Il Paese degli scudi per pochi

4 febbraio 2010, by  
Archiviato in Dall'Italia, Primo piano

Prima uno scudo fiscale, poi lo scudo legale. Nel nostro paese è tutto uno scudo, ma solo per pochi. Per le persone normali le cose non migliorano, perché manca una vera riforma della giustizia”. Queste non sono le parole di un membro della 3a Internazionale, ma di Giancarlo Caselli, procuratore capo di Torino.

Nell’italietta berlusconiana un’altra pietra miliare dell’inciviltà: il legittimo impedimento. Che vuol dire? Semplice, io governo, la Magistratura indaga su eventuali mie malefatte, vengo chiamato in giudizio e che posso fare? Dire, “non posso, sono in bagno”! Ma l’art.3 della Costituzione? L’uguaglianza dei cittadini di fronte alla Legge?

Berlusconi è all’acme del suo “capolavoro” orwelliano: tutti gli animali sono uguali, ma qualcuno è più uguale degli altri.

Esiste un problema giustizia? Certo! Non è tollerabile che rimangano impuniti padroni che mandano al macello lavoratori quotidianamente: non è tollerabile che rimangano impunite multinazionali che speculano sulla salute dei lavoratori (Amianto? cvm e pvc a Porto Marghera? Ecc, ecc, ecc.), che calpestano i diritti dei cittadini (Parmalat? Tangobond? Ecc, ecc, ecc.), che se ne infischiano dell’ambiente che ci circonda (Pitelli?). Non è tollerabile che vengano incarcerati liberi cittadini per uscire morti ammazzati, non è tollerabile che in questo paese la giustizia (con la g minuscola) si abbatta come un maglio sui deboli e lasci impuniti i potenti.

Questa operazione vergognosa, per salvare il premier dai suoi guai è legittimata dal suo potenziale mediatico dirompente che occlude la vista e la ragione.

Farsesco il teatrino dei valvassori proni a coprire le terga del Berlusconi/Napoleone:

  • il ministro della Giustizia, Angelino Alfano: “il legittimo impedimento altro non è che il diritto a governare da parte di chi ha vinto le elezioni partendo non da un privilegio ma da un legittimo diritto a sottoporsi al processo senza che questo gli impedisca di governare
  • il ministro per le Riforme, Umberto Bossi: ”E’ passata, e’ andata. C’è sempre qualche moralista, ma la legge andava fatta e l’abbiamo fatta
  • capogruppo PdL alla Camera, Fabrizio Cicchitto (tessera P2 n°2232): “Non ci sono defezioni perchè la maggioranza è concorde su un provvedimento che consente al premier e ai ministri di svolgere i propri ruoli
  • presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto Cota: ”non è immunità ma solo il riconoscimento di un legittimo impedimento ad essere presente in aula al processo. Ed è giusto che a certificare il legittimo impedimento sia l’organo competente, cioè la presidenza del Consiglio che è la più alta istituzione eletta dal popolo. Si tratta del principio della sovranità popolare, che chi è eletto dal popolo è giudicato dal popolo”.

Chi ci governa dimostra da un lato la sua ignoranza di educazione civica (poi ci si chiede perchè la Gelmini vuole togliere la geografia?), dall’altro un abbassamento culturale, fino ad una connivente e subdola strumentalizzazione.

Ecco che per il guardasigilli essere impuniti è un diritto, il ministro riformatore dimostra che si doveva obbedire al padrone, lo scudiero piduista idem, ma la perla arriva dal presidente dei leghisti alla Camera che sfodera la sua ignoranza più profonda, sostenendo che il governo sia eletto dal popolo… ma quando mai?

Dunque irriverentemente abbiamo selezionato alcune situazioni in cui Silvio Berlusconi potrà invocare il legittimo impedimento. Eccole:

Allo stadio con la squadra del cuore…

… in compagnia di belle prostitute sul lettone di Putin…

A fare il menestrello con Apicella…

…o nel suo harem

… è lecito commentare questa ennesima vergogna concordando…

Legittimo un cazzo!

Consigliamo vivamente la lettura de “La verità su B. raccontata dal suo ex avvocato” – Intervista a Carlo Taormina (tratto dal blog di Alessandro Gilioli)

Roma ladrona, la Lega non perdona…

3 febbraio 2010, by  
Archiviato in Dall'Italia, Primo piano

Per il nostro territorio, contro Roma ladrona, crocifisso… blablablabla e ancora bla!

Ricordate le battaglie rivoluzionarie, anticasta, anticonformiste della Lega Nord nella versione alla Senatore Gianfranco Miglio, con il cappio in mano nell’aula di Palazzo Madama? E come dimenticare la recente svolta del partito secessionista del Senatùr in difesa della gente, contro l’orda barbarica. Insomma, oltre le tangenti Enimont, di cui lo stesso Umberto Bossi riconobbe la colpevolezza dell’amministratore del movimento Alessandro Patelli relativamente ad un finanziamento illecito ricevuto dallo stesso da parte di Carlo Sama, il partito delle ronde e delle camicie verdi crolla su Parentopoli, ma quella lecita, anzi, quella meritocratica!

Qualcuno potrebbe pensare che sia solo speculazione. Si lo ammettiamo, è speculazione la nostra, perchè ci domandiamo come un somaro patentato che viene bocciato tre volte alla maturità, abbia le competenze per aspirare ad un seggio di consigliere regionale. Ci aiuta Peppe Civati, con una lapidaria quanto realistica battuta:

«All’oratorio tre calci d’angolo facevano un rigore. In Lombardia tre maturità fanno un seggio da consigliere». (Ciuseppe Civati)

Ci auguriamo che Bossi non abbia un figlio più “ciuccio” da candidare in Liguria!