“Acqua e partecipazione? Su Acam si passi ai fatti, per attuare il manifesto di Napoli”

3 marzo 2012, by  
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Nella scorsa settimana la segreteria provinciale di Rifondazione ha incontrato la dirigenza Acam allo scopo di approfondire la situazione dell’azienda e avere garanzie politiche sulla fattibilità delle nostre proposte che da anni formuliamo, che da anni vengono stigmatizzate e che oggi non solo sono le uniche opzioni di salvezza di 950 dipendenti, ma anche le uniche possibilità di mantenimento di dignità dei servizi pubblici.

Riteniamo che l’incontro sia stato complessivamente positivo, prendendo atto che la nostra battaglia politica per il mantenimento dell’acqua pubblica e per l’evoluzione di una gestione del ciclo dei rifiuti che traguardi l’impegno assunto dall’amministrazione Federici verso Rifiuti Zero, siano punti che non fanno altro che dimostrare l’attendibilità e la concretezza delle nostre proposte e del nostro impegno politico.

In questo senso riteniamo doveroso ringraziare il presidente di Acam Garbini che fino ad oggi si è dimostrato tra i pochi in grado di interloquire rispetto alle nostre proposte politiche.

Apprendiamo che la nostra richiesta di gestire l’acqua spezzina attraverso un’azienda ex-novo che faccia riferimento al diritto pubblico (azienda speciale) non è soltanto la nostra utopistica trovata, ma il concreto e necessario passaggio per escludere un bene comune dalla logica del profitto.

Per questo aderiamo in toto al progetto, per attuare il manifesto del forum di Napoli al quale Rifondazione ha partecipato lo scorso gennaio con l’assessore Simona Cossu, in rappresentanza anche della giunta comunale.

Auspichiamo quindi che le parole del sindaco Federici si tramutino in un’imminente approvazione del progetto di reale partecipazione sul quale Rifondazione Comunista ha lavorato in questi anni e grazie al quale le operazioni di trasformazione della città potranno essere discusse nel modo più ampio, democratico e definitivo.

Rifondazione Comunista/Fds La Spezia

Rifondazione Comunista: “La nuova Spezia è nel manifesto di Napoli, per i Beni comuni”

23 febbraio 2012, by  
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La spina dorsale del centrosinistra che vogliamo governi per i prossimi 5 anni la città della Spezia è già in cantiere, un cantiere senza cemento ma di idee, quelle che sono state costruite a Napoli, durante il Forum dei comuni per i Beni Comuni“. Così esordisce la nota di Rifondazione Comunista, in merito al prossimo impegno elettorale spezzino.

Il comune della Spezia – dichiara William Domenichini, responsabile Beni comuni e Ambiente del Prc spezzino – grazie al lavoro dell’assessora alla Partecipazione Simona Cossu, ha deliberato l’adesione al Forum svoltosi a Napoli il 28 gennaio, sulla base del riconoscimento dei valori sui quali l’iniziativa della giunta De Magistris si proponeva di lavorare. A Napoli oltre 1500 cittadini (amministratori, militanti politici, di movimenti, associazioni, partiti, ecc.) hanno partecipato attivamente ai lavori di 4 tavoli tematici (Ambiente, Lavoro, Democrazia, Enti locali), senza discutere cibi precotti ma contribuendo a costruire una piattaforma politica e culturale che sono diventati i 17 punti del Manifesto di Napoli“.

Attuazione dei referendum del 12/13 giugno – continua Domenichini – denuncia dell’insostenibile del Patto di Stabilità, promozione della Carta Europea dei Beni Comuni, riconoscimento del lavoro come bene comune e sostegno alle iniziative della FIOM, impedire la richiesta e/o l’autorizzazione dell’utilizzo della forza pubblica al fine di risolvere vertenze sui beni comuni, boicottare il federalismo demaniale, costruire percorsi di democrazia partecipativa, favorire processi di riconversione ecologica dei sistemi economici locali, istituire la “cittadinanza municipale” e digitale riconoscendo pieni diritti civili ai migranti, fino alla modifica degli Statuti comunali inserendovi la nozione giuridica di beni comuni.

