Venezuela: vittoria popolare per l’Assemblea Costituente

31 luglio 2017, by  
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Il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea saluta il risultato straordinario di partecipazione al voto per eleggere i membri dell’Assemblea Costituente in Venezuela. Secondo i dati emessi dal CNE (Consiglio Nazionale Elettorale, uno dei 5 poteri in cui è articolato lo Stato venezuelano), gli elettori che hanno partecipato alla consultazione sono stati 8.089.320. Il consistente blocco sociale che sostiene il Governo Maduro si basa sul 41,53% di votanti (su una base elettorale di circa 20 milioni di elettori).
Un risultato particolarmente significativo, ottenuto dopo più di 3 mesi di manifestazioni violente organizzate dai settori oltranzisti dell’opposizione, in un clima di intimidazione squadrista che non è cessata neanche durante il voto. Anche nei quartieri ricchi di Caracas, una consistente parte della popolazione ha votato e non si è riconosciuta nelle posizioni dell’opposizione che aveva chiesto di astenersi, rifiutando il confronto elettorale.

Nonostante una situazione di grave crisi economica (per molti aspetti provocata artificialmente dall’esterno) e politica, il voto dimostra che il Venezuela desidera la pace e non vuole tornare alle politiche neoliberiste in vigore prima della vittoria di Chavez.

Naturalmente il risultato elettorale non risolve di per sé la crisi: in base al diktat di Washington alcuni governi neoliberisti latino americani (Argentina Brasile, Cile, Colombia, Messico, Colombia, Costa Rica, Panama e Perù) hanno dichiarato di non riconoscere il voto. In Europa il governo spagnolo e diversi dirigenti della UE (a partire da Federica Mogherini) si sono schierati con Trump, prefigurando scenari di conflitto destinati ad approfondirsi, in attesa di un intervento esterno. In Italia alcuni esponenti del Pd e del governo mentono sapendo di mentire e confermano il loro scandaloso appoggio ai settori oltranzisti dello squadrismo fascista.

Il risultato delle elezioni di ieri per l’Assemblea Costituente va rispettato e rappresenta un’occasione per superare la crisi, riprendendo il dialogo interrotto tra governo e opposizione, sostenuto anche dal Papa Francesco e da diversi ex-presidenti.

Il Prc – Se si congratula con il popolo venezuelano e con il suo legittimo governo guidato dal Presidente Costituzionale Nicolàs Maduro per questa vittoria della democrazia.

Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Donbass, Forenza: “Kiev ci vuole processare: assurdo silenzio del governo italiano”

13 maggio 2017, by  
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Abbiamo appreso della richiesta di estradizione del governo di Kiev che ci vuole processare per terrorismo e della posizione dell’ambasciata ucraina in Italia. Ci pare assurda la posizione del governo italiano che anziché respingere tali richieste si preoccupa di ribadire l’amicizia col governo di Poroschenko.

Come delegazione di Rifondazione Comunista siamo orgogliosi di aver portato solidarietà al Donbass antifascista unendoci alla Carovana della Banda Bassotti, insieme a Usb e a tanti altri antifascisti. Siamo orgogliosi di aver disobbedito al regime di Poroshenko di cui l’Ue è vergognosamente complice.

Eleonora Forenza,

eurodeputata Rifondazione Comunista – Gue/Ngl

Forenza (Altra Europa-Gue): “Renzi alza la voce in Europa solo per difendere lo Stato occupante di Israele: debole coi forti e forte coi deboli!”

21 ottobre 2016, by  
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Renzi in Europa alza la voce solo per difendere gli interessi dei potenti e dei suoi sponsor internazionali. Per questo oggi si scandalizza per il voto Unesco su Israele e minaccia addirittura di rompere con l’Ue. L’austerità e  il trattamento riservato alla Grecia e i migranti non sono mai state ragioni sufficienti per una presa di posizione realmente forte contro Bruxelles, Israele invece pare di sì…

Quando si dice “debole coi forti e forte coi deboli”. Non una parola sull’occupazione israeliana, sui nuovi e continui insediamenti israeliani, a Gerusalemme est e in tutta la Cisgiordania. 

