12 dicembre 1991 – 2011: festeggiamo vent’anni di Rifondazione Comunista

12 dicembre 2011, by  
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«Il 12 dicembre del 1991, vent’anni fa, 1300 delegati (tra cui il sottoscritto, un pò più giovane e con molti capelli in più) si riunirono in Congresso all’EUR e sancirono la nascita del Partito della Rifondazione Comunista. Festeggiamo il compleanno con l’orgoglio di aver avuto ragione nella battaglia contro il neoliberismo che abbiamo condotto in tutti questi anni».

Queste le parole di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista.

«Il capitalismo non è il migliore dei mondi possibili e la crisi economica, sociale, ambientale e civile è li a dimostrarlo. Consideriamo un buon auspicio festeggiare il compleanno il giorno dello sciopero generale, vuol dire che c’è tanta gente che non ha piegato la schiena e non ha spento il cervello. Come dicemmo allora: Rifondazione Comunista, il cuore dell’opposizione».

Paolo Ferrero

Segretario nazionale Rifondazione Comunista

Olivieri dopo lo sciopero: “Patrimoniale e opposizione politica al di fuori di quel centrosinistra che sta con Monti”

12 dicembre 2011, by  
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Anche alla Spezia é riuscito alla grande lo sciopero generale contro la manovra economica del Governo Monti.

L’adesione dei lavoratori indica la strada da percorrere: quella della costruzione di una vasta ed unitaria opposizione sociale ad un Governo che in maniera feroce sta perseguendo l’obiettivo di far pagare per intero i costi della crisi alla povera gente.

Nella politica di Monti non c’é nulla di giusto e di equo: non c’é l’imposta sui grandi patrimoni, non c’é la riduzione delle enormi spese militari, non c’é la cancellazione di quelle grandi opere come la Tav in Val di Susa ed il Ponte sullo Stretto che oltre ad essere inutili e dannose sono pure costosissime.

Questo Governo, peraltro, sta già preparando nuovi intollerabili attacchi contro il mondo del lavoro a partire dalla cancellazione dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori.

Occorre quindi che la lotta contro il Governo Monti si intensifichi nelle prossime settimane. La giornata di oggi pone però con forza anche la necessità di costruire un riferimento politico per il movimento dei lavoratori. Non può esserlo il Pd, che si appresta a votare a favore della manovra antipopolare di Monti.

Per questa ragione dallo sciopero di oggi trae nuova forza la proposta che rivolgiamo a tutta la sinistra di opposizione: superiamo steccati ed inutili divisioni per costruire un punto di riferimento per il mondo del lavoro; al di fuori di quel centrosinistra che si ritrova oggi a sostenere una manovra che va contro lavoratori e pensionati.

Sergio Olivieri
Segretario regionale ligure
Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra

Costruiamo l’opposizione contro il Governo Monti. Rifondazione Comunista oggi alle 17 al presidio sotto la Prefettura organizzato dai sindacati

6 dicembre 2011, by  
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Ci vuole lo Sciopero Generale e generalizzato per fermare un Governo nemico di lavoratori, precari e pensionati

 

Nella manovra del Governo non c’è alcuna traccia di equità e i provvedimenti messi in catiere dal Governo colpiscono in maniera pesantissima lavoratori e pensionati.

Per questa ragione, nel partecipare al presidio davanti alla Prefettura, rivolgiamo un pressante appello alle organizzazioni sindacali affinché gli scioperi indetti separatamente da Cisl e Uil da un lato e dalla Cgil dall’altro per il prossimo 12 dicembre vengano unificati in un unico grande Sciopero Generale di tutti i lavoratori che duri l’intera giornata, così come chiesto anche dalla Fiom nazionale alla Cgil.

Il presidio davanti alla Prefettura e gli scioperi del 12 dicembre sono solo l’inizio di una lotta che deve essere generale e generalizzata per fermare un Governo amico dei banchieri e di Confindustria e nemico di lavoratori, precari e pensionati.

