Diminuzione del 30% dell’edificazione ad Ortonovo, Lombardi: “Primo importante passo verso il consumo zero del territorio”

31 gennaio 2014, by  
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La diminuzione superiore al 30% delle costruzioni, circa 7mila mq in meno di previsione edificatoria dal Puc, rappresenta un primo passo fondamentale verso una visione nuova della gestione del territorio“.
Così Massimo Lombardi, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, commenta la decisione del consiglio comunale ortonovese di approvare la proposta dell’assessore all’urbanistica Massimo Marcesini e del consigliere comunale Roberto Bedini.

Iniziamo con il passare dalle parole ai fatti – prosegue Lombardi – in tema di gestione del territorio nella Val di Magra, con una risposta concreta alla vertenza del dissesto idrogeologico, impedendo una consistente opera di impermeabilizzazione e di consumo del suolo. Un primo passo che è corroborato dalla decisione di aumentare le superfici destinate alle aree verdi pubbliche e che rappresenta un esempio che l’area della Val di Magra dovrebbe seguire, intrapreso proprio un anno dopo l’intero territorio di Ortonovo, con gli eventi alluvionali dell’11 e del 28 novembre 2012, veniva duramente colpito, dimostrando la vulnerabilità ambientale e l’inadeguatezza infrastrutturale degli impianti a rete“.

Dopo il comune della Spezia che ha dichiarato, seppur tardivamente, lo stop alla cementificazione collinare – continua Lombardi – oggi anche Ortonovo intraprende questo percorso. Un segnale importante per invertire la tendenza speculativa e distruttiva dei poteri economici che sfruttano il territorio, ma anche dare anche agli enti locali gli strumenti per difendersi, un passo importante per bandire la parola “Emergenza” dal nostro territorio e sostituirla con prevenzione, certi che al ricatto occupazionale dettato dalla speculazione edilizia, ormai logoro e desueto, si possa rilanciare un piano di riassesto e salvaguardia idrogeologica che tuteli l’ambiente ed i cittadini, occasione di lavoro e quindi strumento di risposta alla crisi economica.

Rifondazione da ancora una volta prova di capacità propositive e di elaborazione politica – conclude Lombardi – in questo primo passo verso un grande traguardo. Ci auguriamo che le istituzioni locali, come la Regione, ed il governo del paese, colgano questi segnali dando prova di responsabilità nel facilitarne l’implementazione e lo sviluppo fino ad un pieno compimento in termini di arresto del consumo del suolo, di presidio agricolo e di valorizzazione. Ministri ed assessori, prendete esempio.

Massimo Lombardi,

segretario prov.le Prc la Spezia

Portovenere, Rifondazione attacca il sindaco Cozzani sulla nomina di Giampedrone: “Non doveva essere una lista civica?”

3 agosto 2013, by  
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Le recenti nomine dell’amministrazione Cozzani, ovvero l’architetto Camisani all’urbanistica e Giacomo Giampedrone come consulente al marketing territoriale, non ci entusiasmano affatto.

Nulla da ridire in entrambi i casi sul piano personale e professionale dei nominati: il valore tecnico dell’architetto Camisani è fuori discussione ed è confermato dalle importanti commesse svolte in questi anni dallo studio prefessionale in cui opera, ma ci domandiamo come una lista che si è presentata agli elettori come “fortemente civica” e per quel motivo, almeno si credeva, ha con largo margine vinto, possa ancora definirsi tale.

Giampedrone, seppur dimessosi recentemente da incarichi formali di partito, è stato capogruppo al consiglio nel comune di Ameglia e sopratutto coordinatore provinciale per il Pdl per lungo tempo, oltre che, a quanto appare nel suo curricum on line, tuttora collaboratore di Luigi Morgillo in consiglio regionale.

Ottima persona certamente, ma difficile da considerare come “non di partito”: slogan che, ci era sembrato, fosse diffuso tra i supporter della lista Cozzani prima delle elezioni.

Diverso il problema dell’assessore esterno.

Noi di Rifondazione siamo convinti che la buona amministrazione nasca in primis da un radicato “senso” di comunità, dove conoscenza, attaccamento e lungimiranza devono viaggiare di pari passo, consentendo di coordinare tutte le scelte in maniera coerente, sempre nell’interesse della collettività. Non è certamente un dogma, ma di solito queste caratteristiche si cercano tra i propri concittadini…..

Saprà un tecnico esterno, abituato a vivere il territorio come “scenario di intervento” e non come proprio habitat raccoglierne e garantirne tutte le necessità in maniera articolata?

Non resta che sperarlo, affidando al sindaco, agli assessori eletti, ed ad una opposizione che non appare esattamente performante, la nostra rappresentanza.

Con l’occasione auspichiamo anche che l’intera sinistra locale voglia interrogarsi sui propri errori, e avviare un percorso di proposta in merito alle strategie del territorio, prima che lo stesso cada definitivamente preda di logiche sovra ordinate. Noi siamo a disposizione.

 

Saul Carassale

Segretario del circolo Prc “Lucio Mori” Porto Venere

 

 

Fedi (PRC Lerici): “Da Pdl solita strumentalizzazione, noi per un concreto cambiamento sulla pianificazione”

9 febbraio 2011, by  
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«L’atto da noi proposto segna un primo cambiamento che tiene conto di una sostanziale e generale fragilità del nostro territorio, un dato che è sotto gli occhi di tutti, tranne di chi non vuol vedere».