Noi continuiamo invece a denunciare le violazioni dei diritti umani del popolo palestinese da parte del governo israeliano e chiediamo che l’Ue faccia lo stesso con un Paese che di risoluzioni internazionali non ne rispetta parecchie!.

Eleonora Forenza,

eurodeputata de L’Altra Europa con Tsipras – gruppo Gue/Ngl

Forenza (Prc – Altra Europa-Gue): “Cerchiobottismo della Commissione europea, continuare con la mobilitazione per bloccare Ttip e Ceta”

10 luglio 2016, by  
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«La Commissione Europea, in un esercizio di raro equilibrismo politico, – dichiara Eleonora Forenza, deputata europea dell’Altra Europa con Tsipras – gruppo Gue/Ngl –  ha fatto sapere che sebbene sia convinta della natura esclusivamente comunitaria dell’accordo con il Canada, proporrà che il Ceta venga trattato come un accordo misto e quindi che sia votato da tutti i parlamenti nazionali dei ventotto (temporaneamente 28) Stati dell’Unione.
Al tempo stesso, la Commissione depotenzia questa scelta chiedendo che il Ceta entri in vigore in maniera provvisoria subito dopo l’approvazione da parte di Consiglio Ue e Parlamento europeo, quindi prima che si esprimano i Parlamenti nazionali. Se da una parte questo esercizio di “cerchiobottismo” è il risultato delle mobilitazioni dei Parlamenti e dei cittadini e movimenti che si sono battuti per non tagliare fuori i parlamenti nazionali dalla ratifica di trattati importanti per il futuro dell’Europa come Ttip e Ceta, dall’altra la decisione di permettere l’entrata in vigore dell’accordo è un inganno teso a mettere i parlamenti nazionali di fronte al fatto compiuto di dover bloccare o ratificare un accordo già pienamente operativo.
Non è ben chiara inoltre la fretta di far entrare in vigore un accordo commerciale di questa portata mentre ancora siamo in attesa che la Corte europea si esprima sulla natura mista o esclusiva dell’accordo tra Ue e Singapore, un caso che farà scuola per tutti gli accordi successivi.
Inoltre sempre oggi sia il governo francese che quello italiano hanno ammesso che le possibilità che si possa chiudere un accordo sul Ttip prima dell’estate sono pari a zero. In entrambi i casi la Commissione europea, che avrebbe preferito continuare come se in queste settimane tra mobilitazioni europee e Brexit non fosse successo nulla, si trova invece a dover fare i conti con la necessità di ripensare la politica commerciale della UE: da parte nostra come parlamentari del Gue/Ngl continueremo a batterci, dentro e fuori il Parlamento europeo, per ampliare il dibattito pubblico su questi trattati e aumentare le pressioni affinché il Ttip e Ceta vengano fermati. In questa direzione va anche il rapporto di cui sono relatrice e che  è stato approvato oggi durante la plenaria: affermare che i diritti umani e sociali così come gli standard ambientali non possono essere subordinati alla logica del profitto o affidati alla favola della deregolamentazione che produrrebbe prosperità per tutti».
Eleonora Forenza,
parlamentare europea Prc – Altra Europa con Tsipras – gruppo Gue/Ngl 

La democrazia non si svende e non si vende. Firma l’appello in solidarietà con Tsipras e il popolo greco

29 giugno 2015, by  
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Pubblichiamo la dichiarazione del capo del governo greco ai cittadini di quel paese. Pensiamo sia necessario che tutti i cittadini democratici europei lo sostengano. Vi chiediamo di firmare con MicroMega questo brevissimo testo, da inviare alle autorità di tutte le istituzioni europee:

Siamo con la democrazia, che è sempre “giustizia e libertà”, contro la protervia dei poteri finanziari che vogliono imporre al popolo greco le politiche di liberismo selvaggio che hanno scatenato la crisi mondiale e stanno distruggendo l’Europa. 