Si tratta – conclude il segretario provinciale, Massimo Lombardidella naturale prosecuzione del nostro sforzo nella giunta Federici che, grazie a Rifondazione, ha già partecipato a costruire questo manifesto, un orizzonte di lavoro ampio e condiviso. La piattaforma di Napoli è un bene comune della Sinistra che ci aiuterà a costruire grandi orizzonti, che alla Spezia significano in primis una società idrica municipalizzata, alla quale auspichiamo si arrivi al più presto. Oggi più che mai ogni attore della vertenza Acam è chiamato a dare il proprio contributo, quello di Rifondazione è nei fatti dimostrato dalla fattibilità economica e finanziaria della pubblicizzazione del servizio idrico.

Rifondazione Comunista/Fds La Spezia

Dal Forum di Napoli, la politica che supera particolarismi, illusioni e polemiche

7 febbraio 2012, by  
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Il primo Forum dei Comuni per i Beni Comuni, indetto dalla giunta napoletana  di Luigi De Magistris, segna un passaggio storico: circa 1500 aderenti, moltissimi amministratori, tanti cittadini militanti nelle associazioni, nella politica, nei movimenti e provenienti da tutta Italia.

La partecipazione della città della Spezia, con l’assessore alla partecipazione Simona Cossu, è un fatto di grande importanza, segno che l’amministrazione spezzina sta aprendo sempre più alle tematiche a cui Rifondazione Comunista ha sempre dato priorità politica: i beni comuni.

Da Napoli soffia il vento del cambiamento, nel metodo e nel merito: i lavori si sono sviluppati su quattro  tavoli tematici che non hanno discusso un documento prodotto nelle segrete stanze, ma sono stati luoghi di confronto tra le tante realtà che hanno partecipato e che hanno contribuito a costruire una proposta.

Dall’altro una narrazione politica realmente innovativa, che supera le retoriche calandosi nel concreto ed assumendo il “bene comune”, ciò che è di tutti, come paradigma sostanziale della nostra politica, in risposta alla crisi del modello neoliberista.

Un primo appuntamento di chi pensa che oggi l’alternativa a Berlusconi non sia certo Monti, così come l’alternativa alla crisi non sia la svendita. De Magistris sta dimostrando che un altro modo di amministrare è possibile, proprio in una realtà complessa e dilaniata da problematiche enormi come la città partenopea. La risposta a disoccupazione, precarietà, disuguaglianza sociale è nel diritto a preservare i nostri beni comuni, dall’acqua pubblica, gestita da aziende pubbliche e fuori dalle logiche di mercato, siano essi immateriali (lavoro, ecc.).

In tutto questo c’è il rilancio della difesa della volontà referendaria e della Costituzione, quella nata dalla Resistenza, non certo quella che si vorrebbe cambiare a colpi di maggioranza parlamentare, attuando i suoi principi fondamentali, in particolare il diritto al lavoro, il dovere di ogni cittadino di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

La moltitudine di chi lotta per i beni comuni è articolata ed oggi ciò che è di tutti passa per le battaglie della FIOM (la manifestazione del prossimo 11 febbraio), per la resistenza dei NoTav, per l’esperienza culturale del Teatro Valle, per la realtà del Forum dell’Acqua. Ora i comuni, per i beni comuni, devono dare sostegno a questa realtà preziosa del nostro Paese costruendo insieme un alternativa praticabile.

E’ iniziato un percorso nel quale la Democrazia partecipativa, quella reale non certo quella che qualche partito sigilla con il proprio imprimatur, sarà il motore principale a fronte dei fallimenti della delega in bianco, per usare le parole del sindaco di Napoli “contro lo spirito del capitalismo senile e le logiche predatorie, difendendo le radici di un progresso che sia in difesa dei diritti umani“.

