11 settembre 1973-2015: Rifondazione ricorda Salvador Allende a quarantadue anni dal golpe fascista di Pinochet

10 settembre 2015, by  
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Come ogni anno Rifondazione Comunista della Spezia commemorerà la figura di Salvador Allende che cadde combattendo in una delle pagine più nere del secondo ‘900: il golpe cileno fascista dell’11 settembre 1973 che poste fine al governo e alla vita del glorioso presidente socialista, democraticamente eletto dal suo popolo.
 
Ci troveremo alle 17.30 presso Centro “Allende” dei giardini pubblici di via Mazzini per porgere un mazzo di fiori alla targa che ricorda l’eroico Salvador, morto mentre difendeva, armi alla mano, il palazzo presidenziale della Moneda durante il bombardamento dell’aviazione guidata dal criminale Pinochet. 
 
Con l’appoggio determinante della Cia si aprì così un ventennio di sangue e dittatura fascista che ancora oggi porta i segni sul popolo cileno e dell’intero Sudamerica.
 
Dopo la commemorazione Rifondazione sarà alle 18 in piazza Ramiro Ginocchio alla “Marcia degli scalzi” organizzata contemporaneamente in più piazza d’Italia per solidarietà alle migliaia di migranti che fuggono dalla fame e dalla guerra per rifugiarsi in Europa.  
 

Lavoratori della mia patria, ho fede nel Cile e nel suo destino. Altri uomini supereranno questo momento grigio e amaro, in cui il tradimento ha la pretesa di imporsi. Continuate a esser certi che, più presto che tardi, riapriranno le grandi strade per le quali passerà l’uomo libero, per costruire una società migliore. Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori! Queste sono le mie ultime parole e sono certo che il mio sacrificio non sarà inutile“. 

Salvador Allende, 11 settembre 1973

 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

 

Olivieri sulla sentenza Diaz: “Da Mantovano parole da regime sudamericano”

20 maggio 2010, by  
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Sergio Olivieri, segretario regionale di Rifondazione Comunista e della Federazione della Sinistra, interviene sulla sentenza relativa ai fatti del G8, e in particolare all’irruzione nella scuola Diaz, e sulle successive dichiarazioni di alcuni esponenti del Pdl.

“Il sottosegretario Mantovano cancella la sentenza del Tribunale ed assolve i responsabili della macelleria messicana della Diaz. Quando ribadisce la fiducia nei condannati per quei fatti sembra di sentire parlare un esponente di qualche giunta militare degli anni settanta e ottanta in Sudamerica che negava anche l’evidenza.

Le reazioni scomposte alla sentenza di ieri che vengono non solo da Mantovano ma anche da altri esponenti del Pdl danno la misura del carattere reazionario ed antidemocratico del centro destra italiano.

Al contrario di quello che pensano i vari Mantovano, Gasparri e soci, la sentenza per i fatti della Diaz è una buona notizia per la democrazia perché per la prima volta da una speranza di giustizia e di verità su quanto accaduto a Genova nel luglio del 2001 e perché rompe la consuetudine all’impunità.
Ed anche di questo c’era davvero bisogno dopo i casi Aldrovandi, Cucchi e Gugliotta.