Rifondazione a Paita e Vesco: “Stop a nuove edificazioni”

21 gennaio 2014, by  
Archiviato in Ambiente, Dalla Provincia, Partito, Primo piano

Siamo sgomenti di fronte alle parole degli assessori Paita e Vesco. 
In questi anni hanno avallato le peggiori cementificazioni sul territorio, sostenendo che è l’economia. Alla Spezia da Marinella all’Outlet, passando per il Waterfront, il consumo del suolo è diventato un dogma. Hanno sostenuto ed ottenuto una proroga al Piano Casa che cementifica ulteriormente, finanziando peraltro somme urgenze con aumenti delle accise sulla benzina.
Hanno dimenticato il territorio dimenticando un’economia rurale fondamentale, e stigmatizzato chiunque chiedesse una legge seria sulla VAS ed oggi siamo di fronte per l’ennesima volta, come tutti gli anni, a fatti sconcertanti, indegni di un paese normale. Ci chiediamo se è possibile farla finita con questa presa in giro, con queste dichiarazioni post disastri e se sia possibile iniziare a fare piani non straordinari, ad abolire la parola emergenza, bloccando le costruzioni, ritirando la proroga al piano casa. Chiediamo che la regione Liguria proponga al governo un piano di manutenzione ordinaria e salvaguardia del territorio. Il resto sono solo dichiarazioni per salvar l’insalvabile, con precise responsabilità politiche che non sono occultabili.
Chiediamo inoltre che la Regione Liguria si mobiliti immediatamente per esonerare i cittadini della Val di Vara dal pagare i pedaggi autostradali in seguito alla chiusura della statale Aurelia e della provinciale della Val di Vara.
Segreteria provinciale Prc La Spezia

Berlusconi colpisce tutto meno che i grandi capitali. In sostegno di “Uniti in difesa dei parchi”

12 dicembre 2010, by  
Archiviato in Ambiente, Primo piano

Non bastavano gli enormi tagli di Tremonti delle risorse destinate al ministero dell’Ambiente per il 2009, ora tocca ai parchi. Così oggi un ulteriore elemento fa crescere l’incertezza per il futuro delle aree protette nel nostro Paese, l’ennesimo scempio berlusconiano che passa per il taglio agli enti parco, che produrrà conseguenze devastanti in termini economici, sociali ed ambientali. Questo governo ha colpito tutti i settori più deboli del paese, a cominciare dai lavoratori fino agli enti più strategici, senza nemmeno sfiorare i grandi capitali finanziari.

Rifondazione Comunista considera strategico il sistema delle aree protette e reputa i parchi utili presidi sul territorio, anche per prevenire gli effetti del dissesto idrogeologico e soprattutto per porsi l’obiettivo di fare delle aree protette un tentativo di rappresentare una società altra, un diverso modello, puntando tutto sulla riduzione energetica e sulla riduzione dei rifiuti, cercando di farne i protagonisti di un nuovo modo di agire, costruire rapporti, fare comunità.

Il parco non come un cammeo incastonato in un disastro ambientale, ma come luogo fondativo della ricostruzione del rapporto uomo-natura, che comprende il territorio antropizzato, lo include dettandone, non subendone, le regole, in una ricerca di equilibrio che risponda al consolidamento dei rapporti economici e sociali in virtù della ricostruzione e salvaguardia dei cicli biologici, termodinamici, idrici ed ecologici. Solo in questo modo il parco diventa parte di una politica protagonista delle necessarie ricostruzioni di economie e di presidi territoriali, di agricolture di prossimità, a basso impatto e bassa mobilità dalla produzione al consumo. Un luogo di ricostruzione di saperi antichi e di moderne relazioni, luogo di conoscenza e di pratica. Dunque il parco come normale paradigma dell’equilibrio.

Per tutti questi motivi riteniamo sensato e doveroso aderire al documento nazionale sul rilancio delle aree protette,“Uniti in difesa dei parchi”, certi che una maggiore attenzione su questo tema, una maggiore responsabilizzazione della classe dirigente possa essere un ulteriore tassello nella risoluzione della vertenza del Parco delle 5 Terre, consapevoli che li, come altrove, sia necessario un impegno formale e sostanziale soprattutto in un azione di trasparenza, di partecipazione e di Democrazia.

Elementi di riflessione che sono emersi nel convegno organizzato oggi da VAS e AmbientalMente, in cui finalmente si è messo in chiaro che il grande modello accecante delle 5 Terre era sorretto da clientela, malagestione e autoritarismo, in barba ad elementari fattori di legalità.

Per approfondire e partecipare http://blogs.parks.it/renzomoschini/