FIRMA L’APPELLO

La lettera di Tsipras al popolo greco

Greche e greci, 
da sei mesi il governo greco conduce una battaglia in condizioni di asfissia economica mai vista, con l’obiettivo di applicare il vostro mandato del 25 gennaio a trattare con i partner europei, per porre fine all’austerity e far tornare il nostro paese al benessere e alla giustizia sociale. Per un accordo che possa essere durevole, e rispetti sia la democrazia che le comuni regole europee e che ci conduca a una definitiva uscita dalla crisi. 

In tutto questo periodo di trattative ci è stato chiesto di applicare gli accordi di memorandum presi dai governi precedenti, malgrado il fatto che questi stessi siano stati condannati in modo categorico dal popolo greco alle ultime elezioni. Ma neanche per un momento abbiamo pensato di soccombere, di tradire la vostra fiducia. 

Dopo cinque mesi di trattative molto dure, i nostri partner, sfortunatamente, nell’eurogruppo dell’altro ieri (giovedì n.d.t.) hanno consegnato una proposta di ultimatum indirizzata alla Repubblica e al popolo greco. Un ultimatum che è contrario, non rispetta i principi costitutivi e i valori dell’Europa, i valori della nostra comune casa europea. È stato chiesto al governo greco di accettare una proposta che carica nuovi e insopportabili pesi sul popolo greco e minaccia la ripresa della società e dell’economia, non solo mantenendo l’insicurezza generale, ma anche aumentando in modo smisurato le diseguaglianze sociali. 

La proposta delle istituzioni comprende misure che prevedono una ulteriore deregolamentazione del mercato del lavoro, tagli alle pensioni, nuove diminuzioni dei salari del settore pubblico e anche l’aumento dell’IVA per i generi alimentari, per il settore della ristorazione e del turismo, e nello stesso tempo propone l’abolizione degli alleggerimenti fiscali per le isole della Grecia. 

Queste misure violano in modo diretto le conquiste comuni europee e i diritti fondamentali al lavoro, all’eguaglianza e alla dignità; e sono la prova che l’obiettivo di qualcuno dei nostri partner delle istituzioni non era un accordo durevole e fruttuoso per tutte le parti ma l’umiliazione di tutto il popolo greco. 

Queste proposte mettono in evidenza l’attaccamento del Fondo Monetario Internazionale a una politica di austerity dura e vessatoria, e rendono più che mai attuale il bisogno che le leadership europee siano all’altezza della situazione e prendano delle iniziative che pongano finalmente fine alla crisi greca del debito pubblico, una crisi che tocca anche altri paesi europei minacciando lo stesso futuro dell’unità europea. 

Greche e greci, 
in questo momento pesa su di noi una responsabilità storica davanti alle lotte e ai sacrifici del popolo greco per garantire la Democrazia e la sovranità nazionale, una responsabilità davanti al futuro del nostro paese. E questa responsabilità ci obbliga a rispondere all’ultimatum secondo la volontà sovrana del popolo greco. 

Poche ore fa (venerdì sera n.d.t.) si è tenuto il Consiglio dei Ministri al quale avevo proposto un referendum perché sia il popolo greco sovrano a decidere. La mia proposta è stata accettata all’unanimità. 

Domani (oggi n.d.t.) si terrà l’assemblea plenaria del parlamento per deliberare sulla proposta del Consiglio dei Ministri riguardo la realizzazione di un referendum domenica 5 luglio che abbia come oggetto l’accettazione o il rifiuto della proposta delle istituzioni. 

Ho già reso nota questa nostra decisione al presidente francese, alla cancelliera tedesca e al presidente della Banca Europea, e domani con una mia lettera chiederò ai leader dell’Unione Europea e delle istituzioni un prolungamento di pochi giorni del programma (di aiuti n.d.t.) per permettere al popolo greco di decidere libero da costrizioni e ricatti come è previsto dalla Costituzione del nostro paese e dalla tradizione democratica dell’Europa. 

