Giobbe: “Pucciarelli fa terrorismo psicologico, appalto trasparente per la scuola “Fermi” di S.Stefano”

3 marzo 2015, by  
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Il consigliere Pucciarelli è in evidente campagna elettorale e quindi alla ricerca di massima visibilità, e fa mero terrorismo psicologico. Dalle sue parole si evince che ha scarsa conoscenza e competenza e ci si augura che gli espertiai quali si rivolgerà, le spieghino esaustivamente quali sono i termini di esecuzione dei lavori di adeguamento sismico relativi alla scuola primaria “Enrico Fermi” di Santo Stefano Magra“.

In merito all’appalto relativo all’adeguamento sismico della scuola primaria parla l’assessore di Rifondazione Comunista Gennaro Giobbe: “Evocare fatti tragici avvenuti nel passato, in situazioni completamente diverse, visto che l’edificio scolastico di San Giuliano di Puglia non rispettava le norme antisismiche, è solo una speculazione politico-elettorale, in spregio ai sentimenti delle persone“.

“In relazione alla gara, e per spostare la discussione su termini reali e facilmente verificabili, l’appalto riguarda il consolidamento statico e il miglioramento sismico della scuola. L’opera è finanziata nell’ambito delle attività “scuole belle – scuole sicure”, promossa dal governo. Alle procedure di affidamento è applicato l’art. 18 del D.L. 69/2013 ove i sindaci operano in qualità di commissari governativi, con poteri derogatori rispetto alla vigente normativa. La procedura adottata dal comune è stata quella della gara negoziata, con offerta al massimo ribasso sul prezzo dei lavori posti a base di gara. L’importo complessivo dell’appalto era di € 145.700,00, di cui € 8.409,93 per i costi della sicurezza ed € 89.019,65 per il costo della manodopera, importi non soggetti a ribasso, e solo € 48.270,42 per lavori soggetti a ribasso. La migliore offerta pervenuta ha determinato un ribasso d’asta nell’importo soggetto a ribasso, cioè € 48.270,42″.

In aderenza alla normativa – continua Giobbe – è stato chiesto alla ditta di giustificare la congruità dell’offerta, con prot.n.18853/2014, alla quale è seguita la risposta con le informazioni sulla congruità, che sono state protocollate dal Comune al numero 19269/2014. Il procedimento si è chiuso, quindi, con l’aggiudicazione definitiva ed il contratto, nel rispetto della norme sulla trasparenza e soprattutto, sulla sicurezza degli edifici scolastici. Rassicuriamo il consigliere Pucciarelli poichè l’amministrazione e gli uffici seguono diligentemente il rispetto delle norme, e le consigliamo di dirigere il suo fervore politico verso altri traguardi“.

 

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Arresti a Monterosso, Lombardi e Ricciardi: “Ancora una volta emerge il malaffare Cinque Terre, durante l’alluvione del 2011 c’era chi spalava fango e chi faceva affari”

14 gennaio 2015, by  
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Ancora una volta il malaffare emerge dalla gestione amministrativa e politica delle Cinque Terre. Dovremmo dire che apprendiamo con sconcerto ciò che viene trasmesso dagli organi di stampa in relazione ai quattro arresti per tangenti per i lavori relativi ai lavori di ripristino dell’alluvione del 2011 eseguiti nel Comune di Monterosso. Ma non è così.

Da anni alcuni militanti, una o due associazioni ambientaliste e qualche cittadino che non si sono arresi al neofeudalesimo di chi amministra certi territori hanno portato a galla denunce su quanto accadeva. Oggi prendiamo atto che quei pochi che hanno lottato in questi anni non erano deivisionari.

