Ucraina, Ferrero e Amato: “L’Ue la smetta di fomentare la guerra civile volta a smembrare il Paese”

25 febbraio 2014, by  
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Lo spettro della guerra civile sta tornando in Europa. Il drammatico susseguirsi degli eventi ucraini è il risultato del braccio di ferro che è stato messo in atto sul futuro della collocazione internazionale dell’Ucraina, di cui portano grande e grave responsabilità l’Unione Europea e gli Usa che non hanno esitato in queste settimane ad alimentare il clima di scontro, invece di favorire le condizioni per soluzioni politiche del conflitto apertosi dopo la revoca dell’accordo di associazione. L’Unione Europea, gli Usa e la Nato, mirano ad estendere la loro influenza alle porte della Russia e con questo comportamento stanno creando le condizioni per la guerra civile, col rischio di avere una nuova Siria in Europa. La strada da seguire è stata suggerita da tempo dai comunisti ucraini – in queste ore vittime di inaccettabili intimidazioni e attacchi da parte dei neofascisti, e a cui esprimiamo la nostra solidarietà – ovvero quella di un referendum popolare che desse la possibilità al popolo ucraino di decidere sul proprio destino e sul futuro rapporto fra Ucraina e Ue, assieme ad una riforma elettorale proporzionale che consentisse nuove elezioni. Questa proposta di pace è stata purtroppo ignorata dal governo come dall’opposizione ma rappresenta l’unica via d’uscita possibile per evitare ulteriori bagni di sangue e lo smembramento di un paese, le cui conseguenze sarebbero imprevedibili. Il Prc è impegnato, insieme alle forze del partito della Sinistra Europea, in questa direzione.

Paolo Ferrero

Segretario nazionale Rifondazione Comunista

Lampedusa, tragedia senza fine. Rifondazione: “Stop Bossi-Fini, sì a corridoio umanitario e asilo UE”

5 ottobre 2013, by  
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Sono più 111  i morti recuperati a largo di Lampedusa.

L’indifferenza delle istituzioni a livello nazionale è assordante: bisogna fare subito qualcosa, non è tollerabile che si stia a guardare mentre così tante persone muoiono. Serve una risposta politica immediata a questo dramma. Continuiamo a chiedere che si faccia un corridoio umanitario, per evitare che i migranti finiscano nelle mani di trafficanti senza scrupoli, e che si implementi il diritto d’asilo europeo, in modo che le persone possano scegliere in quale Paese andare. Stop con la Bossi-Fini, stop con le politiche discriminatorie che sono alla base di queste tragedie. Il nostro cordoglio per le vittime di quest’ennesimo episodio: è uno sterminio che non ha nulla a che vedere con un Paese “civile”.

Vergognosa, poi, di fronte a tante vittime innocenti, la difesa della Bossi-Fini da parte del suo fautore. La Lega è senza vergogna: anche davanti ai morti Bossi continua a sostenere la sua legge sull’immigrazione, che ha contribuito non poco a trasformare il Mediterraneo in un cimitero. Per gestire in modo sensato l’immigrazione economica prodotta dalle guerre serve flessibilità e capacità di governo: tutto il contrario della legge Bossi-Fini e delle campagne razziste della Lega. Ribadisco che serve un corridoio umanitario a cui il governo deve dare vita subito, per evitare altre stragi.

Paolo Ferrero

Segretario nazionale Rifondazione Comunista

Firma l’appello al “NO MONTI DAY”!

27 ottobre 2012, by  
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Siamo persone che lottano, organizzazioni sociali e sindacali, forze politiche e movimenti civili, e ci siamo assunti l’impegno di dare voce e visibilità alle tante e ai tanti che rifiutano e contrastano Monti e la sua politica di massacro sociale, dando vita il 27 ottobre a Roma a una giornata di mobilitazione nazionale, NO MONTI DAY.

Scendiamo in piazza per dire:

NO a Monti e alla sua politica economica che produce precarietà, licenziamenti, disoccupazione  e povertà, no alle controriforme liberiste, oggi e domani.

NO all’Europa dei patti di stabilità, del Fiscal Compact, dell’austerità e del rigore, che devastano da anni la Grecia e ora l’Italia.

NO all’attacco autoritario alla democrazia, no alla repressione contro i movimenti ed il dissenso,  no allo stato di polizia contro i migranti.

Sì al lavoro dignitoso, allo stato sociale, al reddito, per tutte e tutti, nativi e migranti.

Sì ai beni comuni, alla scuola e alla ricerca pubblica, alla salute e all’ambiente, a un’altra politica economica pagata dalle banche, dalla finanza dai ricchi e dal grande capitale, dal taglio delle spese militari e dalla cancellazione delle missioni di guerra, dalla soppressione dei privilegi delle caste politiche e manageriali, sì alla cancellazione di tutti i trattati che hanno accentrato il potere decisionale nelle mani di una oligarchia.

Sì alla democrazia nel paese e nei luoghi di lavoro, fondata sulla partecipazione, sul conflitto e sul diritto a decidere anche sui trattati europei.

