Sciopero generale 6 settembre: lettera aperta di Sergio Olivieri al segretario regionale Cgil Renzo Miroglio

13 settembre 2011, by  
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Caro Miroglio, cari compagni,

desidero esprimervi il pieno e convinto sostegno del Partito della Rifondazione Comunista della Liguria allo Sciopero Generale indetto dalla Cgil per il 6 settembre.

Al di là del balletto quotidiano relativo alle modifiche su questo o quel punto, la manovra economica messa in campo dal Governo va respinta con forza perché pesa tutta sulle spalle di lavoratori, giovani e pensionati e non colpisce le vaste aree del privilegio, della speculazione e della ricchezza.

Di ben altre misure ci sarebbe bisogno: per esempio di una patrimoniale e di una riduzione delle spese militari, a partire da quelle relative alla partecipazione alle guerre in Afghanistan e Libia.

Siano quindi impegnati in tutta la Liguria per la riuscita dello Sciopero Generale del 6 settembre che vediamo come l’avvio di un percorso di lotta sociale per impedire che il nostro Paese percorra la stessa strada della Grecia e per costruire un’altra Europa e un altro modello economico.

Sergio Olivieri

Segretario regionale di Rifondazione Comunista – Federazione della Sinistra

Sciopero 6 settembre: in piazza Europa al fianco della Cgil contro la manovra economica, ennesimo attacco a lavoratori e pensionati italiani

5 settembre 2011, by  
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La Federazione spezzina di Rifondazione Comunista/Federazione della Sinistra aderisce alla giornata di sciopero e mobilitazione indetta dalla Cgil per domani, martedì 6 settembre, alla Spezia come in tutta Italia. Consideriamo lo sciopero generale di domani come l’inizio di un percorso di lotta di popolo che deve costruire dal basso un’altra idea di Europa e un altro modello economico.

Sosteniamo la Cgil, che in questo momento sta subendo degli attacchi gravi e che ha invece giustamente scelto di opporsi ad una manovra iniqua, caratterizzata da provvedimenti inqualificabili e che verrà pagata solo dalla povera gente, mentre chi è ricco continuerà a godere dei privilegi e delle attenzioni che il governo gli riserva.

Contestiamo la manovra economica del governo Berlusconi-Tremonti-Bossi che approfitta della situazione per attaccare ancora di più i lavoratori e i loro diritti, i pensionati e i disoccupati e le regole democratiche, restringendo il campo d’azione degli enti locali, minacciando l’esistenza dei piccoli comuni senza assolutamente toccare i privilegi e i vitalizi della casta parlamentare e della chiesa cattolica.

Un governo guerrafondaio che non diminuisce, anzi aumenta, le enormi spese militari (miliardi di euro all’anno) per le “missioni di pace” all’estero, mentre, con la scusa della crisi, continua ad erodere stipendi e pensioni dei milioni di italiani che sorreggono questo stato, non intaccando minimamente i grandi evasori fiscali, gli speculatori di borsa e i patrimoni miliardari.

Per questo motivo abbiamo promosso nelle ultime settimane la raccolta firme a favore della tassa patrimoniale, prontamente ignorata da questo governo indegno, nemico del suo popolo e della classe lavoratrice e amico dei poteri forti e delle banche, tra gli artefici della rovina di questo il Paese.

 

Rifondazione Comunista/Fds La Spezia

Domani sciopero generale Cgil, in piazza contro l’asse Berlusconi-Bossi-Marchionne

5 maggio 2011, by  
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Domani, venerdì 6 maggio, Rifondazione Comunista e la Federazione della Sinistra scenderanno in piazza, alla Spezia come in tutta Italia, al fianco dei lavoratori nello sciopero generale indetto dalla Cgil.

Anche nella provincia spezzina i lavoratori, disoccupati, precari, studenti e pensionati protesteranno contro il governo Berlusconi-Bossi, responsabile degli enormi tagli allo stato sociale, ai servizi, alla cultura, alla democrazia stessa dell’intero Paese, come dimostra il vergognoso ritiro del referendum sul nucleare per timore del voto popolare.

Berlusconi e Bossi hanno favorito e favoriscono gli assalti padronali di Fiat e Confindustria alla democrazia sindacale, ai diritti di ogni lavoratore sanciti dallo statuto del 1970 e alla stessa Costituzione della Repubblica, ricattando continuamente la classe lavoratrice con il terrrore della revoca del posto di lavoro e minacciando continuamente delocalizzazione delle aziende e tagli agli stipendi.

Berlusconi e Bossi sono responsabili inoltre dell’ingresso della peggiore destra tra le file dell’esecutivo, alimentano il razzismo e l’odio sociale e, infine, promuovuono e attuano una guerra illegittima contro uno stato alleato fino a poco tempo fa come la Libia.

Ce n’è abbastanza per gridare tutta la rabbia per un’ingiustizia sociale e politica sempre più evidente e insopportabile.