Ma da questa vicenda emergono alcuni dati politici di enorme rilievo. Il primo è che mesi or sono noi denunciammo e grazie all’intervento del consigliere regionale Giacomo Conti impedimmo l’ennesima zampata cementificatoria su quel territorio attraverso una variante al Prg che prevedeva la costruzione di una quarantina di villette “sospette”, e per questo venimmo attaccati dall’allora sindaco Betta. La seconda è che nei giorni successivi alla tragica alluvione del 2011 c’era chi, come noi, spalava fango con una fascia rossa al braccio, al fianco della gente, portando un messaggio chiaro: basta speculazione del suolo, difendiamo e salvaguardiamo il territorio. Intanto continuavano a fare affari quelli che vorrebbero mercificarlo, come conferma questo intervento della Guardia di Finanza.

Pertanto auspichiamo che la vicenda contribuisca a fare luce su tutti gli aspetti oscuri della gestione del nostro territorio, (intanto rilanciamo un appello accorato affinché i comuni spezzini deliberino da subito lo stop al consumo di territorio e mettano in atto misure concrete per la sua salvaguardia).

 

Massimo Lombardi,

segretario provinciale Prc La Spezia

 

Jacopo Ricciardi,

segreteria regionale Prc Liguria

Monterosso, Rifondazione blocca nuove case e parcheggi nell’anniversario dell’alluvione. Lombardi: “Grande vittoria politica che rivendichiamo con orgoglio”

 

Trenta case, con relativi parcheggi sotterranei, da costruire a due passi dal lungomare di Monterosso, la perla delle Cinque Terre sfregiata dalla tragica alluvione che il 25 ottobre 2011 colpì anche la Val di Vara (13 morti). Il progetto edilizio, si scopre nel giorno delle celebrazioni della tragedia, è stato bloccato dopo la segnalazione di un consigliere regionale, Giacomo Conti (Rifondazione Comunista).

Conti, che sostiene la maggioranza di centrosinistra, ha convinto la giunta regionale a revocare “una variante del piano regolatore di Monterosso con relativa modifica del piano paesistico regionale” approvata lo scorso agosto perchè “avrebbe dato il via alla speculazione”.

Conti se ne è accorto quando la pratica è stata esaminata in sede di maggioranza: “Lo scorso 11 ottobre la giunta ha ritirato il provvedimento e per il momento quelle case non si possono costruire – ha spiegato il consigliere – Quel territorio è delicato come ha dimostrato purtroppo l’alluvione. Inoltre, Monterosso é uno dei pochi comuni che non si é ancora dotato di un Puc e va avanti a suon di varianti, anomalia evidenziata dal Comitato Tecnico Regionale. Logica avrebbe voluto che, dopo l’alluvione di due anni fa, la variante venisse modificata alla luce della necessità di prevenire disastri di carattere idrogeologico. Invece é rimasta uguale”.

Un forte plauso all’azione del consigliere Conti viene dalla federazione spezzina di Rifondazione Comunista: “E’ una grande vittoria politica che rivendichiamo con orgoglio” afferma il segretario provinciale Prc Massimo LombardiSe da un lato si piangono i morti e le disgrazie di due anni fa, dall’altro si continua a sfruttare un territorio, quello spezzino, che ha già dimostrato di non poter sopportare più speculazioni e scempi che mettono a repentaglio la vita dei cittadini e dell’ambiente solo per i soliti interessi economici di pochi. Finalmente, a Monterosso, si è riusciti a spezzare questa catena. Auspichiamo che accada anche in altre realtà della nostra provincia”.

 

Giacomo Conti,

consigliere regionale Rifondazione Comunista Liguria

Massimo Lombardi,

segretario provinciale Rifondazione Comunista La Spezia

 

“L’outlet di Brugnato è solo speculazione, nessun sviluppo per il territorio”