Questo è il percorso che dobbiamo assumere, oltre i particolarsmi, le inutili polemiche e facili illusioni. O avremo di fronte a noi le barbarie ed i ruderi dei veri totem che dobbiamo combattere: il consumismo, la mercificazione, lo sfruttamento. La nostra sfida è quella di riportare alla Spezia questo modello, che oggi funziona in realtà ben più complesse della nostra, una sfida che non è solo negli intenti, ma è già pratica.

Segreteria provinciale Prc La Spezia


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La Spezia, vicino a Napoli

28 gennaio 2012, by  
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di William Domenichini (tratto da DemocraziaKm0.org)

Con voto unanime la giunta del comune della Spezia ha approvato, su proposta dell’assessora alla partecipazione Simona Cossu, la delibera di adesione al Forum dei Comuni per i Beni Comuni, proposto dal sindaco partenopeo De Magistris. L’ultimo passo di un percorso lungo e difficile.

Alla Spezia chi dice beni comuni scrive anche Acam, una holding a capitale pubblico, mutogenesi dell’Azienda consortile acqua metano, che è divenutata multiutility: quasi 1000 lavoratori per gestire il ciclo dei rifiuti, la distribuzione del gas, e il servizio idrico integrato. 21 comuni spezzini affidano ad Acam i loro tubi, rubinetti e fogne in house providing, dalla proprietà pubblica al controllo analogo passando per la prevalenza dell’attività svolta con i comuni titolari del capitale societario. Ma sul destino di questa azienda pende un macigno di quasi 400 milioni di indebitamento e di un bilancio che da poche speranze di invertire la rotta con domanda ed offerta.

Il passaggio dall’obsoleto consorzio all’avveniristica SpA avvenne tra i tintinnii dei calici dei convertiti al dogma del mercato, passando dall’economia di Stato alle liberalizzazioni in un batter d’ali. Tuttavia è bastato poco per sentir il fischiare del vento dei mercati e l’infuriare della bufera dei debiti: i canti di Resistenza che oggi passano l’Atlantico riecheggiano nelle terre dove i partigiani, oltre la linea gotica, li cantarono ancor prima degli indignati.

In regime di monopolio naturale la libera volpe fa razzia nel libero pollaio ed Acam si avvita in un’inesorabile una spirale debitoria con lo stesso cliché di altre scale di grandezza. Le soluzioni proposte sono da accanimento terapeutico e l’antesignano di Monti in salsa spezzina, l’a.d. Ivan Strozzi, ex Iride SpA (oggi Iren), mesi prima del governo bocconiano, intraprende diete dimagranti che non garantiscono pareggi di bilancio, invocati invano con tagli incompatibili con l’andamento dei tassi ed interessi che accumulano nuovo debito senza fine, senza uno straccio di prospettiva che valorizzi l’azienda ma poche linee guida che la renda appetibile al primo acquirente.

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La Spezia parteciperà al Forum per i Beni Comuni promosso da De Magistris!

24 gennaio 2012, by  
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Con voto unanime la giunta Federici ha approvato la delibera, proposta dall’assessore Simona Cossu, con la quale La Spezia aderisce formalmente al Forum dei Comuni per i Beni Comuni, la rete nata dalla proposta del primo cittadino partenopeo Luigi De Magistris, per connettere tutte le esperienze che sono accomunate dalla volontà di tutelare i Beni Comuni.

L’adesione del comune capoluogo al Forum dei Beni Comuni è un risultato politico straordinario – commenta il risultato William Domenichini, responsabile Beni Comuni e Ambiente di Rifondazione Comunista La Spezia – che si inserisce in un solco che abbiamo tracciato da tempo. Dalla strategia Rifiuti Zero all’acqua pubblica alla Spezia siamo stati in grado di strutturare battaglie importanti, contro la nocività degli inceneritori e contro la privatizzazione del servizio idrico.