Greche e greci, a questo ultimatum ricattatorio che ci propone di accettare una severa e umiliante austerity senza fine e senza prospettiva di ripresa sociale ed economica, vi chiedo di rispondere in modo sovrano e con fierezza, come insegna la storia dei greci. All’autoritarismo e al dispotismo dell’austerity persecutoria rispondiamo con democrazia, sangue freddo e determinazione. 

La Grecia è il paese che ha fatto nascere la democrazia, e perciò deve dare una risposta vibrante di Democrazia alla comunità europea e internazionale. 
E prendo io personalmente l’impegno di rispettare il risultato di questa vostra scelta democratica qualsiasi esso sia. 
E sono del tutto sicuro che la vostra scelta farà onore alla storia della nostra patria e manderà un messaggio di dignità in tutto il mondo. 

In questi momenti critici dobbiamo tutti ricordare che l’Europa è la casa comune dei suoi popoli. Che in Europa non ci sono padroni e ospiti. La Grecia è e rimarrà una parte imprescindibile dell’Europa, e l’Europa è parte imprescindibile della Grecia. Tuttavia un’Europa senza democrazia sarà un’Europa senza identità e senza bussola. 
Vi chiamo tutti e tutte con spirito di concordia nazionale, unità e sangue freddo a prendere le decisioni di cui siamo degni. Per noi, per le generazioni che seguiranno, per la storia dei greci. 
Per la sovranità e la dignità del nostro popolo. 

Alexis Tsipras 

Firma l’appello di MicroMega in solidarietà con Tsipras e il popolo greco

Galieni e Ravera: “Bloccare gli immigrati direttamente in Libia è una strategia criminale”

15 giugno 2015, by  
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A smentire le esultanze di Renzi in merito ai passi avanti compiuti con la Agenda europea sull’immigrazione giunge il blocco delle frontiere francesi. E mentre le istituzioni Ue prendono tempo e rinviano anche la realizzazione dei ridicoli impegni presi ci si prepara alle azioni militari in Libia che non ricadranno sui trafficanti ma sui profughi.
Bloccare le persone nel deserto, nelle stazioni e nelle periferie italiane e al confine di Ventimiglia costituiscono elementi di una comune strategia criminale di cui Rifondazione Comunista non sarà mai complice.
Permettere a chi ha visto troppe volte la morte in faccia grazie anche alla scellerata politica estera di chi oggi chiude i confini, di ritrovare un po’ di pace e i propri affetti dispersi ai quattro angoli d’Europa è il solo modo attraverso cui realizzare quel continente dei popoli e non delle banche o delle armi.
Stefano Galieni, 
Responsabile nazionale immigrazione Rifondazione Comunista
Marco Ravera, 
Segretario Rifondazione Comunista Liguria

SYRlZA al 45%, il popolo greco l’arma vincente di Tsipras: “Non firmeremo nuovo Memorandum”

8 giugno 2015, by  
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Alexis Tsipras e SYRIZA hanno in Grecia solo un grande alleato: il loro popolo

SYRIZA viaggia al 45%. Questo è il riconoscimento dei greci ai sforzi di SYRIZA per liberare il loro paese dai banchieri e dai speculatori e dare un futuro e un lavoro dignitoso alla gente e specialmente ai giovani! 
Senza mezzi di informazioni compiacenti, con tutti i poteri forti della Grecia e dell’Europa contro di loro e la continua minaccia del fallimento Tsipras e SYRIZA continuano a conquistare il cuore e la passione del popolo greco dimostrando una unità forte dei cittadini, dei lavoratori e della gente colpita dalla crisi con il loro governo. Alla fine c’è chi guadagna consenso per la sua sincerità, coerenza, coraggio e umiltà per proteggere i deboli e c’è chi perde voti a milioni di fronte ad una consola di PS. Tsipras va in parlamento, parla, spiega, dialoga. Ha le occhiaie, sembra stanco. È preciso, chiaro e trasparente. Dal 25 di gennaio i greci sanno che hanno il loro governo, i loro ministri, la loro vera democrazia. Perché la democrazia non si misura dallo stato di necessità e di emergenza. Non si ricatta. 
SYRIZA cresce di 23,6 punti percentuali la sua distanza da Nuova Democrazia, secondo l’ultimo sondaggio della Metron Analysis che ha pubblicato oggi il giornale “Parapolitka”. 
SYRIZA viene primo con 37,2% nell’intenzione di voto, mentre la Nuova Democrazia segue con 17,7%, il populista Fiume con 6,1%, i criminali di Alba Dorata con 4,4%, i comunisti ortodossi di KKE con 4,3%, i moderati Greci Indipendenti con 3,2%, i socialisti di PASOK con 2,9%.
Una volta contata l’astensione SYRIZA viene primo con 45%, mentre la Nuova Democrazia segue con 21,4%, che sarebbe il vero risultato delle probabili elezioni in Grecia! 