Vogliamo manifestare per mostrare che, nonostante la censura del regime informativo montiano, c’è un’altra Italia che rifiuta la finta alternativa tra schieramenti che dichiarano di combattersi e poi approvano assieme tutte le controriforme, dalle pensioni, all’articolo 18, all’IMU, alla svendita dei beni comuni, così come c’è un’altra Europa che lotta contro l’austerità e i trattati UE. Un’altra Italia che lotta per il lavoro senza accettare il ricatto della rinuncia ai diritti e al salario,che difende l’ambiente ed il territorio senza sottomettersi al dominio degli affari.

Un’altra Italia che lotta per una democrazia alternativa al comando autoritario dei governi liberisti e antipopolari europei primo fra tutti  quello tedesco, della BCE  della Commissione Europea e del FMI, del grande capitale e della finanza internazionale.

Promuoviamo una manifestazione chiara e rigorosa  nelle sue scelte, che porti in piazza a mani nude e a volto scoperto tutta l’opposizione sociale a Monti e a chi lo sostiene, per esprimere il massimo sostegno a tutte le lotte in atto per i diritti, l’ambiente ed il lavoro, dalla Valle Susa al Sulcis, da Taranto a Pomigliano, dagli inidonei e precari della scuola, da Cinecittà occupata ai tanti esempi di cultura condivisa come il Teatro Valle occupato e le tante altre in giro per l’Italia, a tutte e tutti coloro che subiscono i colpi della crisi.

Vogliamo che la manifestazione, che partirà alle 14,30 da Piazza della Repubblica, si concluda in Piazza S. Giovanni con una grande assemblea popolare, ove si possa liberamente discutere di come dare continuità alla mobilitazione. Proponiamo a tutte e tutti coloro che sono interessati a questa percorso di costruirlo assieme, specificandone e ampliandone i contenuti, fermi restando i punti di partenza e le modalità qui definiti.

 

Il comitato promotore NO MONTI DAY ROMA 27 OTTOBRE

Indignados di tutta Europa, unitevi! Anche da Spezia un pullman per la grande manifestazione di Roma del 15 ottobre

3 ottobre 2011, by  
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Un pullman per la grande manifestazione di Roma del 15 ottobre prossimo.

A organizzarlo è la federazione provinciale spezzina di Rifondazione Comunista che ha già raccolto numerose adesioni per quella che sarà una delle più importanti manifestazioni di piazza degli ultimi anni, in contemporanea con le principali città d’Europa.

Gli “Indignados” di tutto il continente grideranno contro la macelleria sociale che si sta abbattendo sulla pelle di tutti. Lo stato liberista, sotto i diktat dell’UE, ci sta chiedendo sempre di più: via l’università pubblica, via l’istruzione gratuita e laica, via i diritti e le garanzie sul lavoro, via i servizi sociali, addio ai trasporti ed ai beni comuni.

La punizione dei popoli e dei lavoratori europei si è già scatenata in Grecia e sta dilagando ovunque. La più importante conquista del continente, lo stato sociale, oggi viene venduta all’incanto per pagare gli interessi del debito pubblico che, a loro volta, servono a ripagare i profitti delle banche. Tutto questo mentre ai ricchi non viene chiesto il minimo sacrificio,continuando a garantire loro privilegi e impunità.

Per questo il 15 Ottobre a Roma sarà il momento di unificare le lotte e le parole d’ordine contro il sistema capitalista che ci vuole solo schiavi e consumatori.

Dalla Spezia le adesioni si raccolgono contattando la mail del Prc spezzino rifondazionecomunistalaspezia@gmail.com o cercando il contatto facebook Prc La Spezia o passando di persona al presidio permanente di Rifondazione in Corso Cavour angolo via Rattazzi dove da giorni si stanno raccogliendo firme favore della patrimoniale.

 Rifondazione Comunista – FdS La Spezia

Se la Liguria verrà multata per la caccia chi pagherà?

1 ottobre 2011, by  
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Dopo due studi, una sentenza di condanna della Corte di Giustizia europea e della Corte Costituzionale contro la Regione Liguria e la sua caccia allo storno,  svariate sentenze del TAR e in ultimo il parere contrario dell’ISPRA, il consiglio regionale ligure ha preferito seguire i pruriti di clientele elettorali e ha votato la deroga sulla caccia.

Al netto di ogni considerazione ambientalista, ci sentiamo di sottolineare che oggi, in un momento di crisi economica così devastante che si riverbera drammaticamente dalle istituzioni fino alle tasche dei cittadini, una scelta simile sia del tutto folle. Continuare a legiferare in totale sfregio delle norme comunitarie porterà a una condanna da parte della UE e le conseguenti pesanti sanzioni che graveranno sui cittadini.

Una decisione irresponsabile, dettata da una politica clientelare che non ha niente a che fare con una programmazione seria e legale dell’attività venatoria, ancor di meno pensa alle tasche dei cittadini, già pesantemente colpite dalle due manovre in un anno del governo Berlusconi.

Rifondazione Comunista/FdS La Spezia

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