Quello di Napoli – prosegue Domenichini – sarà un appuntamento fondamentale per costruire una piattaforma di valori condivisi e di proposte politiche ancora più concrete, dalla gestione pubblica e partecipata dei servizi, al superamento dei vincoli del Patto di stabilità fino alla definizione di nuove politiche di fiscalità locale in grado di assicurare una reale autonomia finanziaria. Una sintesi politica di enorme importanza per chi crede, come noi, che la soluzione alla crisi economica strutturale del modello neoliberista passi per la demercificazione di ciò che è di tutti e, contrariamente a quanto sta facendo il governo Monti, valorizzando il nostro Paese senza svenderlo al peggior acquirente.

Riteniamo che i Beni Comuni, dall’acqua al suolo, passando per il lavoro, rappresentino un paradigma capace di sintetizzare una nuova idea di politica e soprattutto un modello economia sostenibile economicamente, socialmente ed ambientalmente. Il ruolo di Rifondazione in questo processo è stato tanto importante quanto entusiasmante – conclude Domenichini – e ringrazio Simona Cossu per l’ottimo lavoro svolto, consapevoli che abbiamo solo gettato le basi. Da Napoli ci aspettiamo un ulteriore impulso e condivisione di nuovi modelli di Democrazia diretta e partecipativa, un’azione politica che tenga il timone dell’amministrare sulla barra del buon vivere e delle pratiche virtuose.

Scaricate la Delibera adesione Forum dei Comuni per i Beni Comuni (comune della Spezia) - doc (doc - 23 kB)

Rifiuti Zero, Rifondazione spezzina al meeting internazionale di Capannori

7 ottobre 2011, by  
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Sabato 8 ottobre una delegazione della federazione spezzina di Rifondazione Comunista è stata invitata alla giornata di lavori del meeting internazionale “Esperienze comuni verso Rifiuti Zero” di Capannori.

Saranno presenti più di 50 tra sindaci ed assessori dei comuni italiani, aderenti alla strategia coniata da Paul Connett, con soggetti politici ed associativi che da anni lavorano per coinvolgere amministrazioni locali in questo straordinario processo di cambiamento. Ci troveremo a Capannori per la nascita del Coordinamento nazionale dei Comuni Rifiuti Zero, una sorta di Stati Generali per chi ha deliberato l’adozione della Strategia Rifiuti Zero con i quali, insieme ad esperti, promotori e realtà internazionali come la municipalità di San Francisco (USA), della Catalogna e dei Paesi Baschi, condivideremo le esperienze per poter migliorarle e diffonderle ulteriormente.

Tra i tanti comuni è stato esteso l’invito al comune della Spezia: per Rifondazione è un motivo di grande soddisfazione, il riconoscimento di un lavoro politico in cui abbiamo profondamente creduto, nato dalla necessità di dare una risposta concreta alla scellerata ipotesi di incenerire il Cdr nella centrale Enel e che abbiamo osteggiato fino ad oggi con successo: nell’ottobre 2008 organizzammo l’incontro con il prof. Connett al CAMEC, dopo pochi mesi presentammo a Melara, all’ombra della ciminiera dell’Enel, il nostro progetto Spezia verso Rifiuti Zero e nell’ottobre 2010, grazie al lavoro straordinario dell’allora capogruppo in consiglio comunale alla Spezia, Simona Cossu, siamo arrivati l’approvazione della mozione Rifiuti Zero nel comune capoluogo, il più grande comune d’Italia ad aderirvi.

La nostra partecipazione al meeting è la naturale prosecuzione di una sinergia politica con una rete nazionale di realtà straordinarie, nei risultati e nella qualità delle proposte politiche che ci sentiamo di condividere profondamente, come con Alessio Ciacci (assessore all’ambiente di Capannori) che in numerose occasione abbiamo invitato alla Spezia per raccontarci l’escursus progettuale che ha portato Capannori ad avere tassi di raccolta differenziata da capogiro, decoro urbano ed un tessuto produttivo che valorizza il territorio senza avvelenarlo e non sfrutta lavoratori ma valorizza le professioni ed i mestieri.