La Federazione spezzina di Rifondazione Comunista

Olivieri: “Sciopero generale per rispondere alla manovra Monti”

6 dicembre 2011, by  
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Olivieri: “Se piangono i ministri, cosa devono fare i lavoratori e i pensionati?”

5 dicembre 2011, by  
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All’aggressione del Governo Monti c’è una sola risposta: lo Sciopero Generale!!!

La manovra del governo Monti è un’aggressione contro i lavoratori, i giovani, i pensionati.

I provvedimenti sulle pensioni sono odiosi, a partire dal blocco della rivalutazione con il quale si avrà una drastica perdita del potere d’acquisto eroso dall’inflazione e quindi un peggioramento delle condizioni di vita di milioni di pensionati.

L’aumento dell’età pensionabile è anche una nuova grande presa in giro per i giovani per i quali sarà sempre più difficile la ricerca di un posto di lavoro.

Nella manovra non c’è traccia di equità: non c’è la patrimoniale sulle grandi ricchezze, non c’è la riduzione delle ingentissime spese militari, non c’è il blocco di grandi opere dannose e costosissime come il Ponte sullo Stretto e la Tav in Val di Susa che avrebbe fatto risparmiare milioni di euro.

Ci sono invece nuovi furti sui salari e sulle pensioni: nuova tassa sulla prima casa (che sarà più esosa dell’Ici), aumento dell’Iva (che provocherà un aumento del carovita), taglio dei trasferimenti agli Enti locali (che provocherà l’aumento delle tasse regionali e comunali e il peggioramento dei servizi, a partire dalla sanità).

Ciò che preoccupa maggiormente è che questa manovra non basterà ai vampiri delle Borse, del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Centrale Europea: tra qualche settimana ricominceranno a battere cassa e a pretendere nuove privatizzazioni, nuovi tagli a salari e pensioni, nuove misure antisociali come quelle che già si stanno preparando sul mercato del lavoro.

E’ la stessa spirale della Grecia. Di fronte a tutto ciò occorre coerenza e determinazione.

Coerenza perché non si può concedere a Monti quello che non sarebbe mai stato concesso a Berlusconi: se il Governo precedente avesse osato proporre una manovra del genere sarebbe stato travolto dall’opposizione dei sindacati e dei partiti del centrosinistra.

Determinazione perché un’aggressione come questa richiede una sola risposta: lo Sciopero Generale di tutti i lavoratori.

 

Sergio Olivieri

Segretario regionale ligure di Rifondazione Comunista

Sciopero generale 6 settembre: lettera aperta di Sergio Olivieri al segretario regionale Cgil Renzo Miroglio

13 settembre 2011, by  
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Caro Miroglio, cari compagni,

desidero esprimervi il pieno e convinto sostegno del Partito della Rifondazione Comunista della Liguria allo Sciopero Generale indetto dalla Cgil per il 6 settembre.

Al di là del balletto quotidiano relativo alle modifiche su questo o quel punto, la manovra economica messa in campo dal Governo va respinta con forza perché pesa tutta sulle spalle di lavoratori, giovani e pensionati e non colpisce le vaste aree del privilegio, della speculazione e della ricchezza.

Di ben altre misure ci sarebbe bisogno: per esempio di una patrimoniale e di una riduzione delle spese militari, a partire da quelle relative alla partecipazione alle guerre in Afghanistan e Libia.

Siano quindi impegnati in tutta la Liguria per la riuscita dello Sciopero Generale del 6 settembre che vediamo come l’avvio di un percorso di lotta sociale per impedire che il nostro Paese percorra la stessa strada della Grecia e per costruire un’altra Europa e un altro modello economico.

Sergio Olivieri

Segretario regionale di Rifondazione Comunista – Federazione della Sinistra

Sciopero 6 settembre: in piazza Europa al fianco della Cgil contro la manovra economica, ennesimo attacco a lavoratori e pensionati italiani

5 settembre 2011, by  
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La Federazione spezzina di Rifondazione Comunista/Federazione della Sinistra aderisce alla giornata di sciopero e mobilitazione indetta dalla Cgil per domani, martedì 6 settembre, alla Spezia come in tutta Italia. Consideriamo lo sciopero generale di domani come l’inizio di un percorso di lotta di popolo che deve costruire dal basso un’altra idea di Europa e un altro modello economico.

