pubblici Ufficiali.

Siamo un Istituzione, un Ente Governativo, seppur locale. E c’è una grossa differenza se a fare dichiarazioni di questo tipo è un intero Consiglio Comunale, piuttosto che singoli cittadini.

Credo che l’adesione a questo odg, come ad altri di natura politica, sia un segno importante per la comunità intera, oltre a tutte quelle persone che hanno subito e subiscono discriminazioni di questo tipo, e che sia anche un deterrente per tutti quelli che ancora oggi, hanno pregiudizi, atteggiamenti, comportamenti e opinioni discriminatorie che spesso sfociano nella violenza.

Purtroppo mentre noi discutevamo la mozione, a Roma c’è stata una nuova vergognosa aggressione a un ragazzo omosessuale. Infatti insulti, offese, prevaricazioni, aggressioni, violenze, sono la realtà quotidiana per lesbiche, gay, bisessuali, transgender, e anche qui, nella nostra tranquilla provincia, dove nemmeno un mese fa Regina Satarino, dirigente Nazionale dell’Associazione TransGenere e referente del Consultorio Transgendere di Torre del Lago è stata aggredita da alcune persone al funerale di un uomo col quale aveva avuto un relazione di 21 anni.

Come ha dichiarato il Presidente Napolitano il 17 maggio scorso al Quirinale, dove ha incontrato le associazioni in occasione delle celebrazioni per la Giornata internazionale contro l’omofobia, “la lotta all’omofobia è una causa comune” e “una questione di fondamento costituzionale”.

Sara Zolesi
consigliera comunale PRC Follo

In Regione sviluppo compatibile: contro il ritorno al nucleare energia pulita

10 marzo 2010, by  
Archiviato in Ambiente, Campagna elettorale, Primo piano

Il decreto è stato pubblicato. Con tutte le variazioni dell’ultima ora, taglia e cuci, grassetti ed evidenti passaggi di “copia e incolla”,  che la dicono lunga della fretta con cui si è provveduto a sanare i ritardi accumulati. Un caso? Il decreto legge nuclearista approvato definitivamente il 10 febbraio, per un soffio non scadevano i tempi della decadenza della legge delega, che fissava il limite ultimo per la decretazione specifica al 15 febbraio. Onde evitare un decreto interpretativo sull’approvazione dei decreti, che il sig.Berlusconi a questo punto potrebbe inventarsi tranquillamente visti i precedenti, la vicenda indica ancora una volta il pressapochismo del centrodestra.

La politica degli annunci e della voce grossa, assenza  pensare e produrre politiche utili per il paese.La vicenda energetica ne è la lampante dimostrazione: a partire dai roboanti annunci dei tempi con cui sarà aperto il primo cantiere delle future nuove centrali nucleari a carico dei contribuenti, visto che nemmeno i francesi riescono a reperire sul tanto decantato mercato, investitori privati pronti a buttar dalla finestra centinaia di miliardi di euro, si arriva all’ultimo minuto ad approvare un testo che non dice nulla e che ridelega il tutto all’ennesimo carrozzone fantasma: l’agenzia per la sicurezza nucleare.

Si perde tempo quindi, mentre il paese avrebbe urgenza di una politica energetica seria, si pasticcia su un terreno paludoso ed inutile come il nucleare, trascurando dolosamente il risparmio, l’efficienza e lo sviluppo delle fonti rinnovabili. La regione Liguria si è dotata con la giunta uscente di un piano energetico che deve essere attuato, e la sua attuazione passa per la legge sul risparmio e la certificazione energetica che da anche grandi possibiltà occupazionali del settore, ma passa soprattutto da un impegno che Rifondazione comunista sta già assumendo nel territorio spezzino: No al nucleare.

No all’installazioni di impianti nucleari, no alla costruzione di siti di stoccaggio di scorie radioattive. Non solo uno slogan, non solo un impegno elettorale che porteremo avanti con i nostri candidati alle regionali, Antonella Guastini e Massimo Lombardi, ma una coerente azione politica nel nostro territorio che passa per la presentazione nei consigli comunali di mozioni in cui si impegna le amministrazione a negare il permesso di installazione di tali impianti nei nostri comuni, e ad attivarsi presso le istituzioni preposte per fare questa battaglia, contro un vettore energetico costoso, superato e pericoloso.

Non è un caso che anche Follo, comune governato dal centrodestra, abbia approvato all’unanimità la mozione presentata dalla nostra consigliera, Sara Zolesi, a dimostrazione che i cittadini non vogliono tornare a prima del 1987, anno in cui il popolo italiano ha detto chiaramente No al nucleare attraverso il referendum. La nostra campagna continua con la discussione della mozione antinuclearista nel comune della Spezia.