Tutte dimostrazioni concrete che lavorare e credere concretamente ad un modello alternativo di società, basata sulla sostenibilità sociale, economica ed ambientale, dettata dalle scelte politiche che investono la quotidianità della gente, oggi è più che mai necessario, per combattere radicalmente la crisi profonda del sistema di mercato che sfrutta ineludibilmente tanto risorse quanto esseri umani, precarizzando la nostra vita nei rapporti di lavoro ed avvelenando i nostri ambienti di vita, in altri termini impedendoci di avere un nostro futuro degno di esser tale.

Un manifesto politico di una Sinistra tanto radicale quanto concreta, oggi è anche generazionale: non è un caso che queste innovazioni sono portate avanti da giovani che decidono di affrontare le enormi difficoltà di un paese che offre sempre meno prospettive. Il meeting di Capannori sarà un’altra occasione di accrescimento, un altro strumento che ci consentirà di migliorare la nostra progettualità politica sul nostro territorio.

William Domenichini (Responsabile Ambiente e Beni comuni – Prc La Spezia)

Doppio colpo della Banda del Quorum: Rifondazione difende il diritto di sapere e di votare!

24 maggio 2011, by  
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La Banda del Quorum non ha risparmiato nessuno e lunedì sera, dopo aver onorato l’iniziativa dei comitati referendari con il prof.Mattioli in piazza Mentana, addobbando il Teatro Civico con l’invito a votare il 12/13 giugno 4 SI ai referendum sui beni comuni (acqua, nucleare e giustizia), ha “colpito” il palazzo municipale, dove il consiglio comunale era riunito per discutere una mozione di Rifondazione Comunista che impegnasse l’amministrazione comunale ad intercedere presso il Presidente Napolitano il rinvio alle Camere del Decreto Vergogna con cui il governo Berlusconi vorrebbe impedire il voto referendario.

L’azione della Banda del Quorum ha infastidito alcuni berluscones imbufaliti evidentemente per la troppa informazione e servizio publico offerto. Il consigliere berlusconiano Cenerini non ha saputo trattenere l’irritazione se non mentendo sapendo di mentire e assimilando l’accaduto a ciò che è avvenuto alla precedente protesta dei commercianti, i quali non furono ne identificati ne tanto meno multati, a differenza dei militanti della Bnada del Quorum, prontamente fermati ieri sera dai vigili urbani.

Nientemeno Cenerini ha paragonato una protesta, pur sempre legittima ma decisamente di parte come quella dei commercianti, con il diritto ad informare la cittadinanza di un voto che viene sistematicamente oscurato dal governo. Senza contare che il messaggio referendario non appartiene solo a Rifondazione ma a tutta la cittadinanza spezzina.

Desta infine meraviglia il livore con cui i consiglieri di destra spezzini si scaglino contro l’assessore PRC Simona Cossu, forse per spirito di cameratismo tra colleghi di banco. Come dai fatti è evidente, il ruolo dell’assessora Cossu è stato semplicemente quello di aver ricevuto dirigenti del proprio partito nel proprio ufficio.

Cenerini se ne faccia una ragione, Simona Cossu porterà a compimento il mandato per cui è stata delegata, con tutta la nostra fiducia, e Rifondazione Comunista continuerà a ricordare, da qui al 12/13 giugno, che dobbiamo salvare l’acqua, difenderci dal nucleare e batterci per l’uguaglianza di tutti i cittadini, andando a votare i referendum…

…per battere il Quorum!

Da oggi bandiera della pace alla Spezia, un messaggio di libertà contro ogni conflitto armato

19 maggio 2011, by  
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La Federazione della Sinistra della Spezia ringrazia l’amministrazione comunale e l’assessore Simona Cossu per aver dato seguito all’indicazione del consiglio comunale in merito l’esposizione permanente della bandiera della pace dal balcone del palazzo civico spezzino.

Da oggi anche nel comune capoluogo sventola la bandiera della pace come messaggio di libertà e di solidarietà internazionale contro la violenza e l’ipocrisia di qualsiasi conflitto armato.