Sosteniamo la Cgil, che in questo momento sta subendo degli attacchi gravi e che ha invece giustamente scelto di opporsi ad una manovra iniqua, caratterizzata da provvedimenti inqualificabili e che verrà pagata solo dalla povera gente, mentre chi è ricco continuerà a godere dei privilegi e delle attenzioni che il governo gli riserva.

Contestiamo la manovra economica del governo Berlusconi-Tremonti-Bossi che approfitta della situazione per attaccare ancora di più i lavoratori e i loro diritti, i pensionati e i disoccupati e le regole democratiche, restringendo il campo d’azione degli enti locali, minacciando l’esistenza dei piccoli comuni senza assolutamente toccare i privilegi e i vitalizi della casta parlamentare e della chiesa cattolica.

Un governo guerrafondaio che non diminuisce, anzi aumenta, le enormi spese militari (miliardi di euro all’anno) per le “missioni di pace” all’estero, mentre, con la scusa della crisi, continua ad erodere stipendi e pensioni dei milioni di italiani che sorreggono questo stato, non intaccando minimamente i grandi evasori fiscali, gli speculatori di borsa e i patrimoni miliardari.

Per questo motivo abbiamo promosso nelle ultime settimane la raccolta firme a favore della tassa patrimoniale, prontamente ignorata da questo governo indegno, nemico del suo popolo e della classe lavoratrice e amico dei poteri forti e delle banche, tra gli artefici della rovina di questo il Paese.

 

Rifondazione Comunista/Fds La Spezia

Domani sciopero generale Cgil, in piazza contro l’asse Berlusconi-Bossi-Marchionne

5 maggio 2011, by  
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Domani, venerdì 6 maggio, Rifondazione Comunista e la Federazione della Sinistra scenderanno in piazza, alla Spezia come in tutta Italia, al fianco dei lavoratori nello sciopero generale indetto dalla Cgil.

Anche nella provincia spezzina i lavoratori, disoccupati, precari, studenti e pensionati protesteranno contro il governo Berlusconi-Bossi, responsabile degli enormi tagli allo stato sociale, ai servizi, alla cultura, alla democrazia stessa dell’intero Paese, come dimostra il vergognoso ritiro del referendum sul nucleare per timore del voto popolare.

Berlusconi e Bossi hanno favorito e favoriscono gli assalti padronali di Fiat e Confindustria alla democrazia sindacale, ai diritti di ogni lavoratore sanciti dallo statuto del 1970 e alla stessa Costituzione della Repubblica, ricattando continuamente la classe lavoratrice con il terrrore della revoca del posto di lavoro e minacciando continuamente delocalizzazione delle aziende e tagli agli stipendi.

Berlusconi e Bossi sono responsabili inoltre dell’ingresso della peggiore destra tra le file dell’esecutivo, alimentano il razzismo e l’odio sociale e, infine, promuovuono e attuano una guerra illegittima contro uno stato alleato fino a poco tempo fa come la Libia.

Ce n’è abbastanza per gridare tutta la rabbia per un’ingiustizia sociale e politica sempre più evidente e insopportabile.

Per questo ci ritroveremo domani alle 9.30 in Piazza Europa, con il corteo per le vie della città che si chiuderà in Piazza del Bastione. Domani tutti uniti in piazza per reclamare lavoro, diritti e dignità per tutti.

In ricordo degli scioperi del 1° marzo 1944: “Un fondamentale momento di Resistenza, i lavoratori sono i protagonisti dei grandi cambiamenti storici”

2 marzo 2011, by  
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Oggi, 1 marzo, i consigli comunali della Spezia e di Lerici e il consiglio provinciale si sono riuniti in sala Dante in seduta straordinaria per commemorare gli scioperi spezzini del 1 marzo del 1944.

Rifondazione Comunista e la Federazione della Sinistra della Spezia si uniscono al ricordo di questo grande e coraggiosissimo gesto dei lavoratori spezzini che lanciarono un forte segnale di Resistenza all’occupante nazifascista ad oltre un anno dalla fine della lotta di liberazione e della seconda guerra mondiale.