Così l’assessore all’ambiente di Lerici Veruschka Fedi di Rifondazione Comunista interviene nel dibattito che si è aperto nei giorni successivi all’approvazione della mozione sulla sospensione delle nuove edificazioni, voluta dal Prc e approvata dal consiglio comunale. Un voto che ha scatenato numerose polemiche dentro e fuori alla maggioranza.

Il centrodestra rivendica il merito della mozione. Lei come risponde?
«Il Pdl fa una demagogica strumentalizzazione di ciò che sta avvenendo e su questo concordiamo con l’assessore Saia. Rifondazione ha voluto un documento che ponesse all’ordine del giorno lo stato drammatico del territorio, e ci ritroviamo a seguire una polemica propagandistica da chi sostiene il fallimentare governo Berlusconi, fautore di condoni edilizi e piani casa»

Dopo questo passaggio come sarà il futuro politico per Lerici?
«La mozione è un primo passo e potrà essere la base di partenza per un nuovo modo di pianificare, se il centrosinistra vuole seriamente mettere in pratica un modo nuovo di amministrare e di pensare il territorio. Non limitiamoci a dire che “sarà l’occasione per rivisitare le linee del Piano Urbanistico”, ma confrontiamoci su come riportare esperienze già consolidate in cui la pianificazione territoriale va in funzione delle reali esigenze dei cittadini».

Quali sono le vostre proposte in merito?
«Rilanciare a livello locale un’economia di recupero, di ristrutturazione e di rivitalizzazione dei centri storici, oltre che una progettazione di mobilità collettiva che vada oltre i confini comunali. Le sfide di Lerici per stare al passo con i tempi sono queste e una classe politica responsabile come credo noi rappresentiamo deve sapersi mettere in gioco senza indugi».

Un commento alle critiche del consigliere di maggioranza Vallero?
«Confesso che le reazioni post-mozione mi preoccupano, meno quelle del consigliere Vallero di cui sappiamo quanto l’interesse per l’ambiente ed il paesaggio sia subentrato solo in una seconda fase della sua vita politica, in particolare dopo che non gli è stato riconosciuto un ruolo in giunta. E’ uscito dal Pd un anno fa e chiede di rientrare in maggioranza previe dimissioni di Saia, come fosse il solo responsabile delle politiche dell’amministrazione. E’ voluto uscire dalla porta per poi rientrare dalla finestra».

E a quelle dell’assessore Di Sibio?
«Le dichiarazioni di Di Sibio sono molto più gravi, sia nel metodo sia nella sostanza. Nel metodo perché non aver approvato la mozione in consiglio, senza peraltro argomentare la sua posizione nell’aula preferendo anzi giustificarsi nei giornali, è un atteggiamento alquanto irrispettoso. Nella sostanza perché, dopo un serrato confronto che ha portato a una naturale mediazione riportata poi negli emendamenti, la sua decisione apre una seria questione politica: Di Sibio vuole seguire questo tentativo di svolta oppure rimane ancorato al suo passato?».

Ortonovo: Rifondazione contesta le scelte urbanistiche

23 maggio 2010, by  
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Meno grandi progetti e «voli» di fantasia ma più attenzione alle esigenze concrete del territorio comunale.

La ricetta per il rilancio di Ortonovo arriva dal Partito della Rifondazione Comunista che in consiglio comunale ha tracciato un bilancio dei primi tre anni di mandato della giunta Francesco Pietrini senza risparmiare le accuse. Una squadra che ha avuto cambiamenti strada facendo (l’uscita dell’assessore Alessandro Silvestri con l’ingresso di Riccardo Leri) e non sempre ha visto uniformità di votazione sulle proposte della giunta.

E proprio Rifondazione, rappresentata dal vice sindaco Massimo Marcesini e dal consigliere Roberto Bedini, sui banchi del consiglio ha spesso espresso il proprio dissenso su decisioni relative alle opere pubbliche. Ed ora restano due anni di lavoro.

«Dobbiamo dare risposte concrete — spiegano i rappresentanti del consiglio direttivo — investendo sulla vivibilità, sui servizi essenziali e il decoro di un comprensorio che non ha nulla da invidiare ad altre realtà. Sono necessarie aree verdi e spazi attrezzati poco o nulla previsti nella programmazione urbanistica. Quindi crediamo che basti poco per fare un salto di qualità, ma occorre chiarezza».

Rifondazione punta l’indice su progetti e investimenti costosi chiedendo di ripensarne la realizzazione. «Il progetto della cosiddetta strada dei centri storici — continuano — crediamo debba essere definitivamente abbandonato. Un impatto previsionale di circa 6 milioni di euro è inaccettabile e insostenibile per la nostra amministrazione. Preoccupa l’improvvisazione di alcuni progetti che hanno visto problemi di competenza e blocco dell’attività degli uffici comunali. Speriamo dunque non si ripetano nei prossimi due anni di mandato situazioni come l’investimento sulla stazione di Luni che avrebbe comportato un mutuo di 700 mila euro e ben poche ricadute per la nostra collettività».

Rifondazione Comunista Ortonovo