Per questo ci ritroveremo domani alle 9.30 in Piazza Europa, con il corteo per le vie della città che si chiuderà in Piazza del Bastione. Domani tutti uniti in piazza per reclamare lavoro, diritti e dignità per tutti.

In ricordo degli scioperi del 1° marzo 1944: “Un fondamentale momento di Resistenza, i lavoratori sono i protagonisti dei grandi cambiamenti storici”

2 marzo 2011, by  
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Oggi, 1 marzo, i consigli comunali della Spezia e di Lerici e il consiglio provinciale si sono riuniti in sala Dante in seduta straordinaria per commemorare gli scioperi spezzini del 1 marzo del 1944.

Rifondazione Comunista e la Federazione della Sinistra della Spezia si uniscono al ricordo di questo grande e coraggiosissimo gesto dei lavoratori spezzini che lanciarono un forte segnale di Resistenza all’occupante nazifascista ad oltre un anno dalla fine della lotta di liberazione e della seconda guerra mondiale.

Lo sciopero generale del marzo ’44 fu un momento chiave per la storia della Resistenza italiana il cui apporto della classe lavoratrice fu fondamentale per la vittoria finale e per sconfiggere il male assoluto del nazifascismo.

I lavoratori sfidarono, nel nome della libertà, la violenta repressione dell’oppressore nazista e dei suoi scherani fascisti, nemici da sempre e per ideologia della classe operaia, dei diritti dei lavoratori e degli uomini, nonchè della giustizia e della pace.

Sessantasette anni dopo è giusto sottolineare come la memoria di tali fatti debba restare viva oggi più che mai, data la triste attualità del riflusso antioperaio e antisindacale che le forze reazionarie stanno operando da quasi vent’anni contro i lavoratori italiani e contro la stessa Costituzione.

Dobbiamo in ogni momento ricordare che non esistono diritti civili se sono i diritti del lavoro a venir meno.

Dobbiamo ricordarci che la Costituzione nasce dal sangue dei lavoratori e degli operai italiani, schiacciati dal fascismo per oltre un ventennio, repressi e privati di ogni diritto fino dagli albori dusceschi. Per questo la vera memoria è tanto importante e lo ribadiamo in questi momenti di grande cambiamento storico che stanno vivendo i paesi africani a noi vicini.

Le vere rivoluzioni sono irrealizzabili senza l’apporto popolare e della classe lavoratrice e questo ce lo insegnano proprio le straordinarie rivolte di Tunisia, Egitto e Libia dove le popolazioni oppresse sono finalmente insorte dopo decenni di dittatura sanguinosa grazie anche agli scioperi generali e alla voglia di libertà, pane e diritti.

Per questo riteniamo necessario (e auspichiamo che si realizzi al più presto) quello sciopero generale già deliberato ma non ancora calendarizzato dal direttivo della Cgil: occorre oggi dare un grande segnale di resistenza contro Confindustria e Berlusconi e accendere la riscossa e il desiderio di libertà dell’intera popolazione, narcotizzata dal regime mediatico-politico-padronale del capo del governo.

Manifestazione FIOM riuscita, ora Sciopero Generale!

28 gennaio 2011, by  
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L’esito positivo della manifestazione della FIOM, che questa mattina ha portato in piazza circa duemila lavoratori con lo sciopero di categoria, conferma che la strada intrapresa è quella giusta. Protestare contro le scelte sconsiderate di Marchionne prima a Pomigliano, poi a Mirafiori, contro la deriva autoritaria dei rapporti sindacali e contro l’annullamento dei diritti dei lavoratori vuol dire soprattutto lottare per il nostro futuro democratico e per la speranza di un progetto sostenibile della nostra società.

Ora si tratta di capire chi è disposto a seguire la FIOM su questa strada e non lasciare soli lavoratori e lavoratrici di questo paese. Rifondazione comunista c’è e continua a sostenere questo processo. Dobbiamo unirci e stringerci su un progetto comune, per la tutela dei beni comuni: lavoro, conoscenza, ambiente e rapporti sociali. Su questi temi siamo con la Fiom e con tutti i soggetti che hanno a cuore un’altra società possibile, un modello alternativo al pensiero unico.

L’esito positivo della manifestazione della FIOM, che questa mattina ha portato in piazza circa duemila lavoratori con lo sciopero di categoria, conferma che la strada intrapresa è quella giusta. Protestare contro le scelte sconsiderate di Marchionne prima a Pomigliano, poi a Mirafiori, contro la deriva autoritaria dei rapporti sindacali e contro l’annullamento dei diritti dei lavoratori vuol dire soprattutto lottare per il nostro futuro democratico e per la speranza di un progetto sostenibile della nostra società.