Lo sciopero generale del marzo ’44 fu un momento chiave per la storia della Resistenza italiana il cui apporto della classe lavoratrice fu fondamentale per la vittoria finale e per sconfiggere il male assoluto del nazifascismo.

I lavoratori sfidarono, nel nome della libertà, la violenta repressione dell’oppressore nazista e dei suoi scherani fascisti, nemici da sempre e per ideologia della classe operaia, dei diritti dei lavoratori e degli uomini, nonchè della giustizia e della pace.

Sessantasette anni dopo è giusto sottolineare come la memoria di tali fatti debba restare viva oggi più che mai, data la triste attualità del riflusso antioperaio e antisindacale che le forze reazionarie stanno operando da quasi vent’anni contro i lavoratori italiani e contro la stessa Costituzione.

Dobbiamo in ogni momento ricordare che non esistono diritti civili se sono i diritti del lavoro a venir meno.

Dobbiamo ricordarci che la Costituzione nasce dal sangue dei lavoratori e degli operai italiani, schiacciati dal fascismo per oltre un ventennio, repressi e privati di ogni diritto fino dagli albori dusceschi. Per questo la vera memoria è tanto importante e lo ribadiamo in questi momenti di grande cambiamento storico che stanno vivendo i paesi africani a noi vicini.

Le vere rivoluzioni sono irrealizzabili senza l’apporto popolare e della classe lavoratrice e questo ce lo insegnano proprio le straordinarie rivolte di Tunisia, Egitto e Libia dove le popolazioni oppresse sono finalmente insorte dopo decenni di dittatura sanguinosa grazie anche agli scioperi generali e alla voglia di libertà, pane e diritti.

Per questo riteniamo necessario (e auspichiamo che si realizzi al più presto) quello sciopero generale già deliberato ma non ancora calendarizzato dal direttivo della Cgil: occorre oggi dare un grande segnale di resistenza contro Confindustria e Berlusconi e accendere la riscossa e il desiderio di libertà dell’intera popolazione, narcotizzata dal regime mediatico-politico-padronale del capo del governo.

Manifestazione FIOM riuscita, ora Sciopero Generale!

28 gennaio 2011, by  
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L’esito positivo della manifestazione della FIOM, che questa mattina ha portato in piazza circa duemila lavoratori con lo sciopero di categoria, conferma che la strada intrapresa è quella giusta. Protestare contro le scelte sconsiderate di Marchionne prima a Pomigliano, poi a Mirafiori, contro la deriva autoritaria dei rapporti sindacali e contro l’annullamento dei diritti dei lavoratori vuol dire soprattutto lottare per il nostro futuro democratico e per la speranza di un progetto sostenibile della nostra società.

Ora si tratta di capire chi è disposto a seguire la FIOM su questa strada e non lasciare soli lavoratori e lavoratrici di questo paese. Rifondazione comunista c’è e continua a sostenere questo processo. Dobbiamo unirci e stringerci su un progetto comune, per la tutela dei beni comuni: lavoro, conoscenza, ambiente e rapporti sociali. Su questi temi siamo con la Fiom e con tutti i soggetti che hanno a cuore un’altra società possibile, un modello alternativo al pensiero unico.

L’esito positivo della manifestazione della FIOM, che questa mattina ha portato in piazza circa duemila lavoratori con lo sciopero di categoria, conferma che la strada intrapresa è quella giusta. Protestare contro le scelte sconsiderate di Marchionne prima a Pomigliano, poi a Mirafiori, contro la deriva autoritaria dei rapporti sindacali e contro l’annullamento dei diritti dei lavoratori vuol dire soprattutto lottare per il nostro futuro democratico e per la speranza di un progetto sostenibile della nostra società.

Se Marchionne e Berlusconi hanno in mente un paese di schiavi e di sudditi la risposta che Rifondazione comunista e tutta la Federazione della Sinistra chiede parte da una mobilitazione di tutti:

Sciopero generale subito!

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