14 novembre 2012, by  
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Ci risulta del tutto fuoriluogo ogni forma di entusiasmo per l’attesa del parere dell’Autorità di Bacino in merito alla messa in sicurezza dell’area dell’outlet di Brugnato. Stiamo parlando di un parere di parte che l’Autorità di Bacino avrà la responsabilità di valutare e che getta non pochi dubbi sul destino del nostro territorio e sulla gestione economica dei costi di messa in sicurezza. Come sia possibile che un territorio che verrà dichiarato sicuro sia assoggettato a continui sfollamenti in seguito agli allerta della Protezione civile? Esistono evidentemente due forme di messa in sicurezza, quella per gli affari privati, per cui si chiede la rattifica degli organi di questa Repubblica, e quelli per i cittadini, che consistono nel far sloggiare la gente dalle proprie case.
Perchè la San Mauro ha iniziato i lavori senza la dovuta comunicazione? Le modificazione alla viabilità sono state considerate? Il casello di Brugnato verrà ampliato o dobbiamo credere al cavallo di troia del casello di Beverino? Se vengono previsti certi interventi viabilistici non v’è traccia di modifiche alla pianificazione territoriale. Poi c’è la spada di Damocle del ricorso al TAR: fino a marzo 2013 non ci saranno udienze ed è plausibile una richiedere di sospensione dei lavori. Se questo è vero perchè iniziano?
Tuttavia sbaglieremmo a derubricare la vicenda dell’outlet solo ad una mera questione tecnico-burocratica. Si tratta di una scelta politica scellerata, in primo luogo sotto il profilo dello sviluppo della Val di Vara. In primo luogo sulla menzogne dei posti di lavoro e sviluppo. Amministrazioni e sindacati dovranno fornire cifre e derivazioni economiche precise, non previsioni o tiri di dadi: quanti saranno gli occupati nella gestione dell’outlet? Quanti saranno le maestranze occupate per l’eventuale costruzione? Già le promesse di lavoro delle ditte locali sono state ampiamente tradite, visto che le ditte appaltanti non sono per nulla spezzine.
Rifondazione non solo denuncia la follia di questo progetto e la confusione e la nebulosità, favorita da un’informazione sempre compiacente dei decisori, di cui è circondato ma chiamerà presto a un confronto pubblico quei soggetti che hanno ritenuto di basare lo sviluppo della Val di Vara su una speculazione invece di programmare uno sviluppo compatibile.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Andrea Licari, coordinatore circolo cultura, ambiente e territorio Val di Vara

Domenichini: “L’outlet di Brugnato non darà nessun sviluppo, avviare un piano di salvaguardia del territorio”

23 aprile 2012, by  
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Quale sviluppo dia un mostro di cemento e di asfalto come l’outlet di Brugnato non è dato sapere. In un’area che ha visto il peggior evento alluvionale della provincia sorgerà un moloch di 100 negozi, migliaia di parcheggi, un intervento che farà operare aziende locali e che una volta chiuso aprirà le porte a poche decine di precarie e precari.

Dunque nessun volano economico se i dati nazionali sono inequivocabili e gli outlet registrano un calo degli acquisti pari al -6%, dati Adoc. Ecco perchè non si teme la concorrenza: perché è agonizzante!

Naturalmente senza contare le conseguenze di un intervento totalmente estraneo alla natura del territorio, che modificherà irrimediabilmente gli assetti già fragili. L’outlet è un esempio straordinario di come venga utilizzato il tema del lavoro, che fino a prova in contraria nel nostro Paese è un diritto, per ricattare le scelte di pianificazione e le decisioni sul futuro del territorio.

La Val di Vara ha bisogno di un investimento straordinario nella manutenzione, nella salvaguardia e nella tutela del proprio territorio. Li esistono centinaia di posti di lavoro che non confliggerebbero con le esigenze del territorio stesso, anzi, innescherebbero un percorso virtuoso migliorando la qualità della vita di un luogo straordinario della nostra provincia.

La Regione Liguria deve quindi mettere in discussione questo intervento in ragione delle condizioni di sicurezza, così come gli enti locali devono porre all’ordine del giorno un sensato percorso di riqualificazione e di tutela del territorio che sia volano di uno sviluppo compatibile, basato su una riconversione economica per il settore agricolo, silvicolo ed artigianale, con il preciso fine di strutturare una filiera corta che faccia sistema in tutta la provincia.


William Domenichini
Responsabile Ambiente e territorio Rifondazione Comunista/Fds La Spezia