Donbass, Forenza: “Kiev ci vuole processare: assurdo silenzio del governo italiano”

13 maggio 2017, by  
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Abbiamo appreso della richiesta di estradizione del governo di Kiev che ci vuole processare per terrorismo e della posizione dell’ambasciata ucraina in Italia. Ci pare assurda la posizione del governo italiano che anziché respingere tali richieste si preoccupa di ribadire l’amicizia col governo di Poroschenko.

Come delegazione di Rifondazione Comunista siamo orgogliosi di aver portato solidarietà al Donbass antifascista unendoci alla Carovana della Banda Bassotti, insieme a Usb e a tanti altri antifascisti. Siamo orgogliosi di aver disobbedito al regime di Poroshenko di cui l’Ue è vergognosamente complice.

Eleonora Forenza,

eurodeputata Rifondazione Comunista – Gue/Ngl

Giornata della memoria, Ferrero: “Celebriamola ricordando come il nazismo si è affermato”

27 gennaio 2015, by  
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Oggi è il giorno della memoria. Vuol dire che festeggiamo ricordando.

Festeggiamo perché il 27 gennaio 1945 le truppe dell’armata rossa sovietica arrivarono al campo di concentramento di Auschwitz e ne liberarono i prigionieri.

Ricordiamo perché quell’orrore non può essere dimenticato pena la possibilità di ripeterlo. Il nazismo deve diventare un tabù. Mentre diciamo questo sappiamo che il nazismo è in ripresa. Sappiamo che dentro la crisi la ricerca del capro espiatorio è un fenomeno che si diffonde. Tra la nostra gente, nel popolo. Per questo dobbiamo allargare un po’ il significato della giornata della memoria, evitando che la ritualità ne stravolga il significato.

Dobbiamo ricordare – forse studiare – come il nazismo si affermò.
Dobbiamo ricordare – forse studiare – quali ragionamenti e quali culture politiche hanno favorito quella affermazione.
Dobbiamo ricordare – forse studiare – quali politiche economiche produssero i milioni di disoccupati che resero possibile l’affermazione del nazismo.

Non basta ricordare l’orrore del nazismo, bisogna ricordarne le cause scatenanti, perché sono quelle che noi dobbiamo evitare di ripetere, magari inconsapevolmente. Non basta ricordare ma bisogna lottare: contro il nazismo che in Ucraina è tornato ad essere forza di governo, contro le culture che costruiscono capri espiatori, contro quelle politiche economiche europee che sono le stesse che hanno nutrito il nazismo quasi 100 anni fa.

Paolo Ferrero,
segretario nazionale Rifondazione Comunista

Ucraina, Ferrero e Amato: “L’Ue la smetta di fomentare la guerra civile volta a smembrare il Paese”

25 febbraio 2014, by  
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Lo spettro della guerra civile sta tornando in Europa. Il drammatico susseguirsi degli eventi ucraini è il risultato del braccio di ferro che è stato messo in atto sul futuro della collocazione internazionale dell’Ucraina, di cui portano grande e grave responsabilità l’Unione Europea e gli Usa che non hanno esitato in queste settimane ad alimentare il clima di scontro, invece di favorire le condizioni per soluzioni politiche del conflitto apertosi dopo la revoca dell’accordo di associazione. L’Unione Europea, gli Usa e la Nato, mirano ad estendere la loro influenza alle porte della Russia e con questo comportamento stanno creando le condizioni per la guerra civile, col rischio di avere una nuova Siria in Europa. La strada da seguire è stata suggerita da tempo dai comunisti ucraini – in queste ore vittime di inaccettabili intimidazioni e attacchi da parte dei neofascisti, e a cui esprimiamo la nostra solidarietà – ovvero quella di un referendum popolare che desse la possibilità al popolo ucraino di decidere sul proprio destino e sul futuro rapporto fra Ucraina e Ue, assieme ad una riforma elettorale proporzionale che consentisse nuove elezioni. Questa proposta di pace è stata purtroppo ignorata dal governo come dall’opposizione ma rappresenta l’unica via d’uscita possibile per evitare ulteriori bagni di sangue e lo smembramento di un paese, le cui conseguenze sarebbero imprevedibili. Il Prc è impegnato, insieme alle forze del partito della Sinistra Europea, in questa direzione.

Paolo Ferrero

Segretario nazionale Rifondazione Comunista