Se Marchionne e Berlusconi hanno in mente un paese di schiavi e di sudditi la risposta che Rifondazione comunista e tutta la Federazione della Sinistra chiede parte da una mobilitazione di tutti:

Sciopero generale subito!

La Cgil risponda a Confindustria con lo sciopero generale

21 gennaio 2011, by  
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Verso il 28 gennaio

Se qualcuno ancora aveva dei dubbi, la Federmeccanica ha posto termine alla inutile discussione sulla portata dell’attacco della Fiat al contratto nazionale e ai diritti dei lavoratori.

La proposta presentata ieri dal direttore generale dell’organizzazione degli industriali metalmeccanici, che è bene ricordarlo rappresenta anche l’azienda della presidente della Confindustria, ha definitivamente liquidato il contratto nazionale. Non ci saranno più due livelli di contrattazione, quello nazionale e quello aziendale in deroga, ma ne resterà uno solo. Le aziende potranno scegliere se applicare un contratto nazionale che, a quel punto non varrà più niente, oppure farsi il proprio contratto ad hoc, come ha scelto Marchionne. Così tutto il reale diventa razionale, tutte le deroghe, tutte le violazioni dei contratti vengono legalizzate, si può fare tutto perché tutto è concesso.

Questo sistema stravolge anche l’ipocrisia dell’accordo separato del 22 gennaio 2009, dove la Confindustria, il governo, la Cisl e la Uil fecero finta di mantenere i due livelli contrattuali, seppure con le deroghe. Per questo è evidente l’imbarazzo di Bonanni e Angeletti, costretti ancora una volta a inseguire le svolte e le contro svolte dei padroni a cui sono appiccicati.
Come avevamo detto l’attacco della Fiat al contratto nazionale e ai diritti non sarebbe stato e non poteva essere un’eccezione, ma sarebbe diventato la nuova regola. Non ci sarà più bisogno allora, per la Fiat, di uscire formalmente dalla Confindustria, perché la firma della Confindustria a un contratto non varrà più di niente, sarà semplicemente una liberatoria a fare quello che si vuole.

Avevamo ragione quando avevamo detto che con la Fiat partiva il più grave attacco ai diritti dei lavoratori, dal 1945 ad oggi. E abbiamo avuto ragione quando abbiamo chiesto con insistenza alla Cgil di rispondere alla Confindustria con lo sciopero generale. Finora questo non è avvenuto, perché la maggioranza della Cgil si è autoincastrata nella ricerca di un accordo con Cisl, Uil e Confindustria. Il confuso documento sulla rappresentanza approvato dal Direttivo della Cgil ha invece ricevuto subito uno sgarbato e sbrigativo no della Cisl. Sul resto ha risposto la Federmeccanica.

Continuare per questa strada è semplicemente decidere che la Cgil si mette da sola nell’angolo. Dopo lo sciopero dei metalmeccanici del 28 gennaio dovremo alzare la voce, come mai abbiamo fatto, dentro la Cgil per andare allo sciopero generale e finirla con il balletto degli inutili dialoghi con la Confindustria e con tutti coloro che vogliono distruggere il contratto nazionale.

di Giorgio Cremaschi (tratto da Micromega)

Rifondazione Comunista-PDCI sostengono lo sciopero generale proclamato dalla Cgil

24 giugno 2010, by  
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Rifondazione Comunista La Spezia e tutta la Federazione della Sinsitra spezzina sostengono lo sciopero generale proclamato dalla Cgil per venerdì 26 giugno e invita tutti i cittadini a partecipare al corteo di domani per le vie della città che partirà alle 10 da piazza Europa e si concluderà in piazza Mentana.

Saranno pesantissime le conseguenze della manovra del governo, che non mira minimamente a intaccare la speculazione ma a distruggere quel che resta dello stato sociale. Aumenteranno disoccupazione, disuguaglianze e povertà e i lavoratori pagheranno i prezzi di una crisi provocata dai processi di deregolamentazione e privatizzazione uniti ai bassi salari ed alla precarietà. Scioperare significa anche difendere lo spirito e la lettera della Costituzione repubblicana, che mette il lavoro al centro della vita del paese e che viene minacciata anche dall’offensiva padronale: come il ricatto di Pomigliano, cui gli operai hanno risposto con un grande lezione di dignità.

Uno sciopero ancora più importate nella nostra provincia visti i recenti gravi sviluppi politici generati dalla decisione monocratica del presidente Fiasella, che ha escluso dalla sua giunta l’assessore al lavoro della federazione della Sinistra Elio Cambi per sostituirlo con il vicepresidente dei giovani di Confindustria spezzini Ettore Antonelli.

Una scelta grave che sa di profonda offesa verso i lavoratori spezzini e verso l’elettorato popolare che aveva eletto il presdiendente sulla base di programmi e alleanze ben precise nel 2007. Per contrastare la politica del governo e i disegni padronali il Prc domani sarà in piazza a fianco dei lavoratori e della Cgil.

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