Da Genova alla Val Susa: domenica 19 febbraio assemblea pubblica sulla repressione di stato con Haidi Giuliani e Nicoletta Dosio

16 febbraio 2012, by  
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Si svolgerà domenica 19 febbraio alle ore 17 nella sala “Aldo Lombardi” della Federazione spezzina di Rifondazione Comunista in via Lunigiana 545 l’assemblea pubblica dal titolo Da Genova alla Val Susa la repressione continua“.

Al dibattito saranno presenti Italo di Sabato (Osservatorio Nazionale Sulla Repressione), Haidi Giuliani (Mamma di Carlo Giuliani, già senatrice Prc) e Nicoletta Dosio (Comitato No Tav Valdisusa). Coordinerà il segretario provinciale Prc/Fds Massimo Lombardi.

L’incontro -dichiara Ricciardi- è stato organizzato in vista della manifestazione nazionale in Val Di Susa di sabato 25 febbraio alla quale una nostra delegazione prenderà parte.
Saremo in Val di Susa per chiedere la libertà delle compagne e dei compagni in carcere, perchè gli arresti avvenuti sono l’ennesimo tentativo di ridurre il movimento No Tav ad un problema di ordine pubblico al fine di dividerlo e delegittimarlo. È l’ennesimo punto di continuità tra il governo Berlusconi e il governo Monti: non si riconoscono le ragioni di chi protesta, non si tratta, ma si agisce militarmente, si determina un clima di tensione e poi si processa sulla base degli scontri che avvengono.
Jacopo Ricciardi, resp. Osservatorio sulla Repressione Prc/Fds La Spezia

Olivieri: “Senatore Grillo, ma l’Abruzzo non ha insegnato niente?”

29 ottobre 2011, by  
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Leggo con sconcerto le dichiarazioni del Sen. Grillo del Pdl che propone l’avvio di una sorta di project financing, cioè l’attivazione dei privati, per la ricostruzione delle zone alluvionate nello spezzino.

Secondo la proposta di Grillo, i privati potrebbero essere pagati “in natura”, cioè con parte del patrimonio pubblico che il Governo intenderebbe dismettere. Il sen. Grillo fa esplicito riferimento ai beni della Marina Militare presenti nel nostro territorio che, invece che essere restituiti alla nostra comunità, verrebbero privatizzati.

In questo modo la ricostruzione diventerebbe l’occasione per nuove speculazioni: questa proposta fa venire in mente quegli imprenditori senza scrupoli che poche ore dopo il terremoto pensavano già a come lucrare sulla tragedia. Possibile che l’Abruzzo non abbia insegnato nulla? E’ possibile che nemmeno questa tragedia abbia fatto capire che bisogna abbandonare per sempre le logiche della cementificazione e della privatizzazione del territorio che hanno amplificato gli effetti di questo disastro?

E non ci racconti la frottola, Sen. Grillo, che non ci sono i soldi: invece che regalare ai soliti noti miliardi e miliardi per opere inutili e dannose come il Ponte sullo Stretto e l’Alta Velocità in Val di Susa, questi soldi potrebbero essere ben spesi nella ricostruzione delle zone colpite da quelle da calamità che si fa fatica a chiamare “naturali” e nella manutenzione del territorio.
Ne guadagnerebbero non solo la nostra comunità, ma anche la moralità di questo Paese.

Sergio Olivieri
Segretario regionale Rifondazione Comunista/Federazione della sinistra della Liguria

Solidarietà al popolo No Tav della Val di Susa. Violenza e repressione di stato come a Genova 2001

28 giugno 2011, by  
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Quanto successo in questi giorni in Val di Susa è una riedizione di Genova 2001, di cui tra poco “festeggeremo” il decennale. Lo stato di polizia con i manganelli e i lacrimogeni che “convince” una popolazione imbufalita per uno scempio ambientale senza precedenti solo per favorire la solita cricca di affari e politica che c’è dietro all’enorme torta dei lavori per la Tav.

Lavori doppiamente ipocriti perchè i trasporti merci e persone su ferro, invece che aumentare, sono drasticamente in diminuzione in quanto vince la potente lobby del trasporto su gomma. Nonostante questo è necessario sventrare una valle, nel nome di quell’Unione Europea sempre più unione di business ed interessi di banche e multinazionali che di quelli della sua popolazione.

L’impatto ambientale sugli abitanti della Val di Susa sarà incredibile per un’opera mastodontica, inutile e dai tempi di realizzazione di almeno 25 anni. Se ci si aggiungono le manganellate e la violenza su ordine di Roma a chi civilmente, ma fermamente, protesta da oltre un mese contro le ruspe, avviene l’ennesima prevaricazione della forza di stato.

A quando un Paese che ascolta e non manganella i suoi cittadini? A quando uno stato che non reprime ma recepisce le loro istanze?? A quando un’azione del governo che faccia gli interessi dei suoi abitanti senza trattarli come sudditi??

Rifondazione Comunista/Fds della Spezia è vicina ai compagni piemontesi e alla popolazione di Chiomonte e Bussoleno impegnata in questi giorni nella lotta impari contro la polizia di Maroni con cui solidarizzano esponenti “di centrosinistra” come Casini.

La Val Susa, come tutti i patrimoni ambientali italiani, sono beni comuni da difendere a tutti i costi, contro qualsiasi interesse affaristico. E la voce della protesta e del dissenso del popolo italiano, come hanno insegnato le ultime elezioni amministrative e i referendum, non si farà piegare.