Il 59% si dichiara soddisfatto per le strategia delle trattative del governo con le istituzioni europee ed internazionali, mentre il 35% non è d’accordo. Il 47% dei greci crede che il governo deve accettare la proposta delle istituzioni e dei creditori per avere il finanziamento del paese, mentre il 35% crede che si deve essere respinta. Il 79% è a favore della moneta unica, mentre solo il 19% vuole il ritorno ala dracma. Ma come è possibile che anche in queste condizioni il popolo greco crede ancora nell’Unione Europea e la sua moneta?

Questo è il grande merito di SYRIZA e di Tsipras che hanno puntato sempre alla ricostruzione dell’Europa dal basso, di riscrivere i trattati e trasformare l’Europa dei banchieri in un continente di democrazia, solidarietà e giustizia sociale. Tsipras è andato al parlamento per parlare al cuore della sua gente: Non c’è la prospettiva di un nuovo Memorandum. La grande sfida è la ristrutturazione del debito“.
Tsipras sfida l’austerità in sei punti: 
– vuole bassi surplus primari, che sono stati accettati dai creditori, fatto che permetterà la diminuzione del costo per il popolo per 8 miliardi i prossimi 18 mesi e per 1,5 miliardi i prossimi 5 anni. 
– vuole diminuzione, ristrutturazione del debito, per liberare definitivamente il suo paese dai ricatti.
– vuole la protezione delle pensioni e del salario reale.
– vuole ridistribuzione del reddito a favore della maggioranza sociale del paese.
– vuole il ritorno della contrattazione collettiva del lavoro e inversione del corso della deregulation delle relazioni di lavoro. Il governo in collaborazione con l’ Organizzazione Internazionale di Lavoro prepara una nuova legge.
-vuole un forte programma di investimenti pubblici per far ripartire la economia greca e creare posti di lavoro.
Dopo cinque anni abbiamo bisogno di una soluzione che metterà definitivamente fine al dibattito dell’uscita della Grecia dall’eurozona, che funziona come una profezia che si auto avvera, che metterà fine all’austerità e la crisi di debito“, ha detto Tsipras al parlamento.

Questo governo e questo parlamento non voteranno un nuovo Memorandum. E se stiamo dando una dura battaglia è perché non siamo abituati come voi a firmare qualsiasi cosa che ci portano“, ha continuato Tsipras guardando verso Samaras e Venizelos.

 

Argiris Panagopoulos, portavoce di Syriza

Grecia, Ferrero: “Disinformazione vergognosa. Ue ricatta la Grecia per avere privatizzazioni, Renzi è il suo cravattaro”

24 aprile 2015, by  
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L’informazione sulla Grecia è vergognosa, da vero regime neoliberista. A leggere i giornali italiani sembra che il problema sia la scarsa competenza dei ministri greci quando invece il conflitto è tutto politico: l’Unione Europea ricatta la Grecia sui soldi per obbligare il governo ad accettare le privatizzazioni, la precarietà del lavoro e l’ulteriore taglio delle pensioni.