Cossu: “Alla Spezia una via in onore di Peppino Impastato, un modello per le future generazioni”

6 maggio 2011, by  
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Una via alla Spezia in onore del grande Peppino Impastato.

Simona Cossu, assessore alla toponomastica comunale di Rifondazione Comunista/Federazione della Sinistra la inaugurerà domani, sabato 7 maggio, alle ore 11 presso il quartiere spezzino di Rebocco alla presenza del sindaco Massimo Federici, del procuratore di Torino Giancarlo Caselli e del parlamentare Andrea Orlando, membro della commissione antimafia della Camera dei Deputati.

In occasione del trentatreesimo anno della morte di Impastato, attivista trentenne siciliano di Democrazia Proletaria ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978” -afferma l’assessore Cossu- “sono lieta che La Spezia possa omaggiare un compagno e un eroe giovane, caduto assassinato in nome di una lotta per suoi ideali che coraggiosamente e incessantemente rivendicava”.

Figure come quelle di Impastato” -conclude l’esponente spezzina della Federazione della Sinistra- “non devono mai essere dimenticate perchè sono la storia del nostro Paese ed esempio luminoso per le generazioni future“.

Simona Cossu, Rifondazione Comunista/Fds La Spezia

Arciragazzi: “Tradizione che continua per l’infanzia e l’adolescenza, benvenuta Simona Cossu neo-assessore alla Città dei Bambini”

11 marzo 2011, by  
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Le vicende amministrative della Spezia registrano il rinnovo di una tradizione, che come spesso accade evidenzia i suoi buoni frutti se guardata con una certa distanza e senza gli occhiali della divisione partitica o ideologica. Dopo Cinzia Alloisini e Fabrizio Forma, Simona Cossu assume la nomina di Assessore alla Città dei Bambini. Come Associazione educativa vogliamo fare i nostri migliori auguri per l’avvio di questa nuova avventura, che si iscrive in un solco che fa della Spezia un laboratorio unico in Liguria, che tanti riconoscimenti ha avuto nel corso dell’ultimo decennio rispetto alle classifiche nazionali sulla vivibilità dei cittadini.

Un ruolo difficile, ma che è indice di una attenzione “strutturale” di questa città alla qualità della vita dei bambini e dei ragazzi (e quindi delle loro famiglie). Alcuni si chiedono a cosa possa servire una tale delega, soprattutto se paragonata ai Servizi Educativi o alle Politiche Sociali; non è infatti consueto, si dice, è inutile anzi, uno spreco di denaro pubblico oppure un ruolo con troppe poche risorse.

Eppure, eppure non è vero che tale ruolo sia così raro: è sicuramente non frequente, è in qualche misura “sperimentale” ma non è un ruolo inventato o inutile in Italia. E’, invece, un ruolo che fonda la sua legittimazione in una prospettiva “strutturale”, che intende costruire un orizzonte comune per atti e indirizzi di Assessorati diversi in una logica di sistema, per rendere evidenti le connessioni trasversali che possono esserci fra deleghe diverse, e anche molto distanti (in apparenza) dalle materie inerenti i bambini. Facciamo qualche esempio: il traffico (con la mobilità sostenibile), i lavori pubblici ma anche l’edilizia privata (con l’attenzione ai luoghi di socializzazione e per le famiglie), l’ambiente (con la sostenibilità ecologica, etc.), la polizia municipale (con l’attenzione ad un territorio “amico” dei bambini).

Il ruolo di un tale Assessorato è quindi in primo luogo “politico”, di costruzione di un orizzonte di polis, letteralmente di polis orientata al benessere di bambini, ragazzi e famiglie. Non un Assessorato di Grandi Opere, ma di grandi intenzioni, come un virus positivo o un enzima che può catalizzare processi e trasformazioni che diventano prassi e azione trasversale su competenze diverse. E’ un modo per rendere tangibile questa attenzione, perché chi si occupa di servizi (stretti fra i tagli e la mancanza di risorse), chi si occupa di economia, di portualità, di lavori pubblici e privati, di cultura abbia modo di non dimenticare la possibilità di orientare parte del proprio operato nella direzione di una città dove i bambini e i ragazzi possano essere cittadini e non solo “ospiti” in attesa di diventare “grandi”, produttivi, lavoratori.

