Inceneritori innocui, ma lo dice chi li costruisce! E Fiasella?

2 aprile 2011, by  
Archiviato in Ambiente, Primo piano

Non esistono indicazioni documentate sulla connessione tra i risultati della combustione fissa (inceneritori) e conseguente esposizione della popolazione, evidenziando che gli inceneritori, pur contribuendo come tutte le combustioni alle emissioni, non si possono escludere a priori come tecnica di smaltimento dei rifiuti. Con queste conclusioni, tanto scontate quanto discutibili, si conclude lo studio su “Emissioni di polveri fini e ultrafini da impianti di combustione” presentato da Federambiente e Veolia ad Ecocentrica.

La Federazione della Sinistra ha manifestato pacificamente in segno di protesta portando all’attenzione della cittadinanza spezzina le contraddizione di questo studio presentato all’interno di una iniziativa promossa da istituzione pubbliche come la Provincia della Spezia, teso a dimostrare unicamente l’infondata colpevolizzazione degli inceneritori, circa l’emissione di polveri ultrasottili. Perchè non si è ascoltato l’opinione dei medici per l’ambiente che noi appoggiamo in pieno?

In questo contesto l’informazione resa è stata parziale e scorretta perché l’unica “proposta di vendita” è ancora una volta l’inceneritore, santificato da chi addirittura li costruisce. Come andare dal tabaccaio e pretendere che ci dica che fumare faccio male alla salute. Questa non può essere una forma seria e trasparente di indagine, di divulgazione e, in un contesto in cui il conflitto d’interessi è diventato elemento endemico della società italiana, siamo arrivati al grottesco.

Fiasella, che a Villa Marigola organizzò un convegno inceneritorista con Enel, Veolia e Pirelli Ambiente, a questo punto dovrebbe chiarire se sostiene realmente politiche ambientalmente compatibili, come il piano provinciale di gestione dei rifiuti approvato che esclude per principio l’incenerimento dei rifiuti, oppure vuol continuare ad ammiccare a chi fabbrica inceneritori? Prima bacchetta (giustamente) i berluscones spezzini inceneritoristi e poi patrocina costruttori di forni per dire che in fondo non fanno male alla salute?

La Federazione della Sinistra ritiene che il problema principale di questo modello sociale sta nel fatto che il potere economico si sovrappone con il potere politico. L’unico antidoto è costruire una società critica che non si limiti ad accettare le cose per quello che sembrano ma non sono, che si faccia domande e dica di no ogni volta che è giusto dire no: No agli inceneritori, impianti in cui si è visto anche il taroccamento delle emissioni (Versilia, Colleferro, ecc.), No alle emissioni nocive, si alla salute, si a Rifiuti zero!

Acqua Pubblica? Dopo Parigi ora tocca a Berlino!

16 febbraio 2011, by  
Archiviato in Dal Mondo, Primo piano

Dopo Parigi, Berlino. Anche la capitale tedesca farà ritorno all’acqua pubblica e grazie al referendum, quello strumento che Rifondazione Comunista auspica possa essere utilizzato in primavera per far esprimere il popolo italiano contro lo scempio dell’obbligo di privatizzazione del servizio idrico nel nostro paese.

Il quesito berlinese chiedeva di pubblicare integralmente il contratto con cui nel 1999 il Land di Berlino vendette alle società RWE e Veolia il 49,9% dell’azienda dei servizi idrici comunali (Berliner Wasserbetriebe). Il comune di Berlino ha pubblicato lo scorso novembre circa 700 pagine del contratto di privatizzazione parziale dove emerge che sono stati garantiti alti margini di guadagno a RWE e Veolia, che dal 1999 al 2009 hanno incassato più utili della municipalità berlinese (1,3 miliardi contro 696 milioni) nonostante la città-stato detenga il 50,1% della società.

Il portavoce del comitato, Thomas Rodek, ha dichiarato molto semplicemente: “Un bene essenziale come l’acqua non può essere fonte di profitto, vogliamo che torni in mano pubblica“. I dati dei promotori sono inequivocabile: dal 2001 le tariffe dell’acqua sono salite del 35% (tra le più ate in Germania) ed un metro cubo d’acqua costa 5,12 euro quando a Colonia ne costa 3,26.

Ora la palla passa al parlamento del Land che dovrebbe votare una legge sulla pubblicizzazione integrale del contratto di privatizzazione, obiettivo ultimo resta quello di riportare interamente la Berliner Wasserbetriebe nelle mani pubbliche.

L’ennesimo segnale di civiltà su un bene comune fondamentale come l’acqua, un segnale che sostiene tutti coloro i quali credono nella necessità del referendum per abrogare l’obbligo di privatizzare il 60% delle aziende idriche e di abrogare il 7% della remunerazione del capitale sulle bollette dell’acqua. Un grande esempio per l’Italia e per La Spezia. L’acqua non deve essere in vendita!

Fu giusto contestare il seminario inceneritorista di Fiasella. Ancora scandalo inceneritori!

13 luglio 2010, by  
Archiviato in Ambiente, Primo piano

Forse la nostra contestazione al seminario inceneritorista organizzato a Villa Marigola da Fiasella è già andata in soffitta, ma Rifondazione comunista ricorda bene che in quell’occasione il presidente della provincia della Spezia invitò a parlare di gestione di rifiuti Veolia, Enel e Pirelli Ambiente, ovvero produttori di cdr, costruttori di inceneritori e produttori di energia elettrica con l’incenerimento di rifiuti. Allora occupammo Villa Marigola per ricordare a Fiasella cosa fosse l’incenerimento: danni alla salute e speculazione.

A distanza di tempo, e a fronte della scelta politica di Fiasella di andare a braccetto con Confindustria sostenuto dal Pd, dall’Idv e, udite udite anche dalla Lista Schiffini, c’è un drammatico fatto di cronaca che nessuna forza politica spezzina ha sentito il dovere di commentare: la mattina dell’8 luglio 2010 la polizia giudiziaria ha sequestrato per la seconda volta in due anni l’inceneritore di Falascaia, a Pietrasanta, 25 km in linea d’aria da Sarzana. La procura di Lucca, dopo aver ipotizzato la manomissione dei sistemi di controllo di emissione dei fumi, oggi l’accusa la «contaminazione da diossina» delle acque del torrente adiacente l’inceneritore costruito da Termomeccanica e gestito da Veolia. A seguito del provvedimento della procura lucchese sono scattati i sigilli per l’impianto e avvisi di garanzia al management TEV, l’azienda gestore dell’impianto e facente parte del gruppo Veolia.

E’ certamente un’altra sconfitta al “Partito dell’incenerimento, ancora una volta sulla pelle degli inermi cittadini versiliesi, ai quali la federazione spezzina di Rifondazione comunista invia la più sentita solidarietà, nella speranza che la loro drammatica esperienza serva da lezione per far comprendere ai “soloni” spezzini bipartisan che incenerire non risolve nulla, aumenta i costi e mette in serio pericolo la salute e l’ambiente di vita dei cittadini.

La recente scelta di Fiasella di confermare la presenza di Confindustria nella giunta provinciale non può che preoccuparci ed alzare il livello di attenzione su ciò che la provincia farà in tema di rifiuti.Il ruolo di Rifondazione comunista ha garantito fino ad ora l’impossibilità di bruciare il Cdr in Enel ma oggi, senza la nostra presenza in giunta provinciale, diventa ancora di più una questione su cui porre attenzione e mobilitare la cittadinanza.

William Domenichini
Resp.Ambiente PRC La Spezia