I proci che comandano in Europa prima hanno obbligato la Grecia ad aumentare il debito ed ora usano il debito per ricattare la Grecia sulla politica sociali. Di questo orribile ricatto è parte integrante Renzi il cravattaro, totalmente sdraiato sulle posizioni della Merkel che adesso viene presentata come la salvatrice della Grecia.

 

Paolo Ferrero,

segretario nazionale Rifondazione Comunista

Stop al Ttip: il capogruppo Prc Bucchioni presenta stasera un ordine del giorno in consiglio comunale alla Spezia

26 gennaio 2015, by  
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Un ordine del giorno contro il trattato transatlantico commerciale (Ttip) verrà presentato questa sera in consiglio comunale spezzino dal capogruppo Prc Edmondo Bucchioni. Di seguito il testo della mozione:
 

Il trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti in discussione dal 2013 all’Unione europea è un vero e proprio attacco alla democrazia dei paesi membri: infatti permette alle multinazionali di dettare legge su diversi settori quali diritti dei lavoratori, sicurezza alimentare, ambiente, giustizia, tutela dei consumatori.

 

Anni di battaglie condotte dai sindacati, dai cittadini, dalle associazioni, dagli ambientalisti e dai consumatori vanificate per dare libero spazio ai guadagni delle grosse multinazionali che in barba al sociale hanno urgenza di fare cassa a discapito dei diritti e del principio di precauzione riconosciuto finora dall’Europa (es.ogm).

 

Questo genere di accordi si è tentato di tenerli riservati per cercare di attuarli alle spalle dei cittadini europei, oggi che sono cominciati a trapelarne i contenuti.

 

Lla nostra posizione non può essere che di rifiuto e denuncia verso una simile pensata.

 

Tra i rischi concreti vi sono l’ingresso di merci e alimenti di cattiva qualità prodotti dalle multinazionali americane come vegetali e carne ogm, o prodotti imbottiti di ormoni e fitormoni, contro le quali le leggi nazionali e le comunità locali non potranno opporsi in quanto le leggi e i regolamenti devono sottostare al trattato.

 

Anche le sentenze dei giudici europei non potranno opporsi ai prodotti statunitensi perché il Ttip obbliga i cittadini europei, singoli e in associazione, a rivolgersi non al giudice nazionale, ma a un tribunale di natura privata per tentare un arbitrato lottando a proprie spese contro gli staff legali delle multinazionali.

 

I cittadini dei popoli europei, le imprese locali, gli agricoltori si troverebbero schiacciati dalle grandi corporation americane. Qualora poi un’azienda americana volesse iniziare un’attività considerata pericolosa in Europa (come una centrale nucleare), nessun tribunale locale potrebbe opporvisi. Altro pericolo riguarda il ribasso dei salari, dal momento che, per la libertà di circolazione, le imprese di un paese potranno applicare in un altro paese i salari vigenti nel proprio: questo sarà un vantaggio solo per le imprese statunitensi, perché, notoriamente, i salari dei lavoratori europei sono molto più alti di quelli americani.

 

Anche i diritti sindacali europei non avranno valore se contrari alle norme sul libero scambio e libera circolazione contenuti nel Ttip, senza possibilità, per i lavoratori, di rivolgersi al giudice del lavoro locale.

 

Anche in questo caso il lavoratore europeo dovrà rivolgersi a una corte arbitrale statunitense.

 

Per tutte queste premesse

 

 


IL CONSIGLIO COMUNALE DI LA SPEZIA CHIEDE

 

ALL’AMMINISTRAZIONE E AL SINDACO CHE SI FACCIANO INTERPRETI DEL NETTO RIFIUTO A SOTTOSCRIVERE UN SIMILE TRATTATO CHE RIDUCE GLI SPAZI DI DEMOCRAZIA ED E’ IN TOTALE CONTRASTO CON LA NOSTRA COSTITUZIONE,

 

INOLTRE

 

CHE TALE ORDINE DEL GIORNO VENGA  INVIATO ALL’ANCI, AL CONSIGLIO REGIONALE, AI PARLAMENTARI ITALIANI ED EUROPEI, AL GOVERNO.