Come associazione abbiamo avuto il privilegio di collaborare negli ultimi anni con la città della Spezia, in particolare con la Alloisini prima e recentemente con l’Ass.re Manfredini, e abbiamo – insieme – portato più risorse economiche di quelle messe a bilancio (dalla Regione Liguria, da Fondazioni). Piccole cifre, certe volte piccolissime ma con un saldo sempre in positivo sul ritorno in città e, anzi, certe volte anche senza alcuna risorsa economica da parte del Comune. Perché quello che è significativo, e che certe volte si vede solo da distante, è che La Spezia è la città che ha la Ludoteca Comunale più bella della Liguria, che ha scalato via via le classifiche del Premio Nazionale per le Città Amiche dei Bambini (fino a quando un Governo distratto non l’ha cancellato senza avere il coraggio di cancellarlo, semplicemente non rifinanziandolo dall’oggi al domani), che ha elaborato un pensiero e una prassi concreta – forse per alcuni di basso profilo perché fortemente orientata alla sostenibilità e non ai soli annunci – con microprogettazioni per i bambini.

Essere dalla parte dei bambini vuol dire essere pragmatici e quindi anche ricordare che non tutte e non sempre le intenzioni hanno avuto completo successo, perché i tempi della politica sono diversi da quelli necessari per trasformazioni che sono in primo luogo di cultura amministrativa. Proprio per questo, però, una tradizione che si rinnova come in questo caso è indice di continuità e di una certa caparbietà politica, da salutare più che positivamente.

Siamo certi che questa continuità di attenzione da parte della Spezia saprà costruire le basi – tutte politiche – affinché una tale importante delega possa essere presente anche in futuro, nella nuova organizzazione degli Enti Locali derivante dalle leggi nazionali, in coordinamento con altri ambiti afferenti all’infanzia e all’adolescenza. Promuovere “buone prassi” per i bambini e i ragazzi dovrebbe essere occasione di confronto “nel merito” fra le forze politiche e non motivo di divisione partitica o ideologica. Un Assessorato alla Città dei Bambini offre la possibilità di avere una “piazza pubblica” in cui voci, competenze e anche sensibilità e culture politiche diverse, spezzine e non, possano confrontarsi e “costruire” una prospettiva progettuale per i bambini di oggi e gli adulti di domani, che è l’azione più difficile che possa esserci.

Perché non è finalizzata a grandi eventi o grandi opere, quindi non muove grandi appetiti e in fondo interessa solo chi realmente vuole mettersi in gioco, senza pensare di averne ritorni. E non tutti, non sempre, hanno il coraggio di giocare a questo gioco, di confrontarsi sui e con i bambini, perché – spesso – è attraverso le affermazioni e le politiche che li riguardano, o attraverso le loro parole – quando si da loro voce – che si riconosce la nudità del Re, l’inconsistenza concreta di annunci che non producono trasformazioni. Come recitava un felice slogan di qualche anno fa, elaborato in un momento in cui l’Italia era al primo posto nello sviluppo delle politiche per l’Infanzia e l’Adolescenza in Europa: “bisogna essere tanto grandi per prendersi cura dei più piccoli”.

… e come diceva Gianni Rodari nella sua Lettera ai Bambini “è difficile fare le cose difficile, mostrare la rosa al cieco e cantare per il sordo”. Per questa “cosa difficile” facciamo gli auguri a Simona Cossu, alla quale sin d’ora confermiamo la nostra disponibilità ad essere vicini, attenti e anche, se serve, critici, ma disposti a contribuire per quel che potremo con idee, iniziative e proposte.

Juri Pertichini – Vicepresidente Nazionale Arciragazzi

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