 

 

 

Edmondo Bucchioni,

consigliere comunale Rifondazione Comunista La Spezia

Elezioni europee, Vergassola: “Con Tsipras a sinistra per un’altra Europa, contro le larghe intese di Shulz e Merkel”

 

Con le elezioni europee del prossimo 25 maggio ci troveremo di fronte a un momento storico di grande importanza: la società è lacerata, devastata, divisa, tradita.
Tradita da un’assenza di risposte da chi le dovrebbe dare: la politica, che è lontana e distratta rispetto a ciò che conta e tutta impegnata su se stessa e sulle proprie logiche di palazzo, interessi, intrighi e complotti.
La società, ”la collettività di persone’‘, è completamente disorientatae il motivo è tanto semplice quanto palese: i bisogni crescono, le risposte latitano. Latita la politica, schiacciata e gestita da uomini piccoli, ora in mala fede, ora semplicemente incapaci.
Siamo vicini a un impegno elettorale solitamente trascurato ciome le elezioni europee, oggi a mio avviso invece determinanti perchè l’Europa è entrata in questi anni dentro il dibattito politico, e in modo superficiale. Mai infatti c’è stata, nei grandi mezzi di comunicazione di massa, una seria analisi di che cos sia davvero l’ Unione Europea dal punto di vista politico, sociale  economico, monetario.
Oggi, per i popoli europei, termini come Mes, Maastricht, fiscal compact, spread sono concetti lontanissimi e incomprensibili.
Non sta certo a me spiegare perchè quest’Europa oggi è un disastro su tutta la linea, dal suo funzionamento interno alle logiche che la governano, passando per i trattati-capestro volti a promuovere solo austerity e quindi sofferenze, tagli indiscriminati al welfare state e mancanza progressiva di servizi, sofferenze per i popoli e scelte di politica monetaria scellerate, uno strozzinaggio bancario ”interno” e scelte di politica estera completamente subordinate ad USA e poteri forti.
Però è giusto fare un’osservazione: il giudizio negativo, con gradazioni ed intensità ovviamente differenti, sull’Unione Europea è oggi unanime.
Dall’estrema destra xenofoba ai movimenti populisti, passando per Ppe, socialdemocrazie europee e compagnia, infatti, tutti parlano di un’Europa da cambiare, il punto sta come cambiarla.Tutti i gruppi politici, sia di ”centro-destra” che di ”centro-sinistra”, parlano di un modello di sviluppo, quello attuale, che va ritoccato, migliorato, rivisto: loro dicono che questo modello, i rapporti di forza che lo regolano, i ruoli dei soggetti che lo dirigono ecc, sia da riorganizzare con qualche accorgimento.
Noi invece crediamo che questa Europa vada semplicemente ribaltata, stravolta, radicalmente mutata, altro che qualche semplice “accorgimento”.
E noi siamo ben riconoscibili: Sinistra Europea, Gue, Alexis Tsipras.
E in questo Rifondazione Comunista, che lanciato questa candidatura e fatto sì che quest’esperienza potesse nascere e ora crescere con tanti compagni di viaggio includendo, aggregando, ma marcando bene la collocazione politica e le differenze. Con chi? Con Schulz ad esempio, il candidato del Pse e quindi delle larghe intese in salsa europea.
Shulz in Germania ha fatto l’accordo con la Merkel, ha favorito le larghe intese e votato tutte le euroschifezze che oggi ci hanno portato a questa situazione. Noi siamo contro la Merkel, contro le larghe intese, contro l’austerity. Per un’Europa dei popoli e non delle banche, dei servizi e non dei tagli, della pace e della cooperazione e non della guerra e degli F35.Per un’altra Europa.
Tsipras oggi è l’alternativa, l’unica. Noi siamo l’alternativa.
 
Filippo Vergassola,
coordinatore provinciale Giovani Comuniste